Addio a Max Azria

Più che un designer, un cittadino del mondo

max - Addio a Max Azria

Fu il primo stilista americano a rilevare una casa di moda francese.

Anche se americano, in realtà, lo fu solo per scelta e per adozione.

Nato tra gli odori di spezie che ti pizzicano il naso e i colori di stoffe che si abbagliano di sole, Max Azria è il più giovane di sei figli di una famiglia proveniente dalla Tunisia.

Trasferitosi in Francia, ha l’opportunità di farsi una cultura che gli permetterà di avvicinarsi al mondo della moda parigina.

A Parigi infatti, dove la sua famiglia si trasferisce nel 1963, dedica ben 11 anni a disegnare la sua moda.

Ma Parigi gli sta stretta. Azria ha tanta fame di crescita e, probabilmente, si sente inoltre addosso il ruolo di “contaminatore del mondo”.

Io lo immagino così: seduto sull’aereo con tante idee nella testa, un’espressione sorridente e la voglia di diventare un ponte verso un ambiente che gli dia l’opportunità di mettersi in gioco.

Il ponte che costruisce in effetti è molto lungo; Max Azria arriva fino Los Angeles, dove, nel 1981, costruisce la sua catena di boutique di abbigliamento femminile chiamata JESS.

In Francia si dice “bon chic, bon genre”, che tradotto significa “buono stile, buon atteggiamento”. Da questa frase Azria parte per creare BCBGMAXAZRIA, che presenterà poi nel 1996 in occasione della settimana della moda di New York.

foto1 - Addio a Max Azria

Ma chi indossa Max Azria?

Sono tante le celebrità che lo amano, lo supportano, lo rendono genuinamente americano: Halle Berry, Sharon Stone, Alicia Keys, Jennifer Lopez, Angelina Jolie, Kate Winslet…
E non sono tutte qui.

Per la sua ricchezza, elargita senza misura al mondo della moda, nel 1998 viene integrato nel “Council of Fashion Designer of America”.

Un uomo dalla personalità forte e visionaria che in soli trent’anni è riuscito a creare un vero e proprio impero, colmando i vuoti della moda d’oltreoceano senza però adottare quell’atteggiamento saputello e spocchioso di chi arriva dall’Europa e la tratta come unica culla del fashion.

Una scalata vertiginosa la sua, che gli permette nel tempo di imparare a parlare ben tre lingue: arabo, francese e inglese.

Max Azria è uno che va veloce, molto veloce.

È proprio come una Ferrari: fa tanti chilometri e brucia tanto carburante.

Solo un piccolo esempio di questo appartiene all’anno 2008. In quell’anno, in occasione della settimana della moda di New York, riesce a lanciare ben tre marchi: Bcbg Max Azria, Max Azria e Hervé Léger by Max Azria.

Veloce nella vita, veloce nella morte.

A 70 anni e pochi mesi un cancro ai polmoni lo colpisce, portandolo a spegnersi infine a Houston.

Troppo velocemente purtroppo, rispetto alla moltitudine di intuizioni che avrebbe avuto ancora da regalare.

Ma un uomo così, in 70 anni di una sola vita, ha concentrato tre delle nostre.

Così lo salutiamo con un sorriso, lo stesso che lui stesso ha disegnato sul volto nelle fotografie che lo ritraggono vestito di nero, con gli occhi troppo brillanti perché quel colore possa rimanere davvero scuro.

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