Milano Fashion Week – seconda parte

Il nostro report sulle passerelle milanesi, tra femminilità e viaggi nel tempo

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Una modella nel backstage della sfilata milanese firmata Jil Sander (Photo: Jamie Stoker)

Come promesso, ecco pronto la seconda parte del nostro report sulle sfilate A/I 20-21 che più ci hanno colpito in quest’ultima edizione della Fashion Week milanese.

Pronto a scoprire come ci vestiremo tra qualche mese?
Approfondisci insieme a noi le passerelle più interessanti!

Non hai ancora letto la prima parte della nostra analisi? Prima di continuare, aggiornati con il nostro ultimo articolo!

 

Versace

Una collezione esuberante e super colorata: stiamo parlando di quella presentata da Donatella Versace. Il brand della medusa fa sfilare assieme women e menswear per la prima volte, e lo fa in un enorme spazio dove due ali di tribune sono separate da un video-wall sul quale si riflette, in tempo reale, il pubblico seduto proprio lì davanti.

In questo scenario particolare non troviamo più Jennifer Lopez a dare il via alle danze, ma la proiezione di una moltitudine di immagini del viso di Donatella, colta nelle sue mille espressioni diverse.

La stilista ha portato in passerella una collezione brillante, colorata e che si ispira allo stile Eighties.

Grande scelta per quanto riguarda i mini abiti: finto broccato a fantasia floreale e colori super brillanti come il blu elettrico o il verde acido, il fucsia e il rosso, per realizzare vestitini strutturati o -in versione più morbida- con maniche larghe strette da elastici ai polsi. Poi ancora capi realizzati in tessuto metallico a strisce oblique di vari verdi tono su tono o argentati con corsetto semirigido.
In alternativa troviamo anche una dose di fantasia animalier con dettagli in trasparenza o ricamati con mini cristalli, mentre la stessa stampa zebrata (rivisitata) viene riproposta poi su gonne longuette, giacche e abiti lunghi.

Per quanto riguarda le giacche troviamo il tweed e le spalline squadrate, tutto condito da altri dettagli Eighties come le cinture strette in via e gli shorts.
Ma sono presenti inserti in pelle, pellicce ecologiche in stampa animalier, piumini in versione bomber e maglioni coloratissimi a stampe geometriche o floreali.

Una collezione esuberante, piena di colore e soprattutto variegata per quanto riguarda le fantasie dei tessuti. Il focus qui è rivolto, più che alla raffinatezza, al creare look giovanili e freschi che possano immediatamente colpire e catturare il pubblico.

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Nel backstage della sfilata Versace A/I 20-21 (Photo: Jamie Stoker)

 

Moschino

Per la sua sfilata, una delle più attese di tutta la rassegna, il direttore creativo di Moschino Jeremy Scott ho portato il pubblico indietro nel tempo, con uno show sicuramente indimenticabile.

La collezione Autunno/Inverno 2020-21 di Moschino ha catapultato ospiti e modelle nella corte 700esca di Versailles, trasformando queste ultime in moderne Marie Antoinette, tra maxi parrucche e gonne panier ma in una moderna versione mini.

Lo stilista ha preso ispirazione dall’acclamato film “Marie Antoinette”, diretto da Sofia Coppola -non a caso l’invito alla sfilata era una torta glassata (finta) a otto livelli che ricordava parecchio uno dei dolci mangiati dalla “regina annoiata” interpretata da Kirsten Dunst nella pellicola 2006.

In passerella, gli abiti regali e esagerati tipici del Settecento si trasformano e si adattano ai giorni nostri: gonne panier con la struttura in metallo che diventano cortissime, ai corsetti aderenti è stato aggiunto il logo Moschino, i velluti sono stati plastificati, il broccato jacquard viene presentato declinato nei toni dell’arcobaleno, mentre le collane di perle sono abbinate a maxi catene da portare al collo.

Non sono mancati nemmeno i chiodi di pelle, gli stivali cuissardes in fucsia fluo che fanno capolino sotto gli abiti principeschi, i dettagli in denim: per look che ci fanno sognare un’ipotetica Maria Antonietta a passeggio per le strade di una moderna metropoli.

Il look che tutti ricorderemo? Sicuramente il vestito ispirato alle torte a strati e la borsa a forma di croissant, che si rifà alla storica frase attribuita alla regina francese: “Se non hanno pane, che mangino le brioche!”.

