Paris Fashion Week A/I 19-20: le sfilate che ricorderemo

(Photo: Reuters/R. Duvignau)

Parigi è una città ancora fortemente scossa dalla improvvisa scomparsa di Karl Lagerfeld, stilista iconico e irriverente che per moltissimi anni ha guidato al successo Fendi e la maison più rappresentativa di Francia: Chanel.

Cosa hanno portato sulle passerelle della settimana della moda parigina gli stilisti più influenti del mondo?
Novità o rispetto della tradizione più “parisienne”?

Scopriamolo insieme con gli highlights della Paris Fashion Week A/I 19-20!

Non solo Parigi! Su Fashion for Breakfast puoi scoprire tutto, ma davvero tutto, sulle migliori sfilate delle fashion week di Milano, Londra e New York! Scopri il nostro blog e resta sempre aggiornato!


Dior

La nuova collezione firmata Maria Grazia Chiuri combina alla perfezione i volumi e le trasparenze che regnano sulla sua passerella.

La palette è dominata da toni scuri, come il grigio e le sue sfumature, il verde petrolio, il borgogna e il nero, che vanno ad arricchire un prêt-à-porter dal gusto originale e costellato da ricorrenti capi iconici del brand.

Quali sono? Su tutti le midi skirts, in mille diverse fantasie e tessuti, ma dal gusto sempre classico e intramontabile.
Poi maxi blazer dal taglio maschile, cappotti oversize e pince pants: il tutto condito da tantissimo tartan, che continua a fare tendenza, e richiama un mood british.

Molto presente anche la classica t-shirt bianca con stampa, da portare sotto giacche in vinile, e inserita talvolta dentro a strette cinture a vita altissima.

La ciliegina sulla torta? I cappelli da pescatore, rivisitati con tessuti come la pelle o il luccicante vinile.


Jacquemus

La palette scelta da Jacquemus per la sua collezione A/I 19-20 è sicuramente particolare, e si discosta fortemente dalle tonalità più classiche della stagione invernale.

Troviamo il rosa ciclamino, il baby blue e il verde pavone: colori che irrompono nell’abituale tavolozza della stagione fredda, portando una ventata di novità e brillantezza.

Lo stilista pesca direttamente dalla sua infanzia vissuta in Provenza e trasforma la passerella in un’assolata cittadina mediterranea, illuminata dal sole e dalle facciate coloratissime delle case.

I look che si susseguono in questo scenario solare e allegro riconfermano lo stile elegante e pieno di grazia parigina tipico dello stilista. La collezione si arricchisce di trench e cappotti con tasche a bisaccia, scollature che scoprono la schiena, sprazzi di colore fluo, maxi orecchini e mini bag (davvero mini) che si sono già tramutate in un must-have.

Il pezzo forte e che tutti desiderano?
Lo stivale sopra al ginocchio, da indossare ripiegato su se stesso oppure srotolato e alto, crea con un gioco di sovrapposizioni l’illusione ottica di un pantalone dritto portato sulla scarpa.

(Photo: Vincent Lappartient)

Chanel

Il padiglione espositivo del Grand Palais di Parigi accoglie un panorama inedito.

È infatti lo scenario di un piccolo villaggio invernale e innevato a fare da sfondo alla sfilata A/I 19-20 di Chanel: l’ultima collezione ideata dal direttore creativo Karl Lagerfeld, tristemente scomparso lo scorso febbraio.

Lo show è supervisionato ad ogni passo da Virginie Viard, nuovo direttore creativo della maison nonché fidato braccio destro del Maestro.

A celebrare Lagerfeld troviamo alcune delle sue “muse”, le modelle a lui più care: Cara Delevigne (che apre la sfilata), Vittoria Ceretti, Penelope Cruz (testimonial del brand in tempi recenti) e Mariacarla Boscono.

Tra i capi che spiccano troviamo lunghi cappotti e i classici tailleur pantalone in check, con cappelli dal taglio maschile e borse coordinate.

La maglieria è decorata da motivi che, in linea con il setting invernale, ricordano i fiocchi di neve, mentre i vestiti da sera sono arricchiti da piume, cristalli e ovviamente l’immancabile simbolo del brand: le perle.

Al termine della sfilata, un minuto di totale silenzio ricorda e omaggia un’ultima volta il grande Karl, celebrato in un commosso saluto anche dalle prestigiose invitate in prima fila, grandi amiche dello stilista: Kristen Stewart, Monica Bellucci e Claudia Schiffer.


Balenciaga

Una sola parola: silhouette.

È ad esse che si dedica l’intero lavoro di Demna Gvasalia, stilista georgiano a capo della maison Balenciaga dal 2015.

Il suo scopo?
Rifarsi alle magnifiche silhouette create da Cristobal Balenciaga per rendere onore al leggendario stilista e al contempo mantenere appetibili i capi presentati.

L’eredità creativa di Balenciaga si fonde qui con un’ode alla città di Parigi molto amata da Gvasalia, con la sua allure vagamente anni ’80 e le borse simili a quelle vendute ai turisti nella capitale francese.

In primo piano però rimane sempre lei: la figura. Lunga, quasi imponente, enfatizzata al massimo dai numerosissimi cappotti (ben 109 uscite) in vinile, imbottiti o dalla forma a uovo.

A Gvasalia va il merito di aver riportato in passerella i codici tipici della casa di moda, rivisitandoli però con uno spirito moderno e sperimentale.

