Le tendenze P/E 21 di Milano Unica

La moda eco sostenibile insegue le nuove consapevolezze della “Gen Z”

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(Photo: Milano Unica)

“Gen Z_Gen Future: Culture Tribe 5.0” è il titolo, un po’ criptico, che è stato scelto da Milano Unica per la presentazione delle tendenze P/E 21.

La manifestazione, importantissima fiera del tessile che si tiene a Milano per due volte l’anno, ha rivelato ai visitatori ed esperti del settore quali sono i trend ai quali si rifaranno i produttori di abbigliamento e accessori nei mesi a venire.

Ma torniamo al titolo. Perché proprio “Gen Z”?
Si tratta di un’abbreviazione di “Generazione Z”, cioè l’appellativo che antropologi e sociologi hanno assegnato alla generazione dei nati dal 1997 fino ad arrivare ai teenager di oggi.

“Gen Future” è l’altro termine coniato per descrivere questa fetta di popolazione, una generazione che già dalla nascita ha convissuto con la presenza quotidiana di internet, in perenne connessione alla rete, lasciando che la tecnologia (“5.0”, appunto) permeasse ogni aspetto della propria vita.

Una cosa che contraddistingue la Gen Z è anche la sua sensibilità verso le tematiche ambientaliste, argomento preponderante e molto sentito anche per Milano Unica, che si impegna da tempo a diffondere quei buoni valori green che formeranno i consumatori consapevoli del domani.

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(Photo: Milano Unica)

È da questi giovani che la ricerca di Milano Unica prende spunto; la loro necessità è quella di sentirsi accettati e capiti condividendo riti, slang e interessi con un gruppo di amici dal quale ci si sente riconosciuti e accolti.

Ora lo si fa attraverso la tecnologia, una tecnologia fatta di social e di share, ma a livello comportamentale si tratta delle stesse dinamiche tribali esistenti fin dalle origini della civiltà.

Milano Unica sceglie quindi di combinare futuro e passato, tecnologia 5.0 e dinamiche di antiche tribù, per arrivare a sintetizzare tre tendenze e tre luoghi simbolo: Mexico City, Los Angeles, Papua Nuova Guinea.

Nascono così le tre macro tendenze di questa edizione: Tropical Rave in Mexico City, Indian Chill Out in L.A., British Clubbing in Papua.

Il primo, Tropical Rave in Mexico City, è un turbinio di stampe astratte mescolate ad elementi come frange e piume (eco, ovviamente) che rievocano le forze degli avi messicani.
Le sovrapposizioni e le trame ci trasportano nell’immaginario estetico del suggestivo Dia de Los Muertos, mentre la tavolozza ci abbaglia con toni carichi come verde, fucsia e giallo fluo intervallati dai più neutri ecru e cammello.

Non mancano il nero, il grigio (che alimenta la palette dei neutri) e il verde lichene, che ricorda appieno l’atmosfera delle foreste messicane.

Il mood inclusivo dei simbolo dei teenager californiani e l’arte decorativa indiana sono invece gli elementi alla base del tema Indian Chill Out in L.A., che porta in riva al mare suggestioni musicali e poetiche con uno stile decorativo.

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(Photo: Milano Unica)

In questo tema le basi hanno aspetti leggeri e le righe, presenti sia in versione micro e macro, accomunano tutte le proposte stampa e gli jacquard. Il tie & dye, quasi pittorico, si rifà ai riti guerrieri Sikh della cultura indiana, ma al contempo anche ai surfisti californiani e al loro stile di vita, dando vita a un’estetica impalpabile.

Troviamo così una cartella colori che spazia tra le sfumature delle spiagge californiane e i costumi dei mistici guerrieri del Punjab: si va alle suggestioni marittime dell’azzurro polvere, blu oceano e verde mare, fino agli accesi e caldissimi rosa albicocca, giallo girasole e rame metallico.

Infine troviamo il terzo ed ultimo mood: British Clubbing in Papua. Si tratta di un universo parallelo, dove l’artigianato dei papuani si miscela con i codici classici della sartoria. Un incontro particolare, che coinvolge due mondi apparentemente lontani ma accomunati da una ricca tradizione di sapienza e abilità manuale.

Il trend unisce così  l’artigianato della Nuova Guinea, come i copricapi di Papua, e la tradizione sartoriale britannica dei capispalla, capi che celebrano l’importanza del dettaglio e l’appartenenza ad un élite. I tweed, i gessati e i pied-de-poule vengono valorizzati dai contrasti tra lucido e opaco dei disegni di origine tribale, qui riproposti in nuances classiche.

La palette fonde i due mondi alternando alle tonalità delle tribù Goroka i colori tipici della sartoria: ne risulta un mix di grigio freddo, verde ardesia e lichene, rosso fuoco, blu e metallo dai riflessi catarifrangenti. In grande risalto anche le gradazioni del cammello, assieme al giallo fluo che dona modernità e il blu oceano, un colore che omaggia la simbologia tribale.

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(Photo: Milano Unica)

Anche questa edizione di Milano Unica si chiude con un bagaglio carico di nuove suggestioni e mescolanze di stili innovative, sotto il segno della sostenibilità e verso un futuro che vede un cambio di rotta deciso da parte del consumatore, ora più coinvolto e desideroso di acquistare capi in modo consapevole rispettando l’ambiente che lo circonda.

A proposito di futuro, la prossima edizione di Milano Unica ci aspetta nel nuovo anno! Nelle date del 4,5 e 6 febbraio 2020 la manifestazione aprirà di nuovo le sue porte, sempre sotto il segno dell’innovazione, mescolando le nuove tecnologie a ciò che ci offre la natura.

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