La moda sul piccolo schermo

Come le serie tv più amate si stanno trasformando nelle nuove passerelle

 

old tv scaled - La moda sul piccolo schermo

Anno Domini 2003, in TV debutta “The O.C.”.
E, se nel leggere il numero “duemilatre” hai avuto un brivido di nostalgia lungo la schiena, è possibile che seduto davanti alla tv ci fossi anche tu in quell’anno.

La serie, scritta dall’allora semi-sconosciuto Josh Schwartz, debutta in sordina per poi trasformarsi col tempo in un caso internazionale.
Non solo perché inaugura un fortunatissimo periodo storico per il genere teen drama, traghettando gli appena conclusi “Dawson’s Creek” e “Beverly Hills 90210” verso una nuova era di serie adolescenziali più “reali” (come per esempio la britannica “Skins”), ma anche perché suggella uno sposalizio perfetto tra moda e serie tv.

Molto prima dell’arrivo di “Gossip Girl”, “The O.C.” è uno dei primi esempi in cui un’attrice tv diventa essa stessa veicolo di un marchio, come un manichino che prende vita e presenta al pubblico un capo destinato a diventare l’oggetto del desiderio per schiere di ragazze in tutto il mondo.

Mischa Barton (che nella serie interpreta Marissa) aveva portato sul set di Los Angeles il suo personale approccio “newyorkese” alla moda, intercedendo personalmente per far sì che il suo personaggio vestisse Chanel.
E così, nella terza stagione di “The O.C.” (andata in onda nel 2006), la serie passa agli annali con il vestito firmato dalla storica maison e indossato dall’attrice nella scena del ballo scolastico: è la prima apparizione di un capo haute couture ad un prom televisivo.

Si tratta di uno dei primi tasselli che lastricano la strada comune di moda e piccolo schermo, mondi che iniziano ad avvicinarsi per poi perdere passo dopo passo i propri contorni e fondersi in un nuovo macro-universo.

I brand, che fino a qualche tempo prima prediligevano il grande schermo, reputato da sempre di caratura superiore, iniziano a guardare le serie ideate per la televisione con occhi diversi.
E il perché è presto detto.

Mentre il cinema tende a richiamare a sé per lo più appassionati disposti a uscire di casa e pagare il biglietto per il film tanto atteso, la TV -apparecchio presente in ogni casa, o addirittura in ogni singola stanza- tiene compagnia a tutti, indistintamente: dalla casalinga che guarda distrattamente la sua soap opera preferita mentre cucina, al padre di famiglia che dopo una giornata di lavoro si addormenta sul divano con lo schermo ancora acceso, fino ad arrivare ai ragazzini che tornano da scuola desiderosi di rilassarsi davanti alle storie di teenager che possano rispecchiarli, ma anche (e sempre) farli sognare.

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Uno dei look più rappresentativi del personaggio di Sabrina Spellman, protagonista della serie teen “Le terrificanti avventure di Sabrina” (Photo: Netflix)

È soprattutto in questa terza categoria che trova terreno fertile le spinta questo legame tra case di moda e serie tv.
Marissa di “The O.C.” inizia ad indossare ballerine e polo che diventano il sogno di ogni liceale del mondo e gli uffici stampa dei più grandi marchi lo capiscono e spostano la loro attenzione dai giornali patinati al piccolo schermo, una vetrina dalla massima risonanza sfruttabile per pubblicizzare i propri prodotti.

Da metà degli anni 2000 ad oggi si è assistito all’ufficiale e progressivo ingresso delle serie tv nel mondo dei media d’eccellenza e dei prodotti d’autore (basti pensare ad esempi eclatanti e pluripremiati come “Breaking Bad” o “Game of Thrones”) e quella distinzione che un tempo esisteva tra attori (o contenuti) di serie A e serie B si è fatta sempre più labile.

Le protagoniste delle serie televisive più amate diventano icone al pari delle super modelle.
Blake Lively nel 2008 apre la strada a questa nuova forma di “influencer marketing” del piccolo schermo, indossando nel finale della prima stagione della serie “Gossip Girl” un abito giallo firmato Ralph Lauren che inaugura il contatto diretto tra ufficio stile dei brand e TV.
Ma non si può non citare anche Olivia Pope (personaggio della serie “Scandal” interpretato da Kerry Washington), immediatamente riconoscibile e copiatissimo per le sue stupende borse Prada e i cappotti Max Mara, oppure Robin Wright (l’affascinante Claire Underwood di “House of Cards”) che indossa tubini di Michael Kors e giacche Altuzarra.

Nell’epoca del post sponsorizzato, queste collaborazioni potrebbero essere definite una sorta di “pubblicità soft”, che si lega indissolubilmente allo stile del personaggio e al trend della serie tv del momento: un modo più sottile per veicolare prodotti facendoli entrare silenziosamente nel quotidiano di tutti.

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L’attrice Blake Lively interpreta Serena van der Woodsen nella serie “Gossip Girl” e indossa un abito firmato Ralph Lauren (Photo: Warner Bros Productions)

La cosiddetta “moda televisiva” trasforma così gli attori in influencers ed esula da quella stagionalità rigida che contraddistingue i tempi impostati della moda delle passerelle, creando quasi una nuova forma di sfilata, più variegata e improntata sull’azzardo delle tendenze che verranno.

