La storia di rivalsa di Olivier Rousteing

Dall’orfanotrofio a direttore creativo di Balmain: l’uomo dietro la rinascita della maison

rousteing - La storia di rivalsa di Olivier Rousteing
Kendall Jenner, Olivier Rousteing e Jourdan Dunn (Photo: Balmain x H&M)

Nel 2011, a soli 25 anni, un ragazzo varca la soglia della maison Balmain.
E la stravolge.

Quel ragazzo si chiama Olivier Rousteing e, inizialmente, nessuno sembrava così incline a scommettere sul suo successo.
Ma, come spesso accade nelle appassionanti storie di rivalsa che leggiamo nei libri e vediamo nei film, alla fine quel ragazzo ha vinto i dubbi di tutti traghettando Balmain verso una nuova identità vincente.

La storia della sua vita ha uno di quegli inizi difficili, che immediatamente ci portano ad empatizzare con il protagonista.

Il suo inizio è ambientato in un orfanotrofio, dove viene lasciato nel settembre del 1986 a soli 7 giorni di vita, poi, a 5 mesi, lo adotta una coppia di modeste origini e proveniente dal sud-ovest della Francia.
Si tratta di Lydia, di professione ottica, e Bruno-Jean, dirigente portuale: sono i genitori adottivi che lo coccoleranno e ameranno senza pregiudizi, nonostante il contesto borghese e conservatore della zona di Bordeaux.

La mancanza della figura dei genitori naturali però non grava sulla determinazione del giovane Olivier, il quale, appassionatosi di moda già in tenera età, abbandona al primo anno gli studi in legge intrapresi inizialmente per conseguire il diploma in fashion design alla prestigiosa École Supérieure des Artes et Techniques de la Mode di Parigi.

L’obiettivo chiaro in mente: diventare un designer di successo.

Per farlo, sceglie la qualità e il fascino della moda italiana e a soli 18 anni si trasferisce in Italia, prima a Roma e poi a Firenze, città dove intraprenderà uno stage da Roberto Cavalli.

L’amore per il suo lavoro e per il gusto italiano, assieme alla fruttuosa vicinanza con il designer Peter Dundas, lo portano subito a spiccare nel suo ambiente professionale e in breve tempo viene promosso a capo della collezione donna prêt-à-porter.

Balmain sfilata - La storia di rivalsa di Olivier Rousteing
Olivier Rousteing sfila in passerella in conclusione della sfilata P/E 20 a Parigi

Nel 2009, forse per via di un richiamo della sua anima francofona, torna in patria, a Parigi, dove entra a far parte del team stilistico di Balmain nel ruolo di assistente dell’allora direttore creativo Christophe Decarnin.

Passano 2 anni e ne prende il posto. È la svolta.

Ma Rousteing ha solo 25 anni e per molti viene reputato non all’altezza di quel ruolo, fuori luogo, con uno stile insolente, troppo volgare per l’eredità elegante lasciata alla maison dal fondatore Pierre Balmain.
Poi arrivano i numeri a far tacere tutte quante le perplessità.

Sono numeri importanti, che segneranno la svolta del brand e che metteranno in evidenza una volta per tutte la forza rivoluzionaria di Rousteing.

Nel 2016, la casa di moda realizza un turnover di 125 milioni di euro, mentre nel 2017 il giro di affari cresce del 15%, arrivando a circa 155 milioni di euro.
In un fortunato lampo d’intuizione, il brand Balmain viene acquisito da Mayhoola for investments (già azionista di riferimento di Valentino) ed è in questo quadro favorevole che si inserisce anche, come una vera ciliegina sulla torta, l’inaugurazione del flagship milanese in Via Montenapoleone: uno spazio di 28o metri quadrati pensato proprio da Rousteing per ricreare l’atmosfera di un hotel particulier parigino.

Un talento poliedrico, moderno e originale dunque, ma non privo di una sapienza tecnica acquisita nei suoi primi anni trascorsi in Italia.
È lì che ha iniziato ad avvicinarci al mondo della sartorialità italiana, fatta di tessuti, stampe, pellami e ricche di lavorazioni che hanno poi costituito la base delle sue collezioni future.

Collezioni che traducono quella maestria artigianale nella costruzione delle giacche, nelle texture preziose e soprattutto nei party dress -capi chiave immancabili in ogni sfilata firmata Balmain.

