Le rivoluzioni degli Anni 10

Anni 10: personaggi, trend e novità che hanno costellato questo decennio

Louis Vuitton x Supreme
Collaborazione tra LV e il brand di streetwear Supreme (Photo: Louis Vuitton x Supreme)

Un decennio di novità

Nel decennio che si estende dal 2010 al 2019 si sono verificati alcuni dei più grandi cambiamenti che il mondo della moda abbia mai visto.

Il più grande lo si può probabilmente individuare nella trasformazione dello streetwear, non più relegato al solo ambiente urbano e considerato “di seconda categoria” rispetto alle passerelle: è ora infatti diventato un tutt’uno con la moda di lusso, in una mescolanza di mondi che fino a poco tempo fa risultava inimmaginabile.

Un ossimoro diventato realtà: le maison d’alta moda hanno spostato la loro attenzione verso le sempre più numerose collaborazioni con brand giovani, dando vita a contaminazioni tra lusso e sottoculture.

A capitanare questa nuova missione di svecchiamento della moda, che ha come principale scopo l’attirare a sé i Millenials, target principale del mondo dell’abbigliamento, sono state le figure di designer che hanno segnato il decennio appena trascorso con la loro creatività.

I nuovi nomi del fashion

Uno tra tutti Alessandro Michele, che nel 2015 diventa direttore creativo di Gucci e rompe i codici classici del marchio risollevandone l’immagine (e il fatturato!).

Altrettanto potente è stata l’entrata in scena di Demna Gvasalia (stilista di Vetements) alla conquista di Balenciaga, brand che sotto la sua nuova direzione creativa ha aperto le porte ad un linguaggio più giovane fatto di capi chiave (come le sneakers) da subito diventati pezzi desideratissimi e imperdibili per ogni fashion victim.

E, tra i grandi nomi rivoluzionari del decennio, non si può non citare Off-White, un brand diventato in breve tempo iconico e che incarna alla perfezione il concetto di streetwear di lusso.
Il suo geniale fondatore, Virgil Abloh, diventa nel 2018 direttore creativo della linea maschile di Louis Vuitton, rivoluzionando lo stile della maison grazie al suo estro difficilmente etichettabile e ad un talento poliedrico.

Virgil Abloh x Nike
Virgil Abloh Off-White x Nike collab (Photo: sneakerfreaker.com)

Ma non sono stati solo i nomi maschili a spiccare in questi cosiddetti “Anni 10”.
Il decennio che ci lasciamo alle spalle è stato infatti costellato da presenze femminili che hanno scritto pagine importantissime della storia della moda, del lifestyle e del beauty.

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La moda è donna

Iniziamo con un nome che nasce nel mondo nella musica: Rihanna.
La cantante è passata dal titolo di pop-star a quello di imprenditrice e icona di stile quando, nel settembre 2017, lancia negli store Sephora il suo brand di make-up Fenty Beauty.
Il successo, anche grazie al seguito che la star ha sui social, è immediato: Rihanna diventa la prima donna nera a capo di un brand del gruppo LVMH e Fenty è il primo marchio a essere stato creato ex novo, e non acquistato. L’ultima volta che è successo, all’interno del conglomerato del lusso francese, era il 1987 e il nome era quello di Christian Lacroix.
Il marchio ha in seguito dato vita a iterazioni nell’underwear (Savage x Fenty) e alla linea di ready-to-wear Fenty, mentre Fenty Beauty rimane ad oggi il brand di make-up con la più ampia palette di fondotinta disponibili sul mercato, per far sentire belle le donne di qualunque colore o etnia, senza discriminazioni.

Non ha creato un marchio suo, ma ne ha rivoluzionato uno storico: parliamo di Maria Grazia Chiuri, altra figura chiave di questo decennio. Dopo aver fatto coppia fissa con Pierpaolo Piccioli (suo partner lavorativo da Valentino), nel 2016 ha annunciato il suo arrivo alla corte di Dior. Diventa così la prima donna alla guida del marchio e la seconda italiana (il primo era stato Gianfranco Ferrè), oltre ad essere anche la prima stilista italiana a ricevere l’onorificenza della Légion d’honneur nell’estate di quest’anno.

E che dire di Clare Waight Keller? Nel 2017 assume il ruolo di direttrice creativa di Givenchy, diventando così la prima donna nella storia a guidare il marchio francese. Inserita dal Time tra le 100 persone più influenti dell’anno, è lei la mente e la mano dietro l’elegantissimo abito in seta bianca che ha vestito Meghan Markle durante il matrimonio con il Principe Harry il 19 maggio del 2o18.

Savage x Fenty Rihanna - Le rivoluzioni degli Anni 10
Compagna pubblicitaria Savage x Fenty by Rihanna (Photo: Savage x Fenty)

Come internet ha cambiato la moda

Ma negli Anni 10 non sono cambiate solo le figure chiave del mondo fashion; in questo campo è infatti avvenuta una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda il modo di pubblicizzare, cercare e acquistare capi. Una rivoluzione che, prevedibilmente, passa attraverso internet.

È proprio all’inizio della trascorsa decade che nasce uno dei principali giocatori del nuovo mondo del fashion. Tutto parte da un’app: Instagram. L’idea è semplice: condividere foto coi propri amici, creando una sorta di foto-diario online.

Ma, con gli anni, le cose cambiano e Instagram si è trasformata in una piattaforma ispirazionale verso la quale influencer, fashion blogger, designer e case di moda devono necessariamente volgere lo sguardo se desiderano scovare nuovi trend e rimanere aggiornati con il nuovo business dei social. Si può dire a tutti gli effetti che Instagram abbia cambiato il volto e l’essenza della moda: ciò che prima era riservato a pochi eletti e agli addetti ai lavori, ora è appannaggio di tutti e il ruolo del social network si è fatto sempre più cruciale, nel bene e nel male.

