Camp: la moda è esagerazione

Aspettando il MET Gala 2019

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(Photo: Johnny Dufort)

Cos’è il bello? Esiste davvero una bellezza oggettiva, con canoni predefiniti e uguali per tutti?

Secondo Kant no.

Il giudizio estetico è soggettivo e ha a che fare con il “trovare una finalità negli oggetti belli”: è questo ciò che sostiene il celebre filosofo.

Questa corrente di pensiero ci porta direttamente in quello che sarà il cuore del tema alla base dell’attesissimo Met Gala 2019: “Camp – Notes on Fashion” ci parlerà di una visione alternativa della moda, all’interno della quale capi stravaganti normalmente reputati “di cattivo gusto” rientrano invece nella definizione di bello.

La mostra, ospitata dal Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, apre il suo catalogo con un’altra citazione piuttosto emblematica, questa volta di Oscar Wilde:

“Si dovrebbe essere un’opera d’arte o indossare un’opera d’arte”

Non c’è dubbio che già nelle scorse edizioni diverse star abbiano preso alla lettera questo leitmotiv: da Rihanna con il suo indimenticabile look da papessa firmato Maison Margiela, agli abiti scenografici sfoggiati da Katy Perry.

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(Photo: Hector Retamal | AFP | Getty Images)

Con quali look ci stupiranno le star in questa edizione?

Siamo certi che il tema “camp” sia più che adatto a lasciare la fantasia degli stilisti a briglia sciolta.

A fare da linea guida alla mostra troviamo il saggio “Notes on Camp”, scritto da Susan Sontag nel 1964: una riflessione sull’uso deliberato (e spesso volutamente esasperato) del kitsch da parte degli stilisti, che in questo modo hanno trasformato dettagli dal gusto “discutibile” in nuovi codici stilistici dell’alta moda.

La storia del camp è quella di una vera e propria subcultura, che vede il suo apice nel 1960 con Andy Wharol e la sua “Factory” popolata da musicisti, artisti, registi, attori e fotografi fuori dal comune.

Negli anni ’70 è David Bowie a incarnare il ruolo di icona del camp-style: lustrini, trucco esagerato e stivali con zeppe estreme danno il benvenuto all’allora neonato glam rock.

Negli anni ’80 a dominare la scena pop sono Michael Jackson e Madonna, la quale ispirerà con la sua stravaganza lo stilista Jean Paul Gaultier a creare il suo iconico corpetto caratterizzato dalle coppe a forma di cono.

Negli anni ’90 le spalline voluminose e il trucco esasperato cedono il passo alla cosiddetta “ugly-fashion” e alla scena grunge, mentre il gusto camp continua a vivere e rivivere nelle collezioni di Versace.

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(Photo: omaggio a Ziggy Stardust nella collezione Primavera/Estate 2013 di Jean-Paul Gaultier)

E gli anni 2000? È Lady Gaga a essere oramai universalmente riconosciuta come “regina del camp”.
Non stupisce quindi che per quanto riguarda questa edizione troveremo, al fianco della onnipresente Anna Wintour, proprio Gaga, che co-presiederà il gala al fianco di altre personalità di spicco come Alessandro Michele, Serena Williams e Harry Styles.

La popstar ha da sempre sfidato tutte le regole del red carpet, diventando in breve tempo un’icona alternativa del fashion sfoggiando capi e accessori che si sono tramutati in veri pezzi cult: gli occhiali a sigaretta, il controverso meat-dress e gli indimenticabili (e scomodissimi) Armadillo Boots firmati Alexander McQueen.

Prima dell’inizio della cena di gala (alla quale parteciperanno circa 600 ospiti), ben 200 oggetti d’arte e di moda daranno il benvenuto ai partecipanti.
L’esposizione, che inaugurerà il 9 maggio e proseguirà fino all’8 settembre, si articolerà su due percorsi.
Il primo attraverserà le origini del camp, che la Sontag individua nella corte di Versailles del Re Sole, attraversando i dandy vittoriani e la rivolta di Stonewall, mentre il secondo sarà interamente dedicato al fashion contemporaneo.

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(Photo: AP)

Dunque via libera a una miriade di look firmati dal “Re del camp” Jeremy Scott, ma anche a modelli di Prada, Gucci, Chanel, Balenciaga e tantissimi altri.

La ciliegina sulla torta dell’evento fashion più atteso dell’anno?
Una nostalgico ricordo di Karl Lagerfeld, che, prima della sua scomparsa, ha donato all’iniziativa ben 200 pezzi per ampliare la collezione del museo.

Anche noi abbiamo voluto celebrare la memoria del grande Lagerfeld, con un articolo che ci accompagna attraverso una vita fatta di successi e idee anticonvenzionali. Non perdertelo!

Ma torniamo al MET. Manca pochissimo ormai, gli occhi sono tutti puntati su lunedì 6 maggio: le scintillanti porte del party più esclusivo dell’anno stanno per spalancarsi e noi siamo pronti a stupirci ancora una volta davanti al red carpet più imprevedibile di tutti.

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