Scandinavia: la moda che viene dal freddo

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Foto di Norbert von Niman

Il più noto motto svedese recita così: “lagom är bäst”, letteralmentenon troppo, non troppo poco, il giusto”. Il “lagom” è infatti la filosofia di vita improntata alla sostenibilità, all’uguaglianza, ad un’esistenza fatta di moderazione e stretto legame con la natura. È questo lo stile di vita che ha fatto da culla al design scandinavo, ormai noto come “nordic-style” (o “nordic-chic”), un design che ha da tempo conquistato i cuori di molte nazioni e che vede alle sue spalle una storia di grandi tradizioni.

Se è nel 1951, durante un’esposizione in Inghilterra, che viene coniato l’aggettivo “scandinavo”, è però già dal 1920 che il design nordico assume le caratteristiche basilari che lo renderanno per sempre riconoscibile in tutto il mondo. La Scandinavia si può definire come un patchwork di nazioni europee del Nord, stati che formano un’entità culturale molto distinta dal resto dell’Europa. Queste nazioni condividono radici economiche, culturali, storiche e linguistiche e ognuna di loro possiede un carattere unico che riflette la differente geografia e le condizioni ambientali. Questi ultimi sono fattori che è impossibile non tenere in considerazione, quando si pensa agli elementi fondanti del design scandinavo così come tutti lo conosciamo oggi. I concetti di semplicità e minimalismo, abbracciati da filosofie come il “lagom” e lo “hygge”, si riflettono su capi e pezzi d’arredo, così come colori e forme ricordano il freddo dei paesaggi delle lontane terre del Nord.
E se pensiamo a questa natura incontaminata e così ostile, non possiamo non comprendere come mai tutto sia iniziato con l’architettura e l’interior design, ambiti in cui la Scandinavia annovera successi e artisti del panorama internazionale.

Cosa è più importante della cura della propria casa, in una terra così selvaggia? Ed ecco quindi l’importanza basilare che viene data al design e alla cura del dettaglio di ogni oggetto, che deve essere pratico e minimale nella sua raffinatezza, ma anche ai materiali. In una terra dove è così forte e sentito il legame tra l’uomo e la natura, vengono ovviamente privilegiati i materiali grezzi, che aprono la strada ad un artigianato che affonda le sue radici in antichissime tecniche legate alla tradizione.

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Foto di iddqd Studio

L’attenzione verso l’artigianato e la preziosità della mano d’opera sono alcuni degli elementi chiave dell’industria della moda nordica, alla base della quale potremmo individuare tre caratteristiche principali.
In primis i colori; la palette infatti si basa su tinte come il grigio, il beige, il blu e varie declinazioni delle tinte pastello. In secondo luogo troviamo l’importanza fondamentale che viene attribuita alla forme: devono essere dritte, nette e morbide, nulla infatti deve rompere l’equilibrio della silhouette. Infine, la comodità. Seguendo i dettami del cosiddetto “Hygge vibe” (letteralmente “sensazione di stare comodi in ciò che s’indossa”) questa caratteristica rappresenta un aspetto fondamentale della moda scandinava, che deve prevedere la realizzazione di capi che puntino a dare una sensazione di libertà, armonia e relax a chi li indossa.

La crescita ed espansione della moda scandinava è stata una sorta di “rivoluzione silenziosa”, che ha portato sulle passerelle capi meno eccentrici e più neutri, legati a un onnipresente concetto di sostenibilità capace di permeare e influenzare lo stile di molti stilisti internazionali nel corso degli anni.

Nel 1947 nasce in Svezia il primo store H&M, fondato da Erling Persson, e tutto il mondo inizia così a conoscere il brand che da quel momento in poi rappresenterà uno dei leader assoluti del panorama della fast-fashion. Ma la storia della Scandinavia continua. Negli anni ’60 e ’70 la moda scandinava è associata alle stampe e ai colori audaci di Marimekko, negli anni ’80 Marc o ‘Polo è il marchio svedese-tedesco che veste gli “yuppie” e negli anni ’90 il look dark pre-scandinavo viene sostituito da uno stile danese più femminile e bohémien.

marimekko - Scandinavia: la moda che viene dal freddo
Foto di Janita Autio e Mohamed Khalil

Si solidifica così, nel corso degli anni, lo stile scandinavo, con un’estetica che attraversa le tessiture tipiche norvegesi, passando per le giacche in pelle lavorata di ACNE Studios, brand svedese di successo internazionale che dal 1996 mescola sapientemente moda, arte e cultura.
Questo stile, così rigoroso e minimale, è ormai di grande tendenza anche sui social, dove si sprecano fotografie dall’estetica essenziale raffiguranti show room, negozi, interni realizzati interamente con elementi sui toni naturali del grigio o del nude: tutto richiama l’armonia di un mood soft e pacifico ormai riconoscibile a chiunque e di sempre maggior successo.

Se Copenaghen è ormai riconosciuta come la capitale della moda scandinava, con una propria Fashion Week e una grande ricerca di colori e tessuti, anche Norvegia e Svezia mantengono un loro stile personale: la prima, economicamente più fiorente, può puntare su designer più stravaganti che lavorano tessuti ricchi e di pregio, mentre la seconda punta tutto sull’estetica minimale (già ampiamente sdoganata nel campo dell’arredo dal colosso Ikea).

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Foto di Acne Studios

C’è molto che si può imparare da queste terre fredde e misteriose, così apparentemente lontane dallo stile di vita italiano. Ci sono spunti, idee e correnti di pensiero che ormai da anni hanno permeato il nostro tessuto sociale e che sicuramente rappresentano un territorio da esplorare per dare vita a nuove commistioni nel mondo del fashion.

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