Arte e moda: un legame indissolubile

animalia - Arte e moda: un legame indissolubile
(Animalia – Palazzo Pitti, 2019)

Con gennaio 2019 si apre la stagione delle Fashion Week. Ma non solo. Fiere di settore, eventi, sfilate e nuove collezioni popoleranno le agende dei professionisti del mondo fashion.

Gli stimoli sono tanti e più ci si addentra in questo universo, più è facile rendersi conto di come moda e arte siano campi strettamente legati, fusi l’uno nell’altro, quasi fino a non riconoscerne più i reciproci confini.

La moda ci influenza, così come siamo noi stessi e i nostri stili di vita ad influenzarla. E così vale anche per l’arte, sia essa pittura o fotografia o altro ancora: il mondo cambia, le epoche si susseguono, plasmando percezioni e suggestioni.

In un periodo così impegnato, non bisogna dimenticarsi di nutrire anche la propria anima.

Per questo, noi di Fashion for Breakfast abbiamo pensato di armarci di carta e penna per aiutarvi nel compito di riempire l’agenda di questo 2019 nuovo fiammante con le mostre da non perdere a cavallo tra moda e arte.

Dior: Designer of Dreams (2/02/19-14/07/19) @ V&A Museum (Londra)
Partiamo da Londra, da sempre centro nevralgico per appassionati e professionisti del mondo fashion. Perché non sfruttare il periodo della Fashion Week londinese di febbraio per godersi una full immersion nella storia della moda e imparare qualcosa di nuovo?
L’esposizione “Dior: Designer of Dreams” si presenta come la più grande mai allestita al V&A Museum di Londra dai tempi di “Savage Beauty” (mostra del 2015 dedicata ad Alexander McQueen).

Al centro del percorso museale c’è Christian Dior e la sua influenza sulla cultura UK, che lo stilista ha sempre ammesso di amare profondamente -partendo dalla cucina, passando per l’arte, fino ad arrivare alla “British way of life” tout court.
La mostra si basa sull’esposizione intitolata “Christian Dior: Couturier du rêve”, organizzata dal Museo delle Arti Decorative di Parigi.
Il pezzo da 90? L’abito indossato dalla Principessa Margaret per il suo 21esimo compleanno.

Ma tiriamo le somme e diamo un paio di numeri.
500, come il numero di pezzi che saranno esposti.
200, come i capi di haute couture presenti nell’allestimento.
70, come gli anni di storia che la mostra attraversa, per fornire ai visitatori una panoramica completa sull’impatto che Dior ha avuto (e ha tutt’oggi) sulla cultura britannica.

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(Photo: Adrien Dirand)

Diane Arbus: In the beginning (13/02/19 – 6/05/19) @ Hayward Gallery (Londra)
Diane Nemerov nasce nel 1923 a New York, in un contesto famigliare borghese dal quale sarà per sempre destinata ad affrancarsi. Inizia la sua carriera di fotografa insieme al marito Allan Arbus, del quale poi prenderà il cognome, lavorando con lui per magazine blasonati come Glamour, Vogue e Harper’s Bazaar.

Ben presto però abbandonerà il mondo scintillante della moda, per occuparsi di temi sociali e mettere a fuoco con la sua macchina fotografica i personaggi che vivono ai margini della società. Negli scatti esposti, compresi tra il 1956 e il 1962, si possono vedere freaks, transgender e altri personaggi lontani dal mondo patinato delle riviste di moda; sono questi i soggetti che ricorderanno sempre la Arbus, morta suicida nel 1971, come fotografa impegnata a rompere gli schemi del mondo borghese e sviluppare uno stile fotografico intimo e sensibile alla sofferenza degli outsider.

Black Models: from Géricault to Matisse (26/03/19 – 21/07/19) @ Musée D’Orsay (Parigi)
La mostra esplora l’evolversi della rappresentazione della razza nera, elemento chiave dell’arte moderna. Tramite le interazioni che le donne di colore hanno avuto, nel corso della storia, con pittori, scultori e fotografi, si è evoluta la percezione e la rappresentazione della loro figura nel corso della storia dell’arte visiva.

Il percorso, sviluppato attraverso la rappresentazione della donna di colore nell’epoca dell’Abolizionismo francese e americano, segue una linea multidisciplinare: la storia dell’arte è strettamente legata alla storia delle idee, che coinvolgono pensiero politico, correnti artistiche e tematiche sociali.

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(Olympia, Edouard Manet – dettaglio)

La vie en rose (fino al 30/03/19) @ The Garment Museum (Madrid)
Dal fucsia al rosa antico, fino al magenta: la gamma del colore rosa è la protagonista di questa particolare mostra, che prende in considerazione come tematica centrale le variazioni di questa tinta dal 18^ secolo ad oggi.
L’esposizione mette in evidenza il modo in cui le varie sfumature di rosa hanno fatto da specchio ai periodi storici in cui esse erano più di moda, venendo utilizzate nella cultura occidentale in forma simbolica e con diverse tecniche di lavorazione.

Distance, Speed, Time, Formula (12/01/19 – 16/03/19) @ Danysz Gallery (Shangai)
Prima mostra in quel di Shangai per lo street-artist argentino Felipe Pantone, meritevole di aver creato un’arte che fonde in una simbiosi perfetta astrattismo e digitale.
Le sue opere sono vere e proprie illusioni ottiche, fatte di piani che si intersecano tra di loro e forme prospettiche: non più i soliti graffiti, ma una street-art tridimensionale”.
I lavori esposti in questa mostra, realizzati dall’artista appositamente per l’occasione, sono frutto della sua più recente ricerca; le opere sembrano quasi entrare nei muri e fondersi con lo spazio circostante. Nel suo intento Pantone ricorda quasi il pensiero dei futuristi italiani, che basavano il loro intero manifesto sul desiderio di esaltare il mondo contemporaneo e i suoi elementi -come macchine, velocità e movimento.

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(W3-DIMENSIONAL, Felipe Pantone)

Japon Japonismes 1867-2018 (fino al 3/03/19) @ Musée des Arts Décoratifs (Parigi)
Sono tante le cose da vedere a Parigi, e sono ancora di più durante i frenetici giorni della Paris Fashion Week che inizierà a breve. Perché non approfittare di una pausa, tra una sfilata e l’altra, e scoprire qualcosa di nuovo?
Presso il Museo delle Arti Decorative è infatti ufficialmente aperta al pubblico una mostra che celebra e racconta il Giappone e l’importantissimo apporto che questa nazione ha portato al mondo dell’arte, del design e della moda.
L’esposizione, allestita dal celebre architetto giapponese Sou Fujimoto, si estende per oltre 2.200 mq ed espone ben 1500 opere: non solo design e arte in senso stretto, ma anche elementi di moda come tessuti, katagàmi e kimono, assieme ad abiti contemporanei come le creazioni leggendarie di Issey Miyake.

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