La magia della Paris Fashion Week – seconda parte

Il mese delle fashion week si chiude tra mix inaspettati e suggestioni

(Photo: Getty Images)

Rieccoci qui!

Come avevamo promesso, ecco a voi la seconda parte delle sfilate che hanno infuocato la settimana della moda parigina.
Il mese delle fashion week si chiude in grande stile, ma voi siete sicuri di non esservi persi nulla? Alla fine di questo articolo, non dimenticate di fare un ripasso con i nostri report su New York, Milano e Londra.

Buona lettura!

 

Miu Miu

“Grezza, istintiva, artistica e pericolosa.”

Queste le parole scelte da una compiaciuta Miuccia Prada per descrivere la sfilata targata Miu Miu, andata in scena nell’ultima giornata di Paris Fashion Week.

L’ambientazione (accessibile solo a pochi eletti) è un set costruito appositamente per la sfilata con materiali economici, all’interno del gigantesco edificio del 1930 in cui ha sede il Consiglio economico, sociale e ambientale di Francia: il Palais d’Iena.

Miuccia Prada punta ad un’eleganza incentrata sulla libertà creativa, che viene comunicata al massimo da tagli, materiali e da un’attentissima lavorazione dei capi.

L’installazione decentrata e sbilanciata che fa sfondo alla sfilata funge da contraltare e specchio dei capi: come lei, anche loro risultano “naïf”, come fossero stati realizzati con pochi mezzi e dunque con massima semplicità.

Troviamo cappotti-gilet in pelle e vinile, decorati con maxi fiori, giacche senza maniche in Principe di Galles, cardigan corti che esaltano le spalle, gonne a pieghe con bretelle e bottoni in risalto.

La palette presenta grandi quantità di bianco e verde, con l’aggiunta di qualche piccolo tocco d’oro qua e là.

La provocazione di fondo è comunicata dall’accostamento di concetti inusuali e talvolta contrapposti: semplicità e complessità, minimalismo e massimalismo, naturalezza e artificiosità.

Le forme sono evidentemente sofisticate, mentre i capi sono costellati da idee semplici e immediate.
Dai volant rotti, ai disegni floreali realizzati in modo libero e casuale, fino ad arrivare ai bottoni “sbagliati”.

L’austerità delle forme dei capi, quasi simili ad abiti da lavoro, si presta bene ad un totale abbandono alla fantasia: così grembiuli e scamiciati dal taglio pulito si arricchiscono di stravaganze.

I materiali sono quelli di comune utilizzo quotidiano, qui declinati al mondo del lusso: cotone, tela, lana, con l’aggiunta di elementi industriali e rurali per gli accessori.

(Photo: L’Officiel Italia)

 

Valentino

Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, corre in senso inverso rispetto agli altri protagonisti della Paris Fashion Week e fa tabula rasa: si riparte dal cotone bianco.

I vestiti e gli abiti sembrano essere le tele intonse e pulite che aprono la sfilata e invitano a ritornare all’essenza della moda e del processo di creazione.

Un po’ come ha fatto Miuccia Prada, anche Piccioli si pone in senso opposto rispetto alla tendenza massimalista della prossima primavera/estate e progetta una collezione di profonda riflessione stilistica, con l’intento di lavorare per sottrazione.

I primi 12 capi ad apparire sulla passerella, allestita all’Hotel des Invalides, sono abiti di un bianco puro ma dalle silhouette variegate.

A interrompere la candida passerella arrivano i primi abiti fluo, per poi di nuovo riportarci al bianco e creando una sorta di equilibrio cromatico.

L’abito bianco, nella sua purezza, permette totale libertà, animandosi a seconda della personalità di chi lo indossa.

L’assenza del colore (o in realtà la somma di tutti) riporta l’attenzione al lavoro minuzioso dello stilista e dunque alle forme, ai tagli, ai drappeggi e alle silhouette scolpite.

Camicie, chemisier, bermuda e gonne a matita: pezzi universali che il bianco innalza a capi senza tempo, semplificando ma senza mai svilire.

I primi look bianchi vengono spezzati solamente dall’oro degli orecchini vistosi, dai bracciali e dal trucco brillante che enfatizza gli occhi.

Poi, piano piano, arriva lui: il colore.

Il verde brillante o acido e il rosso corallo (nuova evoluzione del classico rosso-Valentino) animano fantasie floreali ispirate alle opere esotiche del pittore Henri Rousseau.
Così troviamo capi divertenti, con foglie, fiori rigogliosi e scimmiette che si attorcigliano intorno alle maniche.

Quando la passerella si apre al colore, la palette è intensa e gioiosa: dalle tinte neon assolutamente dominanti, come il giallo lime, al fucsia e l’arancio, al verde (pistacchio o fluo), fino ad arrivare ai look in nero o nelle sfumature del marrone.

Forme monumentali, abitini sfilati e long dress scultorei sembrano apportare dettagli appartenenti alla Haute Couture nel mondo del pret-à-porter, mentre risaltano alcuni dei tratti distintivi del brand, come piume, fiocchi, trasparenze e rouches.

Tra le borse, oltre alle Vsling in dimensione mini o le maxi tote nella fantasia esotica coordinata agli abiti, troviamo le Rockstud Spike Bags in 3 formati e 5 colorazioni fluo, disponibili in modalità see-now/buy-now o negli store del brand per un periodo limitatissimo di tempo.

