L’ascesa regale di Clare Waight Keller

Storia di una domatrice di stoffe

clare waight keller 1541677098 - L'ascesa regale di Clare Waight Keller
(Photo: Van Mossevelde)

In silenzio, uno ad uno, vengono infilati gli spilli nelle stoffe delicate di un bianco immacolato.
La sagoma dell’abito, spillo dopo spillo, è essenziale, delicata e femminile.

La semplicità viene arricchita da un velo in seta con 53 fiori ricamati a mano: rappresentano i 53 paesi del Commonwealth.

Il viso di chi appunta gli spilli si leva sorridente a guardare quello della futura Duchessa del Sussex, è uno sguardo di intesa quello che si scambiano le due donne.
L’abito sarà oltre la perfezione il giorno del matrimonio.
Meghan Markle, sposa del principe Harry, lo renderà immortale in una delle giornate più fotografate della storia.

sposa - L'ascesa regale di Clare Waight Keller
(Photo: figurino dell’abito realizzato per Meghan Markle)

Ma questa non è la nostra storia.

La nostra storia comincia nei connotati femminili e gentili di chi infilava spilli già da bambina, proseguendo poi da ragazza, per aiutare una madre sarta che viveva in una modesta abitazione di Birmingham, lontana dalla vita caotica di Londra.
Volto di porcellana che cancella bene gli anni che porta, il profilo svelato è quello di Clare Waight Keller, stilista e designer di Givenchy.

Nella sua biografia, scritta nientepopodimeno che dalla famosissima attrice premio Oscar Julianne Moore, viene descritta così: “se siamo affascinati dai vestiti che disegna è perché Clare non lavora immaginandosi al di fuori di quei vestiti, ma dentro, nello stesso posto nel quale da bambina sua madre le fissava gli spilli”.

Consacrata dal Time come una delle 100 persone più influenti del 2019, la stilista si discosta molto dalla figura dell’eroina rumorosa divisa tra frasi d’effetto e logorrea comunicativa che il mondo di oggi ama consacrare alle folle.
Di poche parole e di sguardi sempre attenti, Clare Waight Keller al contrario rifugge il clamore della chiacchierata facile privilegiando il silenzio curioso di chi vorrebbe crescere sempre.
E cresce.
Tanto.

Nella sua carriera, prima di diventare la prima donna a ricoprire il ruolo più ambito della Maison francese, è una studentessa al Ravensbourne College of Art e dopo al Royal College of Art, scuole che le permettono di concludere gli studi con un prezioso master in maglieria.

Impara l’arte della precisione con un primo impiego in Ralph Lauren e, ciò che per gli altri rappresenta noia e ripetitività, per lei è motivo di consacrazione a quel minimalismo millimetrico che negli anni ’90 portò il marchio sotto le luci della ribalta.

Successivamente passa 5 anni nell’ufficio stile di Gucci, sotto la direzione Tom Ford, e impara l’umiltà della mediazione compiendo un lavoro a regola d’arte pur non sentendosi in perfetta sintonia con i canoni sessuali esasperati del marchio.
La donna che vorrebbe descrivere Clare è divisa tra vita privata, lavoro, impegni sociali e non può certo permettersi di essere continuamente provocante.

E quella donna finalmente riesce a descriverla quando diventa direttore creativo di Pringle of Scotland, iniziando finalmente a sfruttare appieno gli studi sulla maglieria senza essere soggiogata dalla sovranità intellettuale di tutti gli uomini che ha avuto in precedenza come superiori in carica.

claire - L'ascesa regale di Clare Waight Keller
(Photo: Richard Grassie)

Nel 2011, dopo aver riportato Pringle of Scotland in passerella, a chiamarla è Chloé.
Anche nell’olimpo della moda non smette di farsi la stessa domanda di sempre: “E tu, Clare, indosseresti questo capo?”.
E lo fa a prescindere da ciò che sembra più o meno allineato al brand che rappresenta.

Abituata a tessuti meno mobili, in casa Chloé deve imparare a gestire la consistenza di stoffe più leggere e fluttuanti; così, sempre armata di spilli, chiede alle modelle di muoversi ininterrottamente per la passerella, registrando ogni singolo sussulto di materia.

La severa precisione della scuola Ralph Lauren la sostiene nei risultati eccellenti che ottiene attraverso l’analisi e la ripetizione.
E’ una silenziosa ed elegante domatrice di stoffe.

Nel 2017 viene consacrata a direttore creativo di Givenchy.
La scalata parrebbe finita ma lei non si ferma: sta inventando nuove porte e sentieri per continuare a studiare tutto ciò che le capita sotto mano.

Ed eccola ad appuntare spilli all’abito di Meghan Markle, a ringraziare con classe il Time per l’onorificenza ricevuta, a esprimere con semplicità la gioia di poter vivere la vita che voleva.
Ed è così che accade, in un mondo gridato di scadenti notorietà, che poche parole gentili bastino a descrivere una donna di enorme sostanza.

Crea la tua linea di moda!

Siamo la prima trend library tutta italiana che ti offre una panoramica dettagliata delle prossime tendenze fashion.
Se ti iscrivi subito, potrai usufruire di una prova gratuita di 24 ore.
Inizia la prova gratuita