Il Coronavirus visto dal mondo moda

Iniziative digitali e donazioni: come il settore moda affronta il Coronavirus

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(Photo: D di Repubblica)

Le reazioni dei brand al Coronavirus

Il Covid-19 Coronavirus è ormai tutto ciò di cui si parla.

È ormai presente in tutte le nostre giornate, invadendo gran parte dei nostri pensieri e preoccupazioni.

In questi giorni agitati, forse ci siamo dimenticati che il primo campanello d’allarme relativo a questo virus era stato lanciato proprio dal mondo della moda.

In un momento che sembra ormai passato secoli fa, durante la Milano Fashion Week dello scorso febbraio, solo la metà dei buyer asiatici si erano presentati alla kermesse e Giorgio Armani, uno degli stilisti da sempre protagonisti dell’evento, aveva deciso di tenere la sua sfilata a porte chiuse.

Ora quel virus è diventato -a pieno titolo- una pandemia.

Una pandemia mondiale, che non risparmia oramai nessuna zona del mondo.

E ora, lo stesso stilista Giorgio Armani, è tra le personalità di spicco del settore che hanno donato fondi ingenti per ospedali e ricerca.

Seriamente preoccupato dalla situazione già dai giorni del “paziente zero“, il designer ha stanziato ben 1 milione e 250mila euro per la ricerca contro il Coronavirus e ha messo al sicuro i dipendenti del suo brand chiudendo da subito tutti i suoi punti vendita, ristoranti e hotel.

E il suo esempio non è passato inosservato.

Il brand Dolce&Gabbana ha finanziato un progetto di ricerca sviluppato da Humanitas University, in collaborazione con i virologi dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Marco Bizzarri (presidente e CEO di Gucci) ha deciso di donare personalmente 100mila euro all’azienda sanitaria di Reggio Emilia, mentre il marchio Bvlgari ha donato un nuovo microscopio 3D all’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, uno strumento che sarà fondamentale nella ricerca che porterà alla prevenzione e alla cura del virus.

E così tanti altri brand, anche appartenenti al mondo del fast-fashion, hanno deciso di chiudere i battenti dei loro store per contribuire a fermare la diffusione del virus e tutelare al contempo i propri lavoratori.

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La sfilata A/I 20-21 di Giorgio Armani, tenutasi alla Milano Fashion Week a porte chiuse a causa del virus Covid-19 (Photo: ioDonna)

Con i negozi chiusi, esplodono gli e-commerce

È passata infatti circa una settimana da quando Giuseppe Conte ha annunciato alla popolazione italiana le misure restrittive anti-Coronavirus pensate per attraversare il periodo che si presume sarà quello del picco della malattia.

Si tratta di un decreto senza precedenti, che ha previsto la chiusura di negozi e locali in tutta Italia -fatta eccezione per gli esercizi commerciali che vendono beni di prima necessità.

In un momento come questo, è importante ingegnarsi ed essere capaci di trovare un lato positivo, seppur piccolo.

La situazione precaria e preoccupante in cui ci troviamo tutti, stimola nei brand e nelle aziende la voglia di agire e reagire in modo costruttivo e utile per rispondere all’emergenza con soluzioni innovative e alternative.

Se in Cina il peggio sembra essere passato e i numeri dei contagiati risultano essere i più bassi mai registrati da inizio epidemia, qui in Italia il contagio sembra essere attualmente entrato nel suo picco.

In questo clima di grande preoccupazione per il futuro prossimo del settore moda, il nostro paese prende come esempio proprio il “modello-Cina” e cerca di imparare da chi attraverso questa tempesta ci è appena passato.

Dunque rispetto delle regole in primis, ma anche sperimentazione.

I grandi retailer online hanno inaugurato live streaming con i brand del lusso che rivendono sulle loro piattaforme: i venditori dei negozi fisici si sono trasformati così in assistenti virtuali, che seguono l’utente-cliente e trasformano il semplice shopping online in una vera esperienza.

E se, con la popolazione costretta ad osservare la quarantena obbligatoria, i negozi chiusi soffrono di un massiccio stop nelle vendite, non si può dire lo stesso proprio dello shopping online.

D’altra parte, è facile immaginare che ore ed ore chiusi in casa possano portare a qualche capatina sul nostro e-commerce preferito, anche solo per un veloce acquisto che possa distrarci per qualche minuto da una situazione davvero difficile da comprendere.

E sembra proprio essere questo ciò che sta accadendo in questi giorni.

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Secondo le rilevazioni condotte da Triboo (partner digitale di numerosi brand del lusso), nei primi due mesi del 2020 le vendite online dei siti gestiti dal gruppo hanno registrato una crescita del +25%: un vero e proprio boom di visitatori.