Tra gli accessori troviamo le scarpe flat alla schiava contrapposte agli stiletto dal tacco vertiginoso, oltre ai bijoux a tema animali fantastici nati dalla collaborazione della maison con l’artista fiorentino Alessandro Gaggio.

Già inserito dal Time tra le 100 personalità più influenti del 2019, Pierpaolo Piccioli si riconferma un designer geniale che prosegue con successo la sua scalata con pezzi indossabili e vendibili che fanno gola ai buyer di tutto il mondo.

(Photo: Vianney Le Caer/Invision/AP)

 

Dries Van Noten & Christian Lacroix

Dries Van Noten punta sull’effetto sorpresa e spiazza il pubblico della Paris Fashion Week, scegliendo proprio la sua sfilata come occasione ideale in cui annunciare una nuova collaborazione di moda.

Lo stilista chiude il defilé della sua primavera/estate 2020 andando in passerella insieme allo stilista francese Christian Lacroix, lasciando intendere che la collezione appena presentata fosse il risultato della loro collaborazione a 4 mani.

Ed è proprio così.

La partnership tra i due colossi del settore moda poteva essere intuibile dalla sigla “DVN*XCLX” presente sull’invito, ma un’annunciazione in grande stile e inaspettata sembra essere stato il modo perfetto per dare una definitiva conferma.

La loro è una collezione principalmente ispirata agli anni ’80 e ’90, connotata da un’impronta couture molto forte.

A partire da febbraio 2019, Lacroix e Van Noten si sono riuniti negli studi di Anversa di quest’ultimo per fondere due diverse visioni sulla moda femminile.

Da un lato l’estro del designer belga, caratterizzato da sempre da stampe floreali, sete jacquard, equilibrio e maxi abiti.

Dall’altra parte troviamo invece il gusto da costumista di Lacroix, che verte sugli eccessi e abbonda di volant, copricapi di piume, stampe animalier e maxi maniche.

Il terreno comune? Il costume design, con una chiara ispirazione in mente: il personaggio di Lady Honoria Lyndon, interpretata da Marisa Berenson nel film cult di Kubrick “Barry Lyndon”.

Minimalismo ed eccentricità sono l’insolito mix che nessuno si poteva aspettare.
Incontrandosi, danno forma ad una collezione che spazia da stampe a colori, zebrate o a pois, a gonne flamenco, passando per maxi maniche, broccati opulenti e taffetà.

Van Noten, con il suo essenzialismo, argina l’abbondanza stilistica straripante evitando il sovraccarico e moderando le fantasie eccentriche e i volumi extra tramite stratificazioni e decostruzioni moderne.

(Photo: gorunway.com)

 

Louis Vuitton

A chiudere la settimana della moda parigina troviamo uno dei nomi più attesi tra quelli dei “super big”: Louis Vuitton.

Il direttore creativo Nicolas Ghesquière firma la collezione Primavera/Estate 2020 della maison, con una sfilata molto particolare ambientata in uno dei simboli di Parigi: il Museo del Louvre.

Le modelle hanno sfilato davanti ad uno schermo enorme che riproduceva un video in slow-motion di una cantante con sensuali labbra rosse e capelli di un arancio infuocato. Si tratta di Sophie, artista nominata ai Grammy, che ha prodotto una versione esclusiva ed estesa del suo singolo “It’s ok to cry” appositamente per lo spettacolo targato Louis Vuitton.

La collezione è caratterizzata da una serie di abiti a tre pezzi, alcuni dei quali avevano esagerati dettagli sulle spalle e sono stati abbinati a gilet con paillettes. Non sono mancate le tute gessate, abbinate a blazer in tweed e abiti più audaci con vivaci stampe floreali accostate a trench classici.

La donna di Louis Vuitton alterna gonne corte che si aprono portafoglio e camicie con maniche a sbuffo o a palloncino, puntando sul colore carico e gioca con le stampe e le imbottiture. Il minidress sembra regnare sovrano, accanto a completi oversize con maxi revers.

Una sfilata che nel complesso riesce nell’intento di mescolare in passerella l’estetica degli anni Venti con lo spirito libero degli anni Sessanta, per un mix che sicuramente stupisce e chiude il mese delle fashion week con un qualcosa di insolito che coniuga elementi classici e moderni.

Per citare lo stilista: “una nuova Belle Époque”.

Un macro-tendenza in particolare sembra esplodere: il Mix & Match.
E la collezione di Nicolas Ghesquiere lo conferma, con sovrapposizioni inattese e stravaganti accostamenti di stampe e tessuti, righe e fiori, satin e stoffe pesanti.
Ci sono completi con blazer e pantaloni, linee fluide, vita alta: per un look confortevole, comodo ed elegantissimo.

Non poteva mancare l’iconico logo, che è di fatto il vero marchio di fabbrica della maison famosa in tutto il mondo.
Gli accessori in passerella sono infatti tutti griffati: dai mocassini agli stivaletti stringati, passando per le nuove borse, tra cui troviamo la più iconica in assoluto: la Video Tape Clutch, presentata già alcuni giorni fa in anteprima su Instagram. Si tratta di una clutch sul tema nostalgico della videocassetta.

In passerella anche spille a fiori, cappelli a bombetta, stivali alti e mocassini pesanti.

(Photo: Getty Images)

Anche questa edizione di fashion week è giunta al termine.
Portiamo con noi sfilate indimenticabili, mix inaspettati e suggestioni magiche. Già pronti per le prossime passerelle?

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