La Regina delle Rose

Anna Molinari: quando i sogni diventano realtà

(Photo: photopin)

Nel giardino della casa di campagna, tra le rose che la mamma coltivava sbucò un ragazzo un po’ più grande di lei.

Era bellissimo mentre scendeva elegantemente dal suo destriero d’argento: una scintillante Harley Davidson.

Lei lo guardò e, in una frazione di secondo, si accorse che lo avrebbe sposato. Costasse quel che costasse.

Così fu. E si scoprì che lui era davvero un principe!

Negli anni che passarono insieme non mancò una sola volta di spostarle la sedia per farla accomodare. Ma non fece solo questo.

Le garantì sostegno quando il padre non fu d’accordo riguardo al suo progetto imprenditoriale, le diede due amatissimi figli, tanti consigli, il sostegno di un socio, l’amicizia più pura, l’amore più coriaceo.

Una coppia resistente a tutte le intemperie che la vita può creare, fatto salvo la morte prematura di lui durante un safari in Africa nel 2006.

Stiamo parlando della “Regina delle Rose” di Carpi, ideatrice di un marchio di cui noi modenesi non possiamo che andare fieri: l’elegantissima e ironica Anna Molinari, genitrice di Blumarine.

(Photo: Anna Molinari e sua figlia)

Ma andiamo per gradi.

Anna nasce in una verde e rigogliosa cittadina del modenese, la cui cultura imprenditoriale è quella della maglieria al femminile. Le fiere donne di Carpi, nel dopoguerra, cominciarono a fare la maglia per arrotondare le entrate di casa e rivendere le loro creazioni.

Nelle cantine nacquero piccoli laboratori, i quali, nel tempo, diedero luce a fabbriche che oggi sono state sostituite da elegantissime strutture edificate ai margini dell’autostrada.

Compaiono in un tripudio di loghi e vetrate a specchio ogni volta che percorro l’autostrada del Brennero.

Ma chi è Anna Molinari?

È la figlia di un imprenditore che possiede una fabbrica da 1000 dipendenti, che crea maglieria e la rivende a grandi marchi della moda affinché essi la possano battezzare con i loro nomi illustri.

Anna lavora fin da giovanissima per il papà. Il suo sogno però è quello di emergere dall’anonimato, di essere vista.

I primi stipendi che le vengono riconosciuti li investe in un maggiolino cabrio blu con la capote color crema, che utilizza per scorrazzare a Forte dei Marmi e andare a trovare il mare.

Ed è proprio al mare di Forte dei Marmi che, insieme al marito gentiluomo Giampaolo Tarabini, decide di creare un marchio tutto suo in onore del suo colore preferito: dal blu marino nasce “Blumarine”.

(Photo: il libro “Blumarine” firmato da Anna Molinari)

All’inizio non è facile. Le mancano le risorse e l’approvazione del padre, convinto che quello che avessero a disposizione fosse già molto.

Anna però è un tipo tosto e, attraverso le sue visite nelle boutique milanesi, malgrado non possa acquistare come un tempo a causa dei fondi tagliati dal papà, ordisce una strategia brillante: si toglie la giacca e mostra le sue creazioni in maglieria.

Arriva l’ammirazione per i suoi capi splendidi: prima la richiesta di qualche pezzo, poi decine e infine centinaia.

Il sogno si avvera: Anna è felice, ce la sta facendo.

Scoprirà, a distanza di tempo, che il papà fu comunque uno dei suoi più grandi ammiratori: nascosti tra le sue carte troverà tutti gli articoli che la riguardano.

Oggi il marchio Blumarine, classe 1977 (ottima annata, è anche la mia!), è senza dubbio iscritto nell’Olimpo dei grandi marchi della moda.

La donna Blumarine è raffinata, mai sguaiata, elegante e sofisticata.

La rosa è il suo simbolo distintivo fin da quando Anna le ricamava la notte, con un’amica, agli albori del suo progetto.

Anna si sente una rosa ed è per questo che la donna che rappresenta non potrà mai essere diversa da quel fiore delicato ed elegante che, diversamente da tutti gli altri, possiede spine e un fusto robusto.

Il motto della maison può essere tradotto in “libertà di essere, di sperimentare, di scegliere”.

(Photo: Random Production)

Negli anni il marchio Blumarine si è poi evoluto dando vita a “Blugirl”, il cui segmento di riferimento è la ragazza giovane, spigliata, giocosa ma sempre armoniosa.

Terzo marchio è “Anna Molinari”, fondato dalla figlia Rossella Tarabini, che nutre con successo il segmento del prêt-à-porter.

Non si parla solo di maglieria, ma di moda e di accessori di moda.

Per esempio gli occhiali romanticissimi dell’ultima stagione, le cui stanghette di metallo brillano nel vezzo di rose e strass: davvero splendidi.

Ecco che in tutto questo mi accorgo solo ora di aver “mollato la penna”. Avrei desiderato scrivere di più sulla storia di questo marchio, ma non sono riuscita a smettere di leggere di Anna.

Mi ha colpita la persona che gira in bicicletta per le vie di Carpi, gioca a nascondino con i nipotini (e a suo dire non li trova mai), crede negli angeli, nel potere delle pietre e si dichiara ancora al fianco del marito scomparso ormai quattordici anni or sono.

E, come ogni cosa che ha vita propria, anche le parole di quest’articolo hanno preso la propria strada. A monito del fatto che non governiamo nulla, se non la forza con la quale curiamo i nostri desideri.

E Anna, di quella forza, ha ancora tanto da raccontarci.

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