Zalando: l’Amazon della moda?

Personalizzazione d’acquisto e nuove sfide

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(Photo: AndreasL.de)

Se vi chiedessi che cosa fate nel tempo libero, cosa rispondereste? Sport, lettura, tv e, naturalmente, shopping.

Quello dell’acquisto online è un mondo ricco di sfumature e in Italia nello specifico sta conquistando sempre più persone; la ricerca promossa da NetComm mostra come tra il 2017 e il 2018 gli acquisti online siano aumentati del 15%.
In particolare, il settore moda incide del 21%. Mica male, vero?

Se invece ci guardiamo attorno volgendo lo sguardo più lontano noteremo che il paese che più ama lo shopping online è la Cina, dove Amazon e Alibabà generano un giro di affari enorme (parliamo di circa 700 miliardi di dollari di vendite).

Ammettiamolo: gli e-commerce hanno conquistato il mondo, ottimizzato i tempi e ci hanno regalato tanta comodità (da tempo ormai gli italiani hanno detto basta con le code davanti ai negozi per recuperare l’ultima versione di smartphone o l’ultimo cappotto in saldo).

A livello internazionale uno degli e-commerce di moda più noti è Zalando, azienda con sede a Berlino in Germania. A ideare questo micro cosmo ricco di opportunità sono stati i talentuosi Robert Gentz e David Schneider.

Questi due giovani imprenditori hanno sempre avuto un debole per il digitale, tanto che, prima di fondare Zalando, avevano sviluppato l’idea di un social media universitario per Messico, Argentina e Cile. Un progetto ambizioso che purtroppo non ha avuto la fortuna sperata e che, infine, li ha riportati in Germania.

Ma Gentz e Schneider per fortuna non si sono arresi al primo intoppo e, poco dopo l’avventura in America Latina, hanno deciso di fondare una start-up al centro della quale ci fossero loro: le scarpe.

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(Photo: Gordon Welters)

Ebbene sì, Zalando ha iniziato la sua speditissima carriera focalizzandosi su questo genere di prodotto e solo dopo qualche anno si è allargato abbracciando per intero il mondo fashion.

Il progetto Zalando è il frutto di ricerche approfondite e di ispirazioni; Zapoos per esempio, noto e-commerce USA, ha fornito ai due imprenditori parecchi spunti utili e in seguito la collaborazione tra Zalando e Rocket ha permesso di comprendere meglio le esigenze del complesso e glocal mercato EU.

Nel 2014 Zalando inizia a essere quotata in borsa, per arrivare oggi ad avere un fatturato da capogiro: 11,85 miliardi di dollari. Cifre che sottolineano il successo di un’azienda meritevole di aver unito il know-how tecnologico al desiderio del cliente di personalizzare l’esperienza di acquisto.

Ai tempi della nascita di Zalando il mondo moda era ancora poco digitalizzato, quindi immaginiamo che non sia stato facile per Gentz e Schneider trovare degli investitori in grado di cogliere le opportunità insite in questo grande progetto.
Secondo i due fondatori, le tre grandi difficoltà iniziali furono queste:

– Il mercato EU, ricco di culture, lingue e differenze. Un mercato con tante esigenze diverse e metodi di pagamento disparati.

– La poca sapienza tech, e lo scarseggiare di persone che conoscessero al meglio l’universo digitale. L’Europa non è certo la Silicon Valley.

– Difficoltà ad accedere al capitale iniziale.

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(Photo: Zalando)

La mossa vincente dei fondatori di Zalando fu il creare una connessione tra tutte le fasi di produzione e distribuzione dei prodotti, mettere al centro le esigenze del cliente e soprattutto garantire i resi. Una buona logistica, un’ottima analisi dei dati e soprattutto tempi brevi di consegna hanno messo la ciliegina finale sulla torta e spianato la strada del progetto verso il successo.

Ma il team di Zalando è sempre in movimento, in un’analisi continua di dati e soddisfazione del cliente, per muoversi diverso a un modello di e-commerce innovativo.

La spinta al cambiamento arriva dopo un anno altalenante per la piattaforma. Nel 2018 il terzo trimestre ha dato ai fondatori alcune preoccupazioni con numeri non sufficientemente performanti, mentre nel quarto trimestre è arrivato un nuovo miglioramento nei ricavi. Queste oscillazioni hanno portato però a una conclusione positiva: per l’intero 2018 i ricavi sono cresciuti del 20%, fino a 5,4 miliardi di euro.

È grazie a questa nuova spinta di ottimismo che Gentz e Schneider hanno avviato per quest’anno una grande ristrutturazione all’interno del progetto, che va dalla presenza di nuove figure nel team, a cambiamenti nel modello di business, fino alla nuova sezione beauty e alla possibilità per il cliente di scegliere pagamenti dilazionati.

La meta dei due fondatori è un salto di qualità, con un preciso competitor in mente: Amazon, esempio di fashion strategy nel mondo.
Come si vuole differenziare Zalando da questa piattaforma dal successo universale?

Lo scopo di Zalando è diventare un punto di riferimento per quanto riguarda la moda, un po’ come Spotify lo è per la musica e Netflix per l’intrattenimento.

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(Photo: Zalando / Beata Sisak)

Un tempo non ci si sarebbe mai aspettati di poter trovare in un unico sito un così enorme assortimento di marchi, come in una grande libreria di capi. Ma adesso sappiamo che tutto questo è possibile.

E come? La piattaforma continuerà a stringere rapporti con i più grandi brand del settore moda, differenziandosi da Amazon sulla base di un assortimento più aggiornato e di tendenza e portando avanti la politica della specializzazione: mentre Amazon risulta essere enorme (e talvolta dispersivo) contenitore dove trovare “tutto e niente” (secondo le parole stesse dei fondatori), Zalando ha intenzione di focalizzarsi in maniera specifica sul fashion e sul beauty, puntando tutto sulla qualità dei prodotti e su alleanze proficue coi marchi del settore. 

L’intuizione sembra essere quella giusta, d’altra parte se esistono app che ci permettono di ascoltare gli album appena usciti sul mercato, di trovare un passaggio low cost o acquistare in un attimo biglietti di ogni tipo, perché non averne una pensata appositamente per chi ama la moda?

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