La sua attenzione si concentra in particolare sul consumatore, visto come il tipico fashionista patito per lo shopping che si trova a correre da negozio a negozio per essere sicuro di accaparrarsi il capo tanto desiderato.

È questo lo scenario che lo stilista ricrea sulla passerella ricoperta per l’occasione di asfalto, in maniera tale da ricordare le strade delle metropoli della moda, e percorsa da modelle che corrono prese dalla fretta in un immaginario caos cittadino.


Saint Laurent

“Ogni cosa parte dalla costruzione delle spalle..”

Questo è ciò che dichiara Anthony Vaccarello, direttore creativo di Saint Laurent, che per la sua sfilata alla fashion week parigina punta tutto sullo stile iconico degli Eighties.

Tailoring scultoreo, maxi spalline, linee affilate, volumi oversize e tanti riferimenti alle donne che con il loro stile hanno segnato quel periodo: Catherine Deneuve, Betty Catroux e Bianca Jagger.

Vaccarello studia gli archivi della maison e li rinnova, con rispetto ma con un deciso mood urban chic.

Troviamo mini dress con fiocchi ampi e rigidi, tronchetti decorati da dettagli plumage, capi spalla e pantaloni dal taglio essenziale e maxi cinture.

Ma la vera magia arriva alla fine.

Quando nessuno se lo aspettava, ecco che irrompe un finale dall’effetto “wow” assicurato: le luci si spengono e le modelle sfilano in abiti fluo che illuminano la passerella e la trasformano in un nightclub anni ’80 dall’atmosfera quasi noir.

I pezzi da 90?
Le vaporose pellicce al neon, gli occhiali scintillanti nel buio e le (già) iconiche pump fluo.

Balmain

Olivier Rousteing, direttore creativo della maison Balmain da oramai otto anni, omaggia i favolosi anni ’20 rispettando i codici stilistici del brand e trasportandoli in avanti, negli anni ’80.

La donna che porta in passerella Rousteing ha una silhouette strutturata, volant ondulati, borchie e stratificazioni di piume e denim.

La sfilata è una sorta di ode alla ribellione e alle lotte femministe, ed è infatti proprio la femminilità a dominare la collezione.
Per esempio troviamo un pied-de-poule rivisitato in stile Balmain con una forma romboidale, che si accosta al pvc e crea un irresistibile effetto superglossy.

La cintura a vita alta e stretta, trend che accomuna tutte le sfilate della fashion week parigina, definisce le forme e le esalta quando si tramuta in un bustier dai riflessi lucidi.

Gli anni ’80 dominano la scena, rievocati dalle spalline importanti, le cappe, le jumpsuit in pelle e le gonne con le balze o rigide e dalla forma a trapezio.

Le decorazioni invece virano al romanticismo e ci parlano di una cura minuziosa nei dettagli: intrecci di passamanerie si mescolano ad applicazioni di Swarovski iper femminili.


Valentino

Pierpaolo Piccioli ci presenta la sua collezione A/I 19-20 portando in passerella l’arte, la poesia e soprattutto l’amore.

Le persone che ami diventano fantasmi dentro di te e a loro piace che tu li tenga vivi

È la frase che campeggia in passerella, grazie a un’installazione realizzata per la sfilata dall’artista (e poeta) Robert Montgomery.

Gli altri poeti che Piccioli ha assoldato per il suo show sono Greta Bellamacina, Mustafa The Poet e Yrsa Daley-Ward. Sono loro i compositori delle poesie che troviamo ricamate nei polsini delle maglie, nei cappucci, su vestiti e borse.

Per le stampe l’ispirazione arriva invece dal mondo dell’arte.
Non solo le opere pittoriche, ma anche le sculture diventano protagoniste assolute su cappotti e vestiti.

L’arte, l’amore e la poesia si mescolano con i lunghi vestiti di chiffon, le trasparenze, le balze e soprattutto con i codici stilistici della maison -come il celeberrimo rosso Valentino.

Alessandra Rich

La stilista inglese Alessandra Rich si fa innovatrice e porta in passerella la figura dell’influencer.

Ad aprire la sua sfilata troviamo infatti Caro Daur, giovanissima blogger e instagrammer diventata in brevissimo tempo una vera e propria it-girl da milioni di seguaci sul web.

Il look con cui Daur apre la passerella è ispirato al classico modello di abito da cameriera d’altri tempi, arricchito da una fascia per capelli decorata da piume bianche e da un choker di velluto.

La collezione, intitolata “Dressing for pleasure”, non si risparmia sul versante della sensualità.

Troviamo abiti con spacchi frontali, hot pants in denim e latex, scollature profonde su giacche e abiti, enfatizzate ulteriormente da ricchi girocolli di cristalli.

Gli abiti da sera, attraversati da un retrogusto retrò, lasciano poco all’immaginazione tramite trasparenze, body in pizzo e un pezzo forte: le body stockings trasparenti e ricoperte da cristalli Swarovski.

Oltre all’ispirazione retrò, si percepisce anche un netto richiamo agli anni ’80, rievocati dalle gonne a pois in seta, le giacche bouclé trasformate in mini dress e le felpe cropped.

 

Beatrice
Fashion for Breakfast
Editor

Vuoi rimanere in contatto con noi?

All'interno troverai video, consigli e tendenze di moda a tua completa disposizione!