Milano Fashion Week – prima parte

Un primo assaggio delle sfilate A/I 20-21 più interessanti della Milano Fashion Week

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Un momento della sfilata Settecentesca firmata Moschino (Photo: Estrop/Getty Images)

A Milano si è da poco conclusa la Fashion Week nostrana (tenutasi dal 18 al 24 febbraio).
Un’edizione purtroppo svoltasi quasi in sordina a causa delle contromisure adottate dalla Regione Lombardia per contrastare il diffondersi sempre più repentino del Coronavirus.

La Fashion Week milanese è infatti iniziata con un calo drastico delle presenze, specie degli addetti ai lavori provenienti dalla Cina e dai paesi asiatici, per poi concludersi nel pieno dell’emergenza italiana, con le ultime sfilate che si sono tenute a porte chiuse o che sono state addirittura cancellate.

Va detto: la moda sembra avvicinarsi ad un periodo di profonda crisi, che investirà (e sta già investendo) numerosi settori e la cui portata ed entità sono tuttora da definire.
Ma, tra sfilate annullate e show a porte chiuse (o in streaming), la settimana della moda milanese non si è fermata; non sono mancati i momenti cult e le sorprese delle case di moda italiane che hanno, ancora una volta, incantato il mondo intero con sfilate indimenticabili.

La kermesse ha visto sfilare in passerella i capisaldi dell’eccellenza italiana: da Fendi a Versace, da Bottega Veneta fino a Giorgio Armani. 
Ma anche i nuovi talenti del settore hanno avuto spazio, osservati con un occhio di riguardo dalla Camera della Moda Italiana. Tra i giovani designer che hanno calcato la passerella di Milano spicca un interesse particolare verso l’Oriente (grazie anche all’iniziativa “China We Are With You”, nata per esprimere solidarietà ai creativi cinesi bloccati in patria dal Coronavirus), le cui creazioni sono state mostrate attraverso dirette streaming apposite.

In questa edizione, la moda si è rivelata sempre di più sotto le spoglie di una vera forma d’arte colma di suggestioni e vicina al mondo della performance artistica.
Così troviamo la passerella di Philipp Plein, che si trasforma nella pista di una discoteca del primo decennio del Duemila, con rimandi ai Daft Punk e il luccichio di dettagli cromati presenti nella struttura della passerella e negli abiti di stampo futuristico. Non è mancato anche un sentito omaggio a Kobe Bryant, da poco venuto a mancare in un fatale incidente, con la canottiera dei Lakers su cui campeggia un scintillante numero 24.

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L’omaggio a Kobe Bryant da parte di Philipp Plein (Photo: Pietro S. D’Aprano/Getty Images)

Moschino sceglie invece di mettere in scena un ironico rimando alla frivolezza della corte di Versailles: la sua collezione è fatta di parrucche elaborate, corsetti e un Settecento francese rivisitato in una chiave mai così rock.
Le ormai onnipresenti sorelle Hadid, insieme a Irina Shayk, hanno portato in passerella il mondo di Maria Antonietta in chiave glam, in cui sotto alle voluminosissime gonne spuntano inaspettati stivali cuissardes in una mescolanza di passato e modernità.

Gli spazi dei grandi saloni della nobiltà milanese aprono per l’occasione: Etro e Marco de Vincenzo, hanno fatto sfilare le proprie creazioni rispettivamente al Conservatorio Giuseppe Verdi e allo Scalone dell’Arengario in Piazza del Duomo.
Etro propone una collezione dagli accessori importanti, che gioca con i colori e propone una donna sicura di sé, a metà tra il personaggio di una e quello di un’esploratrice avventurosa.
Marco de Vincenzo invece propone una sfilata luccicante, con pareti a specchio e sfere strobo, presentando una collezione divertente con volumi oversize per colletti, giacche e spille: look orientati alla comodità ma senza scordare lo stile.

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Uno dei temi cari all’edizione appena trascorsa della Fashion Week milanese è, come spesso accade negli ultimi tempi, la sostenibilità.
Se da un lato sono mancati i riferimenti diretti al mondo del green negli allestimenti e nei temi delle collezioni, è evidente che qualcosa sta cambiando dietro le quinte. Forse non così in fretta come ci si poteva auspicare, ma una presa di coscienza è in atto e si sta radicando dei progetti delle maison -soprattutto per quanto concerne la provenienza dei tessuti e il controllo della filiera di lavorazione.

