Alternative Payments: rivoluzione nello shopping online

Rate e agevolazioni online trasformano le abitudini del consumatore del 2020

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Come cambiano i modi di fare acquisti post-pandemia?
Come si possono avvicinare consumatori, ora più che mai spaventati dal futuro, ad acquistare di nuovo?

Sono le domande alle quali vogliamo trovare risposta con l’articolo di oggi.

Se è vero che durante i mesi passati in quarantena lo shopping di beni superflui non era certo in cima alla lista dei pensieri di tutti, è altrettanto vero che proprio in quei mesi passati tra le mura domestiche si è verificata un’impennata decisiva nel mondo degli acquisti online.

Comodità, noia, negozi chiusi o forse solo il desiderio di farsi un piccolo auto-regalo per staccare da un difficile presente: ecco alcuni dei motori alla base di questa impennata.
Ma cosa succede adesso che i negozi fisici hanno riaperto? L’e-commerce è ancora la prima scelta del consumatore?

Con passeggiate di shopping  che ora coinvolgono gel igienizzante, mascherine, guanti e distanziamento (non sempre possibile) nei negozi, la spesa su internet sembra essere la cosa più sicura -sia per i beni di prima necessità, sia per togliersi qualche sfizio.
Ma qualcosa cambia. Nei consumatori c’è la necessità di spendere in modo consapevole e poter usufruire di un certo livello di sicurezza nel momento in cui si sceglie di fare una spesa consistente.

E così, i marchi grandi e piccoli pensano a nuove metodologie di vendita online che possano invogliare il cliente a comprare come prima -se non addirittura di più.

Sono sempre di più i servizi che permettono di rateizzare i propri acquisti sul web, talvolta offrendo la possibilità di optare per rate mensili che si estendono addirittura per un periodo di 3 anni.

Ma come accolgono i consumatori queste nuove opzioni, quando se le trovano davanti nella schermata di check-out del loro e-commerce di fiducia?

Secondo molti rivenditori, la pandemia è stata un vantaggio per le società di pagamento rateale: le persone sembrano tendere a spendere cifre più consistenti quando sanno che non dovranno sborsare tutto subito.

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Già da prima dello scoppio della pandemia c’era chi, tra i colossi dell’e-commerce, stava introducendo piani “acquista ora, paga dopo”, sia nel mondo della moda di lusso che in quello della fast-fashion.

Un esempio è Zalando, che, già a inizio 2019, ha introdotto due nuove funzionalità molto innovative per quel periodo -soprattutto per quanto riguarda il panorama del commercio online italiano.
Una è il bonifico bancario anticipato, che consente al consumatore di posticipare di 18 giorni i pagamento della merce scelta, mentre la seconda è il conveniente “prova prima, paga dopo”, con cui l’utente può effettuare l’ordine, provare la merce ricevuta e pagare solo ciò che decide di tenere (restituendo il resto in modo gratuito).

Una rivoluzione? Così pare, se consideriamo il numero sempre crescente di piattaforme e start-up che offrono servizi di pagamento rateizzato e agevolato ai più disparati marchi e siti.

Prima tra tutte Klarna, app svedese che si pone come intermediario tra acquirente e venditore negli acquisti online, permettendo il pagamento della merce solo dopo la sua ricezione.

L’idea è semplice ma geniale: cliente e venditore possono affidarsi totalmente a Klarna, che si assume i rischi di un’eventuale insolvenza e calcola l’indice di rischio grazie ad un algoritmo che valuta la solidità del cliente con una serie di domande relative alla sua identità.
Grazie al suo sistema, Klarna conta ora 60 milioni di utenti in tutto il mondo, con 1 milione di transazioni elaborate ogni giorno online e in negozio.

È un’app che sembra fare centro soprattutto tra Millenials e Gen Z, fasce di utenti più giovani che si sentono più tutelati nei loro acquisti e che dispongono inoltre delle capacità digitali per comprendere e utilizzare al meglio i nuovi piani di pagamento che gli vengono proposti.

Con Millennial e la Gen Z, la “shopping journey” inizia e finisce prevalentemente su mobile e deve essere caratterizzata da velocità, assenza totale di ostacoli o rallentamenti e deve soprattutto saper assecondare i bisogni e le necessità legate a stili di vita diversi.
Oltre a questo, i Millennial e la Gen Z sono consumatori molto più consapevoli con aspettative molto più alte, soprattutto quando si parla di potere di scelta, quindi è importante per loro avere il pieno controllo sul metodo di pagamento per decidere in autonomia quando e quanto pagare.

