Gli show della NYFW – prima parte

Le passerelle che ci hanno aperto la porta sulla P/E 2020

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(Photo: Roy Rochlin/Getty Images)

Dal 4 all’11 settembre si è svolta la settimana della moda di New York, dove i principali marchi di moda hanno presentato le loro collezioni per la primavera/estate 2020.

E se l’anno scorso l’evento sembrava vivere un momento di grossa crisi, quest’anno il neo presidente del Consiglio della Moda Americana Tom Ford si è impegnato al 100% per cambiare le cose.

La sua ricetta? Un calendario accorciato a soli 5 giorni, tanti giornalisti stranieri invitati a spese degli organizzatori e ben 82 sfilate e presentazioni di brand rilevanti a livello internazionale come Tommy Hilfiger, Proenza Schouler e Ralph Lauren.

Scopriamo insieme quali sono state le sfilate che più hanno lasciato il segno!

 

Michael Kors

Nel giorno dell’11 settembre, data piena di significato per tutto il popolo americano che ricorda con dolore la tragedia delle Torri Gemelle, Michael Kors mette in scena la sua sfilata celebrando proprio l’America e i suoi valori di positività e ottimismo.

Mentre un coro gospel intona “American Pie”, sulla passerella della Duggal Greenhouse di Brooklyn compaiono cappelli da marinaretto, uniformi, cascate di stelle che ricordano quelle delle bandiera, gonne plissettate e denim.
Tutti elementi che celebrano il mito del sogno americano e i suoi ideali di speranza e coraggio, gli stessi sentimenti che muovevano gli immigrati (come la nonna dello stesso Kors) mentre sbarcavano in America con pochi soldi in tasca ma pieni di sogni.

Anche lo streetwear, di origine americana, è molto presente nella collezione, insieme a dettagli del punk anni ’70 come motivi argyle e borchie.

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(Photo: Jamie Stoker)

 

Marc Jacobs

A chiudere la NYFW di quest’anno troviamo la passerella firmata Marc Jacobs, che invade Park Avenue Armony con look esagerati, divertenti e ultra-colorati.

Lo show, come dichiara lo stesso stilista sui social, è una celebrazione della vita e della gioia, che guarda al futuro ma sempre portando con sé le lezioni che la storia della moda insegna.

La sua P/E 20 è ispirata a figure geniali e iconiche del fashion: per esempio Karl Lagerfeld, Yves Saint Laurent e Doris Day.

Lo show cita e ricorda quello andato in scena la sera prima del tragico 11 settembre 2001, seguito da un afterparty sull’Hudson stagliato su uno skyline che da lì a poche ore sarebbe cambiato per sempre.

Gli abiti si susseguono come se fossero un’esplorazione di figure cardine della moda, come Lagerfeld e Lee Radziwill, dando vita a una collezione stravagante che esalta l’individualità e l’unicità di ogni persona.
Fantasie, colori vivaci come il giallo sole, sbuffi di tulle, vinile, abiti da notte e pantaloni metallici: il tutto indossato da un gruppo eterogeneo di modelli, nello stile ormai canonico di Jacobs.

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(Photo: AP Photo/Mary Altaffer)

 

Proenza Schouler

Musica potente e passo deciso.
Modelle in suit sartoriali attraversano la passerella con falcate sicure.

Basta questo per capire quale sia la parola chiave dietro alla sfilata P/E 20 firmata Proenza Schouler: il cosiddetto “power dressing”, ovvero lo stile che consente alla donna di affermare la propria autorità in un ambiente normalmente e tradizionalmente dominato dal sesso maschile.

Le “power women” in passerella sfilano a passo aggressivo, con le mani in tasca e occhiali affilati che ne nascondono le emozioni, donando loro un alone chic di mistero.

I completi maschili ma al contempo estremamente intriganti dominano la scena, accompagnati da abiti foulard con lunghe abbottonature, gonne plissettate che allungano la silhouette, abiti sottoveste, pull scollati e calzettoni bianchi abbinati ai sandali.

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(Photo: Jamie Stoker)

 

Tommy Hilfiger

Una delle sfilate che indubbiamente hanno saputo ripagare la grande attesa è stata quella di Tommy Hilfiger, che torna sulle passerelle newyorkesi dopo ben tre anni di assenza.

E lo fa con una collezione concepita insieme all’attrice e cantante americana Zendaya, basata sui temi dell’inclusione, della diversità e del potere femminile.

La scelta di Zendaya per quanto riguarda il luogo è simbolica; la sfilata si è infatti tenuta nella sede inaspettata dell’Apollo Theater di Harlem, come segno di rinnovamento e distacco dai luoghi abituali dell’evento newyorkese.

La collezione TommyXZendaya ci fa fare un tuffo nel passato, a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80: troviamo quindi capi sartoriali che si alternano ad abiti foulard, un mix di pattern che va dall’animalier ai pois e impeccabili tailleur pantalone.
Al bianco e nero sempre affascinante si aggiungono tonalità bordeaux e colori metallizzati, impreziositi dall’uso di tessuti lussuosi come velluto e denim di alta qualità.

La ciliegina sulla torta? La possibilità per gli invitati di fare una donazione all’Apollo Theater acquistando, proprio all’ingresso del teatro, le t-shirt TommyXApolloXZendaya realizzate esclusivamente per l’evento.

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(Photo: Thomas Concordia/Getty Images)

Ma i grandi nomi non sono finiti.
Vuoi scoprire quali sono le altre sfilate che ci hanno più colpito?
Continua a seguire il nostro blog: domani ti aspetta la seconda parte degli show più interessanti della NYFW 2019!

PS: nel frattempo, che ne dici di dare un’occhiata ai nostri archivi sulla passata edizione della NYFW? È sempre il momento giusto per un ripasso.

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