Complice il suo amore per il mondo del web, dei social network e della comunicazione (al punto che spesso cura lui stesso le sue campagne pubblicitarie), Rousteing è stato capace di regalare alla maison Balmain una patina mainstream, portandola sul palcoscenico dei social grazie anche all’apporto fondamentale di figure di spicco del mondo dello spettacolo, come Kendall Jenner, Rihanna e Beyoncé (che ha scelto proprio lui per i suoi look del Coachella Festival 2018).

balmain beyonce - La storia di rivalsa di Olivier Rousteing
Alcuni dei look creati da Balmain per il concerto di Beyoncé all’edizione 2018 del Coachella Festival (Photo: Balmain)

Impossibile non citare anche Cara Delevigne, modella nonché musa e amica dello stilista, che nel 2019 ha collaborato con lui e Puma nella costruzione di una capsule collection esclusiva ispirata al mondo della boxe, dove la preziosità dell’alta moda, l’irriverenza di Cara e le prestazioni del celebre brand di sportswear si mescolano in un equilibrio perfetto tra sport e moda.

Una collaborazione che ha sicuramente contribuito ad avvicinare la maison alle generazioni più giovani, aspetto di fondamentale importanza per Rousteing -attivissimo sui social e immerso nella cultura web già dai tempi della scuola Parigi.

A testimoniarlo, la forte presenza del brand su TikTok, piattaforma esplosa nel 2019 che è passata in dall’essere un social network di creazione video per la Generazione Z a trasformarsi nello strumento più utilizzato dai brand di tutto il mondo per farsi pubblicità in modo efficace al pubblico più giovane.

Balmain è stato il primo marchio haute couture ad individuare l’enorme potenziale di questo social, che permette di veicolare l’alta moda attraverso uno strumento giovane e divertente, divenuto ora il mezzo principale utilizzato per mostrare le capsule collection, gli accessori e le novità della maison in modo creativo e immediatamente assimilabile al mondo dei più giovani.
Anche Rousteing stesso, sempre al passo coi tempi, ha un suo profilo personale su TikTok, dove è possibile seguirlo da vicino nel suo lavoro di direttore creativo.

Per avvicinare ancora di più il brand ai giovani e al grande pubblico, lo stilista studia bene le sue collaborazioni e nel 2015 sceglie la catena di fast-fashion H&M.
Nella collezione in edizione limitata che realizza con il brand svedese, si mixano haute couture e streetwear, aggiungendo allo stile unico di Balmain l’aspetto pop conferitogli dai legami stretti tra Rousteing e lo show business -personaggi che possono sicuramente contribuire ad un ampliamento del pubblico, facendo leva sulle figure più seguite sui social da Gen Z e Millenials.

Ad oggi, Olivier Rousteing si riconferma uno dei talenti più originali e carismatici nel panorama del fashion internazionale, esattamente come ha dimostrato due giorni fa con la sfilata “Balmain sur Seine”.
Una sfilata organizzata dallo stilista nel cuore di Parigi, su un battello che ha attraversato la Senna trasportando un piccolo gruppo di modelle e ballerini per presentare la collezione in modo unico attraverso una serie di performance speciali (tra le altre, quella della cantante francese Yseult).

Balmain sulla Senna - La storia di rivalsa di Olivier Rousteing
La sfilata “Balmain sur Seine” a Parigi organizzata da Rousteing per promuovere la nuova collezione (Photo: Edward Berthelot/Getty Images)

Insomma, quel ragazzo, che sembrava così segnato da un inizio difficile, è riuscito nell’impresa di arrivare al vertice, facendo piazza pulita dei dubbi e dei pregiudizi che lo riguardavano.
La sua è la storia di un vero ragazzo prodigio. O per meglio dire un “Wonder Boy”, una definizione diventata anche il titolo del documentario (prodotto da Studio Canal e diretto da Anissa Bonnefont) sulla sua vita: un ritratto intimo che non si sofferma sul suo lavoro, ma bensì sceglie di esplorare le vicende personali dello stilista mentre va alla ricerca dei suoi genitori biologici.

Al suo talento e alla sua ambizione costante, si devono collezioni sanno essere sexy, femminili, piene di dettagli minuziosi e di quella ricchezza italiana, a volte eccessiva e lussuosa, che lo stilista è riuscito a trasferire nei codici haute couture della maison francese. Gli archivi storici e la sartorialità sono le ispirazioni basilari e imprescindibili che caratterizzano oggi lo stile del marchio, uno stile che il designer ha rivoluzionato dandogli nuova linfa vitale e che reinventa ogni volta senza mai tradirne le origini.

 

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