La rivoluzione soft

In Finlandia è aperta la caccia ai talenti del fashion

(Photo: Aalto University)

Sembra essere in corso un’invasione nel mondo della moda.
Un’invasione silenziosa, ma convincente.

E questa volta viene da un luogo lontano e forse inaspettato: la Finlandia.

La domanda che ci troviamo davanti è: se fosse proprio la fredda nazione scandinava a rappresentare la novità più interessante della moda futura?

Certo, non è la prima volta che la penisola scandinava si fa notare per il suo gusto riconoscibilissimo, minimale, ricercato e rispettoso dell’ambiente.
È lo “Scandi-style”, come lo chiamano alcune riviste.

Le prima avvisaglie di questa “rivoluzione soft” ci sono arrivate dal tormentone Hygge, la filosofia danese del benessere e del “sentirsi a casa” che ha invaso le librerie di mezzo mondo con manuali e dritte per rivoluzionare il proprio stile di vita.

Si passa poi al tipo di dresscode che da sempre caratterizza questi luoghi: minimalismo, comodità, pulizia di forme e volumi con un tocco d’avanguardia.
È un gusto sempre più apprezzato nel mercato globale della moda, specie in un momento come questo in cui le tematiche dell’ecologia, del risparmio e del rispetto ambientale (sempre care alla Scandinavia) sono al centro dell’agenda di ogni brand del mondo del lusso (e non solo).

(Photo: Eeva Suutari)

A puntare gli occhi in particolare sulla Finlandia si era iniziato già dall’inizio di quest’anno, quando, in occasione di Pitti Uomo a Firenze, questa nazione ha potuto godere di un focus tutto suo.

Dopo il progetto Guest Nation del 2018, nell’edizione 2019 di Pitti è stato il designer finnico Rolf Ekroth a tener alta la bandiera del suo paese, proponendo la sua collezione e rilanciando il leggendario marchio finlandese Terenit (da lui stesso acquistato).

Con accanto la Svezia, potenza economica non indifferente e culla di una fervente industria tessile, la Finlandia sembra essere rimasta per diverso tempo nell’ombra. 
Ma le cose forse stanno per cambiare.

I primi ad accorgersene sembrano essere i talent scout del settore, come per esempio i grandi nomi di LVMH, holding francese capitanata da Bernard Arnault e proprietaria di brand del mondo del lusso del calibro di Christian Dior, Bulgari, Fendi, Céline, Louis Vuitton e molti altri.

Qual è il punto di forza della Finlandia, che spinge addirittura i pezzi grossi del settore moda a cercare proprio lì i nuovi talenti?

Tutto inizia da una buona educazione. E in Finlandia questa non manca.

Ha infatti sede a Helsinki la Aalto University, una fra le migliori facoltà al mondo per quanto riguarda i campi del design e in particolare del fashion design. Una scuola così importante da aver trasformato il punto focale di tutto l’anno per appassionati e professionisti del fashion: non più la Fashion Week (come accade per le altre capitali scandinave), ma bensì Näytös, la sfilata di fine anno in cui i laureandi presentano le loro collezioni.

(Photo: Eeva Suutari)

Questa occasione, non una semplice sfilata ma una vera e propria rassegna con talk tenuti da esperti del settore e svariate presentazioni, ha visto negli ultimi tempi il verificarsi di un incremento deciso dell’interesse del resto dell’Europa verso i nuovi talenti e trend locali.

Merito anche dei numerosi premi vinti in diversi concorsi internazionali, i laureandi della Aalto sono i candidati in prima fila per il posto di stagista presso case di moda come Saint Laurent o Rick Owens. 

Questa fuga di giovani neo-laureati comporta però un problema per l’industria della moda finlandese: con i suoi giovani talenti lontani e inseriti nelle più forti case di moda parigine, è difficile riuscire a costruire un’industria locale che possa arrivare ad affiancare quella svedese o avvicinarsi a quella italiana.

Se in Svezia infatti il settore moda è ormai avviato e in crescita, in Finlandia si trova ancora ad uno stato embrionale ed è per questo che diventa fondamentale per i giovani ricevere i giusti incentivi per poter lavorare e far fruttare il proprio talento lì nella loro patria.

(Photo: Eeva Suutari)

L’esempio di Rolf Ekroth, lui stesso laureato alla Aalto University e che da quest’ultima ha ricevuto i fondi per avviare i suoi progetti nel campo fashion, sembra destinato a non rimanere un caso isolato e anzi aprire la strada a nuovi brand e giovani creativi che andranno a costruire un nuovo impero della moda Made in Finland.

Con brand emergenti come Nomen Nescio, ensaemble e Mannisto, i nomi da tenere sotto osservazione sembrano essere diversi secondo gli stilisti e gli editor di tutto il mondo.
La curiosità aumenta e la domanda è una sola: che sia pronta a sorgere una nuova alba sulla fredda Finlandia?

 

 

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