Com’è andata la London Fashion Week?

Scopriamo le sfilate più interessanti della London Fashion Week post-Coronavirus

copertina LFW - Com'è andata la London Fashion Week?
La collezione sostenibile “ReM’Ade” di Marques’Almeida presentata alla LFW e realizzata con tessuti riciclati o fine serie (Photo: Marques’Almeida)

Lo abbiamo già detto: tutto è cambiato.
Il Coronavirus e la sua scia di sconvolgimenti e insicurezze ha impattato con forza anche sul mondo moda, che ha risposto cercando da subito nuovi mezzi di espressione.

Anche Londra e la sua Fashion Week non sono immuni dalle nuove restrizioni date dalla pandemia ed è per questo motivo che l’edizione 2020 appena trascorsa verrà sempre ricordata come diversa da tutte quelle che l’hanno preceduta.

Innanzitutto, a segnare profondamente la rassegna è stato il nuovo regolamento approvato dal primo ministro britannico Boris Johnson: vietati i raduni che coinvolgono più di sei persone.
Un problema, se consideriamo il numero di persone che (in situazioni di normalità) sono coinvolte nello svolgimento di una sfilata.
E, sebbene questa norma non si applichi alle arti dello spettacolo e agli eventi di moda fisici, l’atmosfera di tensione e preoccupazione causata dall’aumento di contagi e dalle costanti restrizioni non crea certo una situazione ideale allo svolgimento di eventi nati per essere “sociali”.

Da qui, la necessità (come per le altre Fashion Week) di mescolare nel miglior modo possibile fisico e digitale, per regalare a pubblico e professionisti un’edizione che conservi almeno un po’ della magia dei fashion show.

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Ma, dopo l’esperimento fallito pensato dal British Fashion Council per trasformare la London Fashion Week in una vetrina fruibile esclusivamente online, Londra risponde con coraggio alla crisi sanitaria e sceglie di mantenere in scaletta diversi eventi fisici dal vivo.

Al contrario della Fashion Week di New York (un’edizione prettamente digitale), la capitale britannica ha infatti presentato un programma dove su 81 designer ben 31 hanno incluso una “sorta” di componente fisica nelle loro presentazioni.

Alcuni nomi? Burberry, punta di diamante dell’edizione, che ha aperto le danze con uno show pubblico nella campagna inglese – una location scelta proprio insieme al British Fashion Council, nel pieno rispetto delle norme sanitarie imposte dal governo.
E poi Victoria Beckham, che ha proposto uno spettacolo intimo riservato a pochissimi, ma pur sempre fisico, e infine l’opzione che è risultata essere la più gettonata: l’appuntamento a numero chiuso su invito, sul quale è ricaduta la scelta di brand come Simone Rocha, Christopher Kane, Molly Goddard e altri.

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Collezione P/E 21 di Christopher Kane, presentata alla LFW (Photo: Christopher Kane)

 

Burberry

Partiamo proprio da Burberry, brand chiave della Fashion Week britannica, che ha avuto l’onore di inaugurare in un modo tutto nuovo questa strana edizione con una sfilata trasmessa online sul servizio di video in streaming Twitch: una prima volta assoluta per la casa di moda.

Lo show, nato dall’immagine di un’estate inglese che trasporta ricordi di sabbia e acqua sui capi, si inserisce nel contesto poetico e inedito di una splendida località boschiva.

In questa estate immaginaria, Riccardo Tisci si è immedesimato in un solitario guardiano del faro, che osserva da lontano la storia d’amore romantica e impossibile tra una sirena e uno squalo, vissuta tra oceano e terraferma.
La sua collezione, dall’evocativo nome “In Bloom”, è infatti un inno alla natura sotto forma di abiti: parte dal potere ancestrale delle forze naturali e arriva al concetto di rigenerazione costante, un concetto perfettamente rappresentato dall’acqua e dal suo fluire, oltre che dal simbolo ricorrente del cerchio.

Dopo un lockdown trascorso nel contesto rurale della sua casa di famiglia nei pressi del Lago di Como, Tisci ritorna al lavoro con una maggiore sensazione di vicinanza con la natura e un senso di gratitudine verso il suo lavoro: quelle ancore che lo hanno mantenuto saldo e forte anche nel caos e nell’ansia portati dalla pandemia.

