L’irriverenza di Helmut Newton

In mostra presso la GAM di Torino la mostra “Helmut Newton. Works”

Helmut Newton ritratto

Helmut Newton è un nome che non ha bisogno di molte presentazioni.

Ma noi vogliamo comunque provare ad introdurvi la sua figura, quella di un fotografo, creativo ed artista a tutto tondo che ha scritto la storia della fotografia di moda -e non solo.

Nato a Berlino nel 1920 e proveniente da una famiglia di origine ebraica, Newton ha un primo impatto molto forte con le donne e la sensualità: a soli 8 anni, il fratello lo porta nel quartiere a luci rosse della città, un luogo che potrebbe aver plasmato per sempre il suo stile negli anni a venire.

Dopo pochi anni riesce finalmente ad acquistare la sua prima macchina fotografica e a 20 anni scappa dalla Germania per fuggire alle persecuzioni fasciste, passando dapprima per Parigi, Montecarlo e approdando infine a Los Angeles.

È in questa città che il suo personaggio esploderà e le sue fotografie raggiungeranno una fama globale.

Attorno a lui si crea un’aura di mistero e sregolatezza che sa rapire il pubblico, finché negli anni ’60 i suoi ritratti, da sempre di stampo erotico, scuotono l’opinione pubblica affrontando tabù mai toccati prima: vouyerismo, omosessualità e persino sadomasochismo.

Il risultato che ottiene con queste sue opere è eccezionale: in brevissimo tempo riviste come Playboy, GQ e Vogue iniziano a contenderselo, rendendolo uno dei fotografi più importanti del mondo.

È da qui che inizia il percorso espositivo creato da Mathias Harder (curatore della Helmut Newton Foundation di Berlino), visitabile presso la GAM-Galleria Civica di Arte Modena e Contemporanea di Torino dal 30 gennaio scorso al 3 maggio 2020.

Harder porta alla GAM una selezione ampissima di 68 fotografie, che spaziano dagli anni ’70 delle copertine di Vogue al 2000, per fornire al visitatore una panoramica quanto più ampia possibile sui concetti visivi di Newton.

I soggetti delle sue opere rompono gli schemi, stravolgono le convenzioni e in alcuni casi arrivano a mescolare realtà e finzione.
Ma chi sono i suoi soggetti preferiti? Senza alcun dubbio le donne.

mostra Helmut Newton
I visitatori ammirano una delle opere durante l’apertura della mostra. (Photo: Perottino)

Nel 68 scatti in mostra infatti gli uomini compaiono solo di sfuggita, forse a simboleggiare l’emancipazione femminile a cui il fotografo poté assistere durante gli anni dei movimenti femministi.

Il suo tratto distintivo è sicuramente la combinazione perfettamente calibrata di femminilità e moda: sono esposti in mostra alcuni dei servizi da lui realizzati per Mario Valentino e Thierry Mugler nel 1998, oltre ad una serie di fotografie -ormai divenute iconiche- per le più importanti riviste di moda internazionali.

Il tema ricorrente delle sue foto è una vita strabordante di eccentricità, bellezza, erotismo e ricchezza.

I cliché visivi sono reintepretati con autoironia e sarcasmo, mentre nudità e moda si fondono in maniera sottile con un senso di eleganza senza tempo che di fatto ha reso le sue opere immortali.

Il senso estetico di Newton si affaccia in ogni aspetto del suo lavoro, ma l’ambito in cui raggiunge la sua personale vetta è la moda, la ritrattistica e la fotografia di nudo.
Qui mette la donna al centro del suo universo, incrociando e immortalando lungo il suo percorso personalità femminili iconiche come Catherine Deneuve, Paloma Picasso, ma anche le italiane Ornella Muti e Monica Bellucci (che l’artista ha avuto modo di ritrarre nel 1998 per il marchio italiano Blumarine).

Le sue donne sono tutte caratterizzate da eleganza mista a lussuria, sia che si tratti di un nudo o di un soggetto totalmente vestito, che sedute attraverso un semplice sguardo o una posa.

A fianco dell’eros e della trasgressione, da ogni fotografia riesce ad emergere uno spiccato gusto estetico e in ciascuna di esse è possibile “leggere” una storia raccontata per immagini.

Helmut Newton 3
Alcune delle fotografie esposte in mostra presso la GAM (Photo: iltorinese.it)

Il concetto di “narrativa visuale” viene sviluppato da Newton dalla metà degli anni ’80, periodo a cui risalgono per esempio le campagne in bianco e nero realizzate per Villeroy e Boch (datate 1985) e diversi scatti destinati a un calendario di riviste sportive, dove le protagoniste sono giovani donne in bikini non raffigurate in spiaggia a bensì in un inaspettato deserto.

Il suo stile, sfidante delle convenzioni e naturalmente glamour, ha rapito gli stilisti più grandi del mondo: marchi come Chanel, Versace, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Borbonese Dolce & Gabbana sono solo alcuni tra i nomi che hanno chiesto la collaborazione del fotografo per le loro campagne pubblicitarie.

La mostra, intitolata “HELMUT NEWTON. Works”, ci dà la imperdibile possibilità di ammirare coi nostri occhi numerosi ritratti fatti dall’artista a diversi personaggi famosi e miti del Novecento. Un Andy Warhol colto in un attimo di relax e pubblicato nel 1974 su “Vogue Uomo”, Gianni Agnelli immortalato di profilo dal basso verso l’alto, oppure un’Alba Parietti tutta riccia, nuda e colta di spalle in un giardino.

Da vedere anche Paloma Picasso munita di monocolo, la misteriosa Debra Winger, fino ad arrivare a Claudia Schiffer fasciata in un abito rosso provocante e appoggiata al muro di una stradina francese.
Menzione d’onore per il ritratto di Marlene Dietrich, fascinosa e avvolta da una nuvola bianca di fumo.

Vi ha incuriosito questo personaggio controverso?
Avete tempo fino al 3 maggio per visitare la mostra presso il GAM di Torino! 

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