E qual è il risultato di queste “vetrine in movimento” sul mercato della moda?
Pinterest e Lyst hanno calcolato il peso retail delle fiction più amate del 2019, da titoli come “Big Little Lies” a “Stranger Things”, individuandone i personaggi più influenti.

L’analisi ha preso in esame le ricerche e gli acquisti dei consumatori che fanno shopping on-line (elementi tracciati da Lyst) e le ricerche dei “pins” effettuati sulla piattaforma Pinterest.
Analizzando 360 milioni di utenti al mese da ogni parte del mondo e 5 milioni di prodotti moda ricercati, Pinterest ha stilato una lista delle serie più ricercate e amate, mentre gli analisti di Lyst hanno poi identificato i trend dei capi d’abbigliamento presenti nelle varie serie tv.

Dai risultati, il personaggio che risulta aver avuto il maggiore impatto sulle scelte degli utenti è quello di Villanelle della serie “Killing Eve”, che ha fatto tendenza indossando l’ormai iconico vestito rosa della stilista Molly Goddard.

Al secondo posto sul podio troviamo Sabrina Spellman, protagonista della serie teen “Le terrificanti avventure di Sabrina” (remake della serie “Sabrina, vita da strega” andata in onda per la prima volta nel 1996).
I suoi outfit dallo stile preppy hanno colpito nel segno diventando una fonte d’ispirazione per i look autunnali di milioni di giovani fan, come dimostrano le ricerche in merito effettuate su Pinterest (aumentate del 7.450 %) e i picchi di crescita di gonnelline scozzesi ispirate agli abiti della streghetta.

Medaglia di bronzo al personaggio eccentrico di Renata Klein (interpretata da Laura Dern nella serie “Big Little Lies”): una donna d’affari che si contraddistingue per i pantaloni dal taglio impeccabile, la collezione di borse di lusso e il suo guardaroba sontuoso.
I capi e gli accessori apparsi nella serie vengono salvati sempre più spesso su Pinterest, ma è l’abito Zodiac color rosso rubino e firmato Roland Mouret (indossato dall’attrice nella seconda stagione) a far schizzare alle stelle le ricerche: un 87% su Lyst.

Scorrendo la classifica, i nomi sono ancora tanti: Veronica Lodge (di “Riverdale”) che fa registrare il sold-out fulmineo di un cappotto a quadri firmato Topshop, poi ancora la tuta nera indossata dalla star di “Fleabag” Phoebe Waller-Bridge, che ha portato ad un incremento del 460% nelle ricerche Pinterest, oppure Eric Effiong (di “Sex Education”), a cui va il merito di aver incrementato le ricerche di sneakers Nike Pg 2 del 14% dopo averne indossato un paio color viola fluo in un episodio della serie.

È evidente che tutti questi sempre più numerosi esempi, forse meno inarrivabili rispetto alle super modelle che sfilano in passerella, sono ormai diventati un punto di riferimento per i nostri acquisti fashion.
Il consumatore non compra più un semplice capo, ma abbraccia il personaggio che lo indossa nella sua totalità e vuole replicarne lo stile scegliendo accuratamente colui (o colei) che più rispecchia il proprio carattere e i propri gusti.

The OC outfit - La moda sul piccolo schermo
L’attrice Mischa Barton (Marissa Cooper nella serie “The O.C.” indossa un abito Chanel al prom scolastico

A rendere più facile questo lavoro certosino di ricerca di outfit nella giungla di internet, arriva -come spesso accade- la tecnologia.
Nello specifico, un’app: Spotern, piattaforma ideata da una start-up francese con lo scopo di far collimare i mondi del cinema, della TV, della moda e di Instagram.

Spotern permette ai suoi utenti di aiutarsi l’un l’altro, cercando e trovando vestiti, accessori e prodotti apparsi in film e serie, per poi poter effettuare in modo mirato i propri acquisti e riprodurre i look più amati.

L’idea nasce dal desiderio del fondatore (Nicolas Brunet) di trovare un piumino invernale simile a quello indossato da Daniel Craig nel film “Millennium” del regista David Fincher, ed è così che comincia a prendere forma quello che adesso è un enorme archivio di vestiti e oggetti: più di 170mila pezzi.

Un po’ come una Wikipedia della moda, l’app Spotern non lavora tramite un’intelligenza artificiale, ma bensì collettiva: sono i fan e gli appassionati stessi che si divertono a trovare i modelli e condividere agli altri utenti i link di Amazon, eBay o altri e-commerce.

Il risultato? Un interessante insieme di dati grazie ai quali si possono ottenere informazioni preziose sulla pubblicità indiretta: spesso non sono i capi più mostrati in video a diventare i più desiderati, ma dettagli apparsi velocemente in una scena (come il caso di un orecchino indossato da un personaggio secondario della serie “Stranger Things”).

Come a dire: alla fine, la moda rimane sempre imprevedibile.

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