In una società caratterizzata dalla necessità di avere tutto e subito (la cosiddetta “expectation for immediacy”) è fondamentale proporre soluzioni che possano permettere la gratificazione istantanea: una caratteristica che sembra descrivere in toto proprio i sistemi di pagamento alternativi, grazie ai quali puoi avere subito la merce che desideri tra le mani, senza il pagamento anticipato.

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Klarna è l’app svedese che permette di pagare in un secondo momento o rateizzare la merce acquistata online (Photo: Mollie)

Insomma: prima il piacere, poi il dovere.

Ma Klarna contribuisce anche a incrementare le entrate per i suoi partner di vendita al dettaglio: coloro che accettano pagamenti a rate sui loro e-commerce hanno registrato un aumento del 68% nel volume dei loro ordini medi.
I rivenditori già presenti a bordo? Nomi leader in diversi settori, come H&M, Ikea, Nike, Zara, Sephora e tanti altri (secondo Klarna, almeno altri 1000 sembrano in procinto di attivare il servizio di pagamento rateizzato sui loro shop online).

Ma sono diversi i servizi di questo genere che sembrano aiutare i piccoli e grandi marchi a mantenersi a galla in un periodo così difficile per l’economia.
Asos per esempio ha iniziato proprio nel periodo della pandemia ad affidarsi a Afterpay, azienda con sede a Sidney che ha registrato il doppio delle entrare rispetto all’anno scorso, mentre Oscar de la Renta è nuovo cliente di Affirm, piccola start-up di San Francisco.

Possiamo riassumere questi servizi con una definizione che li raccoglie tutti: “Alternative Payments” (o “Alternative Payment Methods” – APM).

Una definizione che ci fa pensare subito a PayPal, la società americana nata all’inizio del 2000 che ha contribuito in maniera sostanziale a rivoluzionare il nostro modo di fare acquisti online e a semplificare il trasferimento di denaro tra privati. Il tutto solo inserendo e-mail e password, eliminando così il lungo e macchinoso inserimento di dati bancari e garantendo una maggiore sicurezza.

Un procedimento dimezzato e semplificato che ora ci sembra normale e già noto, ma che ai tempi rivoluzionò -forse senza che ce ne accorgessimo- i processi di pagamento online.
E nel futuro? Sarà questa la norma?

Sembra proprio di sì. La direzione intrapresa propende per un futuro dove non solo i pagamenti online saranno sempre più semplici e intuitivi, ma le banconote e le carte spariranno per lasciare spazio ad applicazioni che velocizzeranno ulteriormente le transazioni.

Una rivoluzione che è iniziata proprio con l’arrivo del Covid-19. Secondo uno studio, tra marzo e aprile 2020 le botteghe e i piccoli negozi di quartiere hanno più che triplicato i pagamenti digitali, con punte del +350%. E, tra le sole farmacie, le vendite di apparecchi POS portatili sono aumentate del 300%.

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I clienti stanno scoprendo il piacere di un’esperienza di acquisto diversa, che limiti al massimo i contatti e li faccia sentire tranquilli in un periodo in cui non si fa che parlare di corretta igiene e distanziamento.
Si fa largo per esempio il “click & collect”, che permette di comprare online o al telefono, pagare via web e andare a ritirare la merce nel punto vendita vicino a casa, ma soprattutto esplodono (anche tra chi non aveva mai provato prima) i modi per saldare cashless (cioè senza contanti) e contactless, evitando ogni contatto.

È il panorama in cui si inseriscono app come Google Pay, Samsung Pay o Apple Pay, che permettono letteralmente di trasferire la propria carta di credito sul cellulare o sullo smartwatch e pagare avvicinando l’oggetto al POS senza bisogno di digitare il Pin.
Satispay è l’app che fa ancora un ulteriore passo in vanti, bypassando i circuiti classici delle carte di credito e permettendo di pagare nei negozi convenzionati (ormai arrivati a 100.000) avvicinando il telefono al QR code personale dell’esercente e digitando l’importo.

Lo shopping del futuro potrebbe fare il salto definitivo e passare dai social network: FacebookPay funziona già negli Usa, pronto a sbarcare nel resto del mondo (Europa compresa), mentre Zuckerberg ha appena battezzato e lanciato in Brasile un sistema simile tramite WhatsApp.
L’intenzione è permettere a miliardi di persone di pagare direttamente dai loro social con un solo tocco e gratuitamente.

Insomma: il futuro sembra essere una porta spalancata su una moltitudine di strade aperte.
Se la strada intrapresa dal consumatore di domani è quella della consapevolezza, non resta che sperare che questa possa camminare di pari passo con soluzioni innovative che vadano incontro ad esso facendo sentire sicuri anche i negozianti. Per un futuro un po’ più facile per tutti.

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