L'anno del maiale

(Photo: reportageonline)

Perché le maggiori case di moda, tutto d’un tratto, hanno deciso di creare capsule collection con un tema principale come il maiale?

Per me, che sono emiliana e ne conosco il valore (“del maiale non si butta via niente”, diceva mia nonna), nulla di strano. Se non che la realtà è ben altra.

Il 5 di febbraio, in ritardo di oltre un mese dal nostro, è stato il giorno del capodanno cinese, che celebra con il 2019 l’anno del maiale.

Gucci, prima fra tutte, ha deciso di ingaggiare nientepopodimeno che “I tre porcellini” di Walt Disney per creare una piccola collezione di 35 pezzi suddivisi tra vestiti uomo e donna, accessori, calzature e valigeria, fino ad arrivare ad una felpa di cotone stampato con una foto dei tre porcellini risalente all’anno 1933.

Bottega Veneta usa la pelle di coccodrillo per rivestire le sue scarpe, borse e portachiavi. Questi ultimi ovviamente in forma di maialino.

In modo simile Longchamp inneggia all’animale puntando su code a ricciolo, musi buffi e colore rosa per le borse create in collaborazione con Mr. Bags.

Louis Vuitton ha costruito un grazioso portachiavi ad hoc in tela e pelle monogram, mentre Moschino ha creato uno zaino multifunzionale scomodando come testimonials Porky e Petunia Pig.

(Photo: Gucci)

Il mercato cinese, si evince, interessa moltissimo ai grandi della moda.
E visto che la simbologia lega il segno del maiale a concetti di benessere ed abbondanza, nessuno si sconvolgerà per i prezzi che avranno questi oggetti.

Anche i brand dedicati ai gioielli si stanno sbizzarrendo per generare collezioni ad hoc: basti pensare a Swatch, che ha creato il suo “Gem of New Years” in un colore rosso porta fortuna, oppure Dodo, che ha disegnato un iconico ciondolo dorato a forma di maialino.

E il make-up?

A parer mio è molto divertente.

Benefit per esempio ha scelto una piccola scatola di latta con maialino in rilievo per contenere un kit sopracciglia.

Sephora invece una “Happy Piggy Year”, ovvero una palette di ombretti con la forma -ovviamente- di un porcellino rosa. Nars, per l’occasione, ha lanciato tre rossetti di un rosso accesissimo, tutti in limited edition.

(Photo: Sephora)

Il rosso, in Cina, porta bene.

Tutto bene quindi?

Sulla carta pare proprio di sì.

Permettetemi di esprimere per una volta un’opinione piuttosto personale anche fuori dal coro delle grandi voci della moda.

Se io fossi una di loro, non mi limiterei alla sola forma.

Chiunque appartenga ad un particolare segno zodiacale non vuole immedesimarsi solo nell’aspetto, ma anche poter manifestare agli altri le sue caratteristiche eccezionali.

Ogni segno ne possiede di ben precise.

Il maiale ad esempio, ultimo nello zodiaco cinese, appartiene all’elemento terra.

I suoi connotati sono un carattere a primo impatto burbero, che però poi, andando a fondo, rivela un animo gentile, affidabile e molto portato alla famiglia.

Sono persone amate, molto determinate e con un ottimo senso del tempo.

Perché non lavorare quindi su questi concetti?

Perché non arricchire ognuno di questi oggetti con qualche piccolo slogan o definizioni tipo “family lover” o “determined for success” ecc?

Perché magari non farlo servendosi dell’idioma caratteristico o della simbologia cinese?

Chi non vorrebbe far sapere a tutti di possedere determinate virtù?

Chi non vorrebbe ricevere quel regalo perfetto, che lo identifica appieno in una simbologia e una definizione accattivanti?

Chi soprattutto, in un mercato che non sia cinese, comprerebbe un maialino come borsa?

Forse io.
Ma solo perché, come ho detto, sono emiliana e… “del maiale non si butta via niente”.

 

Claudia Moretti
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