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Backstage della sfilata Settecentesca firmata Moschino (Photo: Jamie Stoker)
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Prada

Una collezione “volitiva e realizzata d’istinto”: così Miuccia Prada definisce la sua passerella per la stagione A/I 20-21.

Nell’area del Deposito della torre della Fondazione Prada, che ospita una collezione permanente e alcune delle mostre più interessanti del panorama milanese, è stata costruita una messa in scena semplice ma dinamica. Troviamo una successione di porte che segna il confine tra interno ed esterno, lungo le pareti decori a fiori geometrici spiccano tra gli elementi grafici, ai margini della passerella un bagliore rosso disegna lo spazio e al centro di tutto è posta una statua di Atlante.

In questa suggestiva location, va in scena una sfilata che celebra la forza delle donne e la loro ritrovata femminilità, attraverso le parole chiave “leggerezza, delicatezza, frivolezza e glamour”.

Una collezione fatta di linee precise, a volte quasi austere, che si sposano a trasparenze, spacchi e frange.
Via libera a eco-pellicce, cappotti e cardigan spigati, giacche dalla silhouette esagerata, blazer imbottiti come piumini e maxi t-shirt tecniche, tutto accostato ad abiti smanicati effetto see-through e applicazioni floreali, camicette trasparenti con rouche e gonne svolazzanti al ginocchio.

La palette si dipana tra colori neutri e delicate tonalità pastello: dal nero, cammello e grigio, si va al rosa e al celeste, fino ai tocchi accesi di accessi giallo canarino e verde per i pantacollant e le bralette in maglia.

Spazio anche agli accessori: protagonisti della sfilata sono stati senza dubbio i cerchietti ampi da abbinare agli abiti stile Charleston, le borse maxi (o quelle micro da portare al polso e alla cintura), le scarpe Mary Jane e gli stivali di gomma con carrarmato dai toni pastello.

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Sfilata Prada A/I 20-21 presso la Fondazione Prada (Photo: Prada Official)

 

Alberta Ferretti

La Ferretti mette in campo tre concetti basilari: il daywear, il tailoring e la femminilità. In questa triade, i primi due concetti sono i complementi con cui descrivere la contemporaneità del terzo elemento, che rappresenta un eterno interrogativo.

La stilista ha da sempre basato il suo lavoro sulla consapevolezza femminile, ma questa volta si spinge oltre per assegnare agli abiti il ruolo di ambasciatori di un “daywear sofisticato e sostenibile”: capi che durano a lungo nel tempo, costruiti con tagli, dettagli sartoriali e con maggiore qualità di materiali e di manodopera qualificata -e quindi non schiavizzata nei paesi in via di sviluppo.

Il daywear A/I 20-21 firmato Alberta Ferretti si compone di completi sartoriali che coordinano camicia, giacca, cappotto, pantaloni e spesso anche stivali, tutti realizzati con lo stesso tessuto: un cashmere disegnato con check maschile.

E la stilista torna al tema base della sfilata specificando che “Solo la tradizione assegna alla sartoria maschile e al guardaroba dell’uomo i tagli e i tessuti con i check: non esiste un tessuto o un taglio maschile e altri femminili.”.
Così facendo lancia un invito alle donne a liberarsi dai pregiudizi, a partire dalla materia prima e dagli strumenti che si utilizzano per costruire le immagini.

Infatti, in passerella viene proposta una femminilità sfaccettata: pantaloni in seta lavorata a fil coupé, top e gonne in chiffon e top costruiti con le frange fermate dai ricami, cappotti in shearling, completi in pelle, abiti in tessuti di broccato abbinati a pantaloni in seta moiré.
E ancora, top e gonne in chiffon crudo (una lavorazione che rende lo chiffon ruvido, croccante e sostenuto) e abiti da sera che assumono  la leggerezza di una nuvola grazie alle ruches.

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Sfilata di Alberta Ferretti stagione A/I 20-21 (Photo: Ansa)

Anche per quest’anno, nonostante l’emergenza Coronavirus, la settimana della moda milanese ha saputo regalarci momenti che difficilmente dimenticheremo, tra allestimenti immersivi e salti indietro nel tempo.

E ora? Voliamo a Parigi, per l’ultima delle Fashion Week. Seguila con noi, sempre sul nostro blog!

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