È ad oggi lo strumento privilegiato dai marchi per diffondere la loro brand identity in modo trasversale, sottoponendosi ogni giorno a migliaia di followers che successi e insuccessi delle tendenze. L’applicazione, che conta ad oggi un miliardo di utenti attivi nel mondo, è il mezzo con cui il pubblico (soprattutto i sempre più digitali Millenials) conosce i nuovi marchi, si interessa e, alla fine, acquista. Secondo una ricerca interna condotta da IPSOS è infatti molto raro che il momento dell’acquisto finale non sia programmato a tavolino dall’utente, che in precedenza ha visto il tanto bramato oggetto del desiderio proprio nel proprio feed di Instagram.

Cos’è il “see-now, buy-now”?

Al mondo di internet e al concetto di immediatezza che connota lo shopping on-line è legata un’altra novità del decennio: l’avvento del see-now, buy-now” . La moda ha infatti sentito la necessità di riscrivere il rapporto tra stilista e cliente, rendendosi più immediata da quando Instagram e gli e-commerce (come Zalando e Yoox) hanno accresciuto la loro popolarità.

La rivoluzione del “see-now, buy-now” è nata più precisamente nel 2016 e ha preannunciato l’avvento dell’industrializzazione dell’haute couture. Se solitamente un capo viene messo in vendita fino a sei mesi dopo il suo debutto in passerella (costringendo l’acquirente a programmare l’acquisto e comprare il capo ormai fuori stagione), con questa nuova filosofia la moda si fa pronta all’acquisto seguendo le nuove logiche del marketing: “lo vedo, lo voglio (e posso) comprare ora.”

Tommy X Gigi
Con il see-now, buy-now di Tommy X Gigi i capi in passerella sono subito acquistabili (Photo: Slyce)

Le opinioni su questo fenomeno sono diverse e discordanti. Alcuni addetti ai lavori sostengono che un sistema simile non sia adatto al mondo del lusso perché i prodotti della categoria non sono pensati come quelli delle grandi catene, che basano la loro forza sul ricambio frequente degli articoli sulle grucce, ma dall’altra parte della barricata i sostenitori del cambiamento non sono pochi.

Anzi. Si parla di grandi nomi come Burberry, Moschino, Tommy Hilfiger e Michael Kors. Secondo questi brand, questo nuovo modo di fare moda avvicina il pubblico a eventi di norma esclusivi (come le sfilate), assecondando l’entusiasmo che ne deriva e dando loro la possibilità di avere subito il capo di cui si sono innamorati durante lo show. Un esempio vincente? Tommy Hilfiger, che con il “see-now, buy-now” ha quasi sempre registrato il tutto esaurito per quanto riguarda i capi della collezione Tommy X Gigi, pubblicizzata con una maxi campagna di comunicazione e quattro sfilate itineranti nel mondo.

I temi caldi del 2019

E, parlando sempre di internet, di cosa si è parlato sui maggiori siti web in quest’ultimo decennio?
Nel mondo della moda le tematiche imperanti sono state due, senza ombra di dubbio: l’ecosostenibilità e l’inclusione, temi caldi che stanno scrivendo passo dopo passo la storia della moda del futuro.

Secondo il report “Year in Fashion” realizzato da Lyst, le ricerche inerenti alla sostenibilità sono aumentate del 75% su base annua, con una media di 27.000 ricerche al mese. E sono cresciute anche quelle di materiali sostenibili (del 102% per l’econyl e del 52% per il cotone organico), andando a sottolineare la rilevanza e la rinnovata importanza della presenza di nuovi materiali eco sostenibili nelle fiere di tessuti e tendenze di tutto  il mondo.

Le categorie di prodotto più desiderate? Jeans e sneakers sostenibili. Nuovi motivi che spingono i brand di lusso (e non solo) a optare per una ricerca approfondita di materiali sostenibili, per puntare a una filiera produttiva sempre più green nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.

Ma i brand hanno avuto anche altro di cui preoccuparsi. Sempre secondo la ricerca “Year in Fashion”, il 2019 ha visto infatti numerosi richiami verbali contro la mancanza di inclusione e rappresentanza della diversità all’interno delle aziende.

sfilata Prabal Gurung
T-shirt con slogan alla sfilata di Prabal Gurung (Photo: Getty Images)

Gli amanti dello shopping hanno dimostrato di ricercare sempre di più una moda che rispecchi i bisogni e i gusti di diverse comunità, con la ricerca di articoli fashion versatili e semplici in enorme crescita.
Si è registrato inoltre un incremento del 52% nelle ricerche di termini riferiti a una moda “neutrale” e “unisex”, un incentivo per i marchi a valorizzare e implementare le proprie linee di capi unisex e le sfilate “gender-fluid” che mescolano modelli e modelle.

I consumatori consapevoli sono andati alla ricerca di stilisti e rivenditori che fossero in linea con i loro valori e, di riflesso, alcuni dei brand più potenti al mondo hanno lanciato delle campagne a favore della diversità e progetti per promuovere l’inclusione, alcuni assumendo anche figure manageriali specifiche per questo settore.

Insomma, sono stati anni di grandi rivoluzioni. Anni di cambiamenti epocali che fanno pensare ad un futuro fatto di moda diversa, sempre più “reale”, tangibile, vicina alle persone.
Cosa ci riserverà il 2020? Noi siamo certi che le sorprese non siano finite. E, nella speranza che vogliate rimanere aggiornati insieme a noi anche durante l’anno che sta per iniziare, vi facciamo i nostri più sentiti auguri per un 2020 pieno di felicità!

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