NYFW 2019: dalle origini al futuro

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(Photo: Bryan Bedder/Getty Images)

Storicamente, la New York Fashion Week ha sempre rappresentato per i designer (ermegenti e non) l’occasione d’oro per esprimere le proprie opinioni politiche riguardo gli eventi più significativi del momento.

Non per niente, gli ultimi anni sono costellati da t-shirt ormai trasformate in veri e propri capi statement ricchi di slogan inneggianti alla libertà d’espressione e alla celebrazione del proprio pensiero e della propria identità.

Ma quest’anno la NYFW propone qualcosa di nuovo e diverso.
Al centro dell’evento c’è infatti una maggiore voglia di introspezione, per fare una riflessione sulla propria identità.

I designer hanno deciso di puntare tutto su temi sociali sempre rilevanti: la crisi climatica, la riscoperta delle proprie radici e la moda gender-neutral.

Vediamo nel dettaglio quali sono i temi alla base di questa innovativa edizione della New York Fashion Week!

 

Genderless Fashion

La linea di confine tra womenswear e menswear si sta facendo man mano sempre più sottile, fino a sparire completamente.

I brand Eckhaus Latta e Budapest’s Nanushka per esempio portano in passerella modelli dall’aspetto androgino e capi che possono essere indossati indistintamente da uomini o donne.

Anche brand neonati come Batsheva e Vaquera danno la loro personale interpretazione della femminilità, con abiti a collo alto e silhouette oversize. Bode invece osa un passo ancora più estremo, facendo indossare ai modelli maschili uno dei capi classici e femminili per eccellenza: la ballerina.

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(Photo: Teen Vogue)

 

Clima

L’industria della moda rappresenta uno dei protagonisti principali della lotta al cambiamento climatico e la difesa dell’ambiente.

Se per molto tempo il mondo del fashion ha contribuito all’inquinamento capitalista, fortemente aggravato anche dall’ascesa della fast-fashion in tutto il panorama della moda, ad oggi sono invece sempre più numerosi i designer che rivolgono la loro attenzione ai tessuti eco-sostenibili, al rispetto dell’ambiente e ai diritti degli animali.

Ma l’impatto di questa svolta ecologica sulla NYFW era stato evidente già ancora prima dell’inizio dell’evento stesso, quando le Nazioni Unite hanno organizzato una conferenza a New York sul tema della moda etnica e sostenibile.

Durante le sfilate i designer hanno portato il tema della sustainable fashion in passerella, con diversi approcci: Strada ha svelato una collezione realizzata al 75% con scarti di tessuto e materiali riutilizzati, mentre il giovane brand  Beaufille ha introdotto tra le sue proposte un tessuto plaid realizzato con bottiglie riciclate.

L’argomento sostenibilità e rispetto del pianeta è un tema caldo nel panorama della moda attuale. Vuoi saperne di più? Approfondisci questo interessantissimo tema col nostro articolo sui nuovi tessuti ecologici del 2019!

 

Nuovi brand, nuova normalità

Non si può parlare di NYFW senza menzionare i temi della diversità, dell’accettazione di essa e la celebrazione del proprio essere.

In questa fashion week l’innovazione si può trovare dietro ogni angolo: Pierre Davis per esempio lancia il suo brand No Sesso e scrive la storia diventando ufficialmente il primo designer transgender a portare la sua collezione alla settimana della moda di New York.

11 Honoré, e-commerce di capi plus-size, dedica la sua intera sfilata alle donne curvy, mentre i brand  Gypsy Sport e Chromat celebrano tutti i tipi di fisicità con le loro collezioni di lingerie e swimwear.

Ma le novità arrivano anche in fatto di modelle. A dimostrazione del fatto che, anche sulle passerelle, l’età è solo un numero, troviamo il grande ritorno della cinquantenne Christy Turlington per la sfilata targata Marc Jacobs, mentre la super modella sessantottenne Pat Cleveland, che negli anni ’60 e ’70 fu tra le prime modelle afro-americane a sfilare per l’alta moda, ha calcato la passerella di Naeem Khan.

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(Photo: Getty)

 

Ritorno alle origini

Quale può essere per un designer la perfetta base da cui partire per dare vita a una collezione?

Le proprie radici.
Il luogo nel quale siamo nati, i ricordi dell’infanzia e le suggestioni ad essi legate sono una fondamentale fonte d’ispirazione per gli stilisti protagonisti della NYFW 2019.

Svitlana Bevza, founder del brand omonimo, ha dichiarato di aver preso ispirazione per i suoi scaldamuscoli dalle ginnaste che osservava in tv durante la sua infanzia vissuta nella capitale ucraina Kiev.

Snow Xue Gao ha ideato una collezione che mescola cultura cinese e mood newyorkese, combinando saggiamente le stampe delicate tipiche dell’oriente e tagli sartoriali.

Claudia Li invece decide di onorare le sue origini miste portando sulla passerella un team di modelle esclusivamente asiatiche e vestendole con abiti floreali a tema giglio, fiore simbolo del suo paese d’origine: la Nuova Zelanda.

 

Un pizzico di nostalgia

Non solo ritorni alle origini però.
Come ricordare il passato, se non con un briciolo di nostalgia?

Mentre nel mondo della moda domina già da tempo un ritorno in grande stile degli anni ’80, con le sue tipiche spalline imbottite e voluminose, Michael Kors e Staud si distinguono e scelgono di celebrare un altro decennio fondamentale: i favolosi anni ’70.

Staud porta in passerella il tema disco, con tute dai pantaloni ampi a zampa d’elefante, stivali al ginocchio e tonalità aranciate e calde mescolate a tessuti glitter dorati.

Kors invece rende omaggio allo storico locale newyorkese Studio 54, luogo leggendario frequentato ai tempi da personaggi di spicco come Elizabeth Taylor, Liza Minnelli e Andy Warhol, e ricrea in passerella il mood del celebre nightclub.

Lo stilista si appropria del logo del locale e ne riporta in vita lo spirito con una passerella dorata dove si incrociano abiti stretch dai toni brillanti ispirati al mondo della notte, patchwork, orli asimmetrici, sovrapposizioni materiche e cappotti in eco-pelle che puntano l’attenzione su sostenibilità e materiali naturali.

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(Photo: ANGELA WEISS/AFP/AFP/Getty Images)

Spostandoci ancora più indietro su un’immaginaria linea del tempo, brand come Brock Collection, Zimmermann, Vaquera e Batsheva riscoprono antiche reminiscenze medievali, aggiungendo alle loro collezioni capi come corsetti e collari da giullare, il tutto condito da uno styling che vuole ricordare quello dei pellegrini del tempo.

Look da tutti i giorni?
No di certo.

Ma la New York Fashion Week 2019 è anche questo: innovazione, sperimentazione, stravaganza e libera espressione della propria creatività.

 

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