Dal report si scopre che, paragonando il periodo 21 Febbraio-4 Marzo 2020 con gli stessi giorni dell’anno precedente, la progressione dell’e-commerce è stata del +17%, con picchi del +44% per il comparto Home&Living, del +42% per il Fashion e del +28% per Leather&Goods.

Per quanto riguarda il settore moda, fra i Paesi con il maggior numero di entrate e vendite vi sono Italia, Germania e USA.

Gli articoli più venduti negli e-store in questi giorni? L’outerwear, in particolare sneakers e t-shirt logate, mentre gli altri risultati che vanno oltre le aspettative sono gli zaini in pelle, per quando riguarda il settore pelletteria e i capi in cotone e cashmere per la maglieria.

Incentivo ulteriore agli acquisti online è la spedizione gratuita, un piccolo regalo pensato per i consumatori da numerosi brand: Intimissimi e Calzedonia, per esempio, sono solo alcune delle grandi catene che hanno chiuso i propri negozi fisici ma promuovono questo tipo di promozione sui loro e-commerce.

E che dire di Amazon?

Il colosso delle vendite online sembra non fermarsi mai. Anzi.

Per via dell’altissimo numero di ordini effettuati in questi giorni di quarantena, Amazon aumenta le assunzioni e apre in queste ore la ricerca per 100.000 nuove posizioni di lavoro.

Ma non solo. Il colosso dell’e-commerce apre anche all’ingresso in azienda di coloro che proprio a causa del Coronavirus hanno perso il loro posto di lavoro, ovvero quelle persone che lavorano nel settore dell’ospitalità o della ristorazione e che in un battibaleno si sono trovati di fronte a una porta chiusa fino a data da destinarsi.

Le polemiche chiaramente non mancano. Anche qui in Italia, dove più acquisti online significa anche più fattorini in giro, che dovendo lavorare non possono rispettare la quarantena o le distanze di sicurezza e rischiano ogni giorno di contrarre la malattia o infettare -senza saperlo- altre persone.

Forse, in un momento come questo, sarebbe bene bene fare ognuno la sua piccola parte per il bene comune.

Limitarsi agli acquisti basilari e fondamentali per sé e per i propri cari, così da alleggerire il lavoro di ogni giorno anche a quei lavoratori che purtroppo non possono fermarsi neanche in questo momento così complicato.

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L’archivio digitale di Vogue, disponibile gratuitamente online fino al 13 giugno (Photo: Vogue Archive)

Solidarietà digitale per non fermarsi mai

Se passare tante ore al computer può invogliare ad acquistare e lasciarsi scappare un piccolo regalo per sé stessi, è possibile passare il proprio tempo anche in modo più costruttivo grazie alle tante iniziative che hanno preso vita proprio in questi giorni.

Il sito del governo la chiama “solidarietà digitale”: modi innovativi per informarsi, lavorare, studiare, imparare e comunicare tramite internet.

Una bella idea è, per esempio, quella avuta da Vogue in queste ultime ore.

La testata Condé Nast Italia apre ora gratuitamente (fino al 13 giugno) Vogue Archive: un archivio digitale di moda, un preziosissimo contenitore che racchiude tutta la storia del magazine con ogni singolo numero dal 1964 a oggi. Dalle fotografie agli articoli, fino alle campagne pubblicitarie: tutto catalogato e facilmente consultabile da casa, per alleviare un po’ il peso di questi giorni così pieni di paure.

E anche lo studio non può certamente fermarsi. Anche se non più in un’aula (per ora!) ma dal divano di casa propria, è possibile seguire tantissimi corsi online con insegnanti tra i più prestigiosi al mondo.

È l’esempio di MasterClass, piattaforma nata nel 2015 da una società californiana, che si affida a professionisti noti a livello mondiale per l’assoluta padronanza in specifiche discipline. I docenti sono oltre 80 e la lista annovera nomi come quello di Marc Jacobs, del quale si possono seguire lezioni sul design della moda -con tanto di compiti a casa e svolgimento di lavori individuali che verranno poi valutati a distanza.

Tornando in Italia, un buon esempio è quello di Polimoda, una tra le scuole di moda più famose nel mondo, che in un solo giorno ha dispiegato per gli studenti di oltre 70 Paesi  ben 30 lezioni online sulla piattaforma di e-learning Blackboard, e che il giorno 13 marzo ha organizzato il primo open day da remoto nella sua storia (registrando un numero di adesioni senza precedenti).

Lavorare dal divano con Fashion for Breakfast!

Ma anche noi di Fashion for Breakfast ci siamo attivati per fare qualcosa, nel nostro piccolo.

Crediamo che in un momento come questo sia necessario non fermarsi e trovare nuovi strumenti stimolanti per portare avanti il nostro lavoro, la nostra passione o i nostri studi in modi alternativi che possano farci progredire anche lontani dall’ufficio o da scuola.

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