I look femminili, mistici e naturali, uniscono forza e delicatezza: troviamo tulle e chiffon per i dettagli, calze tempestate di cristalli e -ovviamente- i trench che omaggiano il fondatore Thomas Burberry.
Per gli uomini invece vengono proposti capi robusti, connotati da una forte impronta utility: finiture gommate per giacche e pantaloni (questi ultimi ispirati a quelli dei pescatori), capi sagomati, denim resistente e completi blu scuro.

La palette è infatti un vero tuffo nell’estate: blu e azzurro per il mare, beige che ricorda la sabbia e rappresenta il cuore del marchio e infine tocchi di arancio allegro e solare.

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Modelli sfilano nei boschi per la presentazione della collezione “In Bloom” di Burberry alla LFW (Photo: Vogue)

 

Victoria Beckham

Victoria Beckham ha optato per una sfilata reale, ma senza pubblico.
O meglio, quasi senza pubblico.
A supportarla nella presentazione della sua collezione P/E 21 era infatti presente la sua famiglia (quasi) al completo: unici spettatori di una sfilata semplice e minimal che ha rispettato tutte le norme di distanziamento sociale imposte dal Covid-19.

In scena, una collezione composta da soli 20 look, tutti estremamente curati nei dettagli.
I protagonisti assoluti sono stati senza dubbio i pantaloni a zampa, caratterizzati da volumi over e spacchi laterali: quasi delle vere e proprie gonne fluttuanti e iper femminili.

La forma a zampa e i colori scelti, come il verde mela e il crema, denotano un mood anni ’70 che si ripercuote poi sull’intera collezione: abiti midi dalle linee pulite e semplici, completi dal taglio maschile e pantaloni in denim a campana dalla vita bassa.

Usando le parole della stessa designer, la collezione vuole essere un inno alla libertà, alla voglia di essere in tutto e per tutto se stesse tramite abiti che possano vestire una donna “reale” nella sua quotidianità, con tutte le caratteristiche che da sempre rendono immediatamente riconoscibile il brand.

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Una modelle sfila durante la presentazione della collezione P/E 21 di Victoria Beckham alla LFW (Photo: London Fashion Week)

 

Molly Goddard

È durante il lockdown che Molly Goddard inizia a creare la sua collezione P/E 21, pervasa da una sorta di obbligo che le imponeva di optare per semplicità, linee pulite e uno stile chic.

Poi, arriva il cambio di rotta.
La designer decide di dare una svolta netta alla collezione e di improntarla invece su colori vivaci e briosi, texture, contrasti e elementi romantici che irrompano con ironia e allegria nel periodo colmo di preoccupazioni che tutti stiamo vivendo.

La scelta della designer per la sua presentazione è ricaduta su uno show pre-registrato, andato in onda in seguito il 19 settembre sul sito del British Fashion Council.
La location è proprio lo studio della Goddard: un’ex fabbrica di ombrelli ad Est di Londra, dove le grandi finestre e la passerella (da poco installata) diventeranno in futuro elementi chiave delle sue sfilate – confermando la tendenze dalla stilista a trovare ispirazione nell’ambiente che la circonda, focalizzandosi su ciò che conosce meglio e che più le sta vicino.

La collezione esplode di colore: troviamo tinte come verde erba, rosa magenta, arancione acceso e giallo che spiccano sullo sfondo bianco e minimale della location.

Gli abiti, simili a quelli delle bambole, sono voluminosi e composti da tulle e volant, con ruches che circoscrivono le gonne.
Troviamo slip dress dalle linee a trapezio, top a strisce e incursioni di denim con decorazioni floreali delicate che sembrano dipinte a mano.

Tra gli accessori spiccano borse lavorate all’uncinetto, in pelle verniciata o in nylon, tutte connotate da forme morbide e rilassate, ma a spiccare sono loro: le scarpe.

In occasione della London Fashion Week, la stilista ha svelato la sua collaborazione con UGG, portando in passerella le sue personali interpretazioni dei classici stivali australiani.
Sono versioni che parlano di nuove esigenze di comodità e uniscono lo spirito di entrambi i brand: troviamo il classico mini stivaletto arricchito da fiori a contrasto, una pantofola di pelo caldo e arruffato e una zeppa colorata che diventa quasi la protagonista della collezione.

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Molly Goddard porta in passerella le sue calzature realizzate in collaborazione con UGG (Photo: Jason Lloyd Evans/UGG)

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