Nostalgia anni ’90

Il successo della decade più iconica nella storia della moda

90s shop - Nostalgia anni '90
(Photo: Spark Pretty NYC)

Voglio tornare negli anni ‘90.
Avete mai sentito dire (o pronunciato voi, in prima persona) queste parole?

Con la strana nostalgia di qualcuno che nemmeno li ha vissuti, posso dire di sentire davvero la mancanza degli anni ’90.
I crop top, le Dr. Martens, i jeans strappati e le mollette per capelli, i maglioni over e le converse sempre ai piedi: uno stile chiassosamente comfy contro una vita che iniziava a stare stretta ai ragazzi e a tutti coloro che volevano cambiare le cose.

Negli anni ’90 si diffonde il desiderio di tornare a quei concetti saturi di significato che dovevano caratterizzare una società post-guerra del Golfo, una società in piena crisi economica e petrolifera: è il momento in cui la moda viene concepita per i giovani, prendendo in considerazione le molteplici sub-culture.

L’icona indiscussa degli anni ’90 è forse Kurt Cobain, personaggio che ha determinato le tendenze attraverso una vita fatta di clamore ed eccessi. Unico, solo ed indiscusso capostipite dello stile “grunge”: un movimento poli-artistico che coinvolgeva i mondi della musica, dell’abbigliamento, del make-up e che affonda le sue radici nella profonda disperazione degli americani in un momento nero fatto di disoccupazione dilagante, povertà e un diffusissimo abuso di droghe.

90s - Nostalgia anni '90
(Photo: The Culture Trip)

La moda diventa un mezzo di aggregazione e protesta, una comfort zone che si riassume nella tendenza “cozy”; una tendenza letteralmente comoda, rilassata e disinteressata, ma che nasconde una connotazione aggressiva data dai jeans strappati, quasi a ricordare un’usura data da fatica e lavoro, e dai pesantissimi anfibi simili a quelli dei militari tornati dalla guerra.

Le figure nel mondo della moda si autodeterminano in questi anni.
Vediamo per esempio in questo periodo storico i natali di brand come Donna Karan, Calvin Klein e Martin Margiela, protagonisti di quei tempi che non si sentivano più stilisti ma piuttosto designer, in un incontro fra la figura dell’artigiano e dell’artista. Attivi soprattutto nel sociale, la loro lotta contro la diffusione dell’HIV dà vita al concetto -rivoluzionario per l’epoca- di “fashion for charity”.

Anche la sostenibilità, punto cardine della moda di oggi, prende per la prima volta una posizione di rilievo nel panorama fashion. Questo avviene per esempio con Maison Margiela, che punta al riutilizzo e chiude il millennio con gli iconici “tabi boots” e con capispalla realizzati con piumoni foderati da vecchie lenzuola.

Calvin Klein invece ridefinisce il tema (caldissimo a tutt’oggi) dei generi nella moda, pensando ad abiti e fragranze unisex.
Insomma, si può dire che gli anni ’90 siano stata una vera finestra aperta con largo anticipo su tutti quelli che sono, ad oggi, i punti nodali attorno ai quali la moda si sta interrogando e plasmando.

tyra - Nostalgia anni '90
(Photo: Tyra Banks backstage at Yves Saint Laurent in 1992)

È opinione comune che i nineties siano stati il decennio migliore, il sunto perfetto tra lo stile proposto dalle girl e boy band, divenute icone di un genere musicale e di un’epoca, il grunge (stile dal fascino eterno) e la moda di ribellione.

La cultura di questo decennio è così ricca da aver influenzato lo stile fino alla nostra generazione; ora come ora ci troviamo infatti davanti ad una bipartizione della moda, in cui da un lato troviamo pezzi vintage che toccano il tasto della nostalgia catapultandoci in una sorta di macchina del tempo, mentre dall’altro -in netto contrasto- c’è l’iper-modernismo, le sperimentazioni tecniche e la tecnologia degli anni ‘20 del duemila.

Le nuove icone si stabiliscono dunque su questa linea di confine fra le camicie monogram Gucci e le cinture tecniche Off-White.
Un nuovo stile che -ovviamente- ha bisogno di facce fresche e personaggi emblematici e che viene oggi rappresentato appieno dalla giovane scoperta della musica statunitense Billie Eilish, capace di conquistare in brevissimo tempo tutte le copertine dei maggiori magazine con uno stile aggressivo da un lato ma anche fragile e profondo dall’altro: proprio come l’indimenticabile front-man dei Nirvana, che con la sua immagine e la sua musica ha plasmato un’epoca.

billie - Nostalgia anni '90
(Photo: Getty Images)

Il fashion system è diventato qualcosa che ciascuno interiorizza e reinterpreta, non ci sono più movimenti globali ben definite ma solo una molteplicità di tendenze generali. La moda è personale e non è più utile a creare aggregazione di massa; è così che convivono placidamente una creazione di Virgil Abloh x Off White e una di Alessandro Michele x Gucci.

È finita l’era dei total outfit, siamo oramai entrati in un mondo mix&match, dove tutto è lecito e si può giocare con il mass market, l’armadio della nonna e il lusso di via Montenapoleone.

Certamente dipendiamo dalle scelte di stile dei nostri genitori e dei nostri nonni, ed è anche grazie a loro che gli anni ’90 rimarranno sempre vividi, iconici come massima espressione della moda aggregativa e dell’affermazione dei brand “outsider”.
Il mondo di oggi si è trasformato in una commistione molto più complessa di modi di vivere, un qualcosa che si riflette anche nelle nostre scelte e in quello che indossiamo.

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