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La mostra “Questione di Pelle” presso lo Spazio Lineapelle a Palazzo Gorani, visitabile durante la settimana della moda milanese (Photo: Questione di Pelle)

In prima fila per la moda sostenibile in questa edizione è stato (inaspettatamente) il mondo della pelle!
Proprio da Lineapelle viene infatti la conferma di quanto il mondo conciario sia attento al tema della sostenibilità e proprio da questa importante fiera arrivano alcune proposte molto interessanti.
Per esempio quella  di Camheelion™, la prima collezione di tacchi personalizzabili e rispettosi dell’ambiente nata dalla collaborazione tra 3M e Tacchificio Villa Cortese. Oltre ad essere raffinatissimi sono anche sostenibili perché rivestiti di pellicole 3M, che consentono di ridurre al massimo gli scarti di produzione.

Ma torniamo al cuore di ogni fashion week: le sfilate! Scopriamo insieme quali sono le passerelle che hanno colpito nel segno.

 

Fendi

Silvia Venturini Fendi riapre le porte dell’eleganza e porta in passerella una celebrazione della bellezza delle donne, in una chiave invincibile e vittoriosa.
A un anno dalla scomparsa di Karl Lagerfeld, che ha guidato il marchio insieme alla famiglia fin dal 1965, la collezione firmata Fendi A/I 20-21 svela una donna femminile ma prima di tutto forte.

Il setting si tinge di rosa, ma i capi che sfilano sono tutt’altro che romantici: il cappotto è lungo e austero, le maniche sono tubolari, quasi spaziali, le cinture spesso sono arricchite da micro bag.
Il rosa dell’ambientazione si mescola a quello degli accessori, come borse a mano rigide, bauletti, stivali a calza, e maxi shopping bag. Le gonne sono a ruota ma rigide grazie all’utilizzo del neoprene, gli abiti invece in pizzo e chiffon trasparente, accoppiati a reggiseni in satin a contrasto.

In collaborazione con il brand londinese di accessori “Chaos”, la maison presenta inoltre una linea di “gioielli tecnologici” e piccoli accessori, offrendo una lussuosa risposta all’esigenza quotidiana di portare con sé i propri oggetti.

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Backstage della sfilata Fendi A/I 20-21 (Photo: Jamie Stoker)

 

Gucci

Con la sfilata A/I 20-21 di Gucci, viene per la prima viene svelata sul palco la parte degli show che solitamente rimane nascosta: il backstage.
Lo stilista Alessandro Michele distrugge il concetto classico di sfilata e mostra al pubblico ciò che avviene nel dietro le quinte, mettendo al centro della location (nel Gucci Hub di Via Mecenate) una enorme struttura al neon che si muove scandendo un ritmo sempre uguale -simile a quello di un metronomo.

A far parte dell’allestimento anche una grande sala che replica in toto la parte del backstage di una sfilata, dove le modelle e i modelli vengono truccati e pettinati. In questo universo rovesciato, gli ospiti sono entrati nella stanza proprio attraverso il backstage, passando dal retro al davanti, trovandosi dinnanzi agli occhi file di specchi illuminati e sedute dove make-up artist ed hair-stylist preparano le modelle.

La collezione è apparsa poi all’interno di una specie di giostra, una struttura circolare con tanto di musica in sottofondo. In questo carosello in vetro, chiuso come una gabbia, una vetrina da ammirare: le modelle ferme con indosso gli abiti della nuova collezione e dietro gli abiti anche gli stilisti, i sarti e gli addetti ai lavori che quegli abiti li hanno creati materialmente.

Dopo un’apertura di show sulle parole di Federico Fellini, in pedana arrivano tutte le ispirazioni di Alessandro Michele: gli anni 70 e i velluti, i colori accessi, le gonne di tulle e le balze, i calzettoni al ginocchio portati con i sandali bambineschi “con gli occhi” -qui rivisitati in versione platform.

E si sono inoltre le scarpe da barca con stampa a fiori liberty e i mini abiti bon ton, i colli e le maniche vittoriane, i jeans sdruciti e i maglioni portati a mo’ di sciarpe su abiti da principesse contemporanee.

Per una sfilata dai tocchi malinconici e fiabeschi che omaggia l’arte del cinema, dello spettacolo, dell’intrattenimento nella sua chiave più teatrale e affascinante.

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L’allestimento stile backstage della sfilata milanese A/I 20-21 firmata Gucci (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Vuoi scoprire insieme a noi quali sono gli altri show che più ci hanno colpito in questa edizione della Milano Fashion Week?
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