Parigi chiude queste strane Fashion Week

La Paris Fashion Week fa calare il sipario su un’edizione delle Fashion Week mai vista prima

FW covid19 - Parigi chiude queste strane Fashion Week
Nei backstage degli show della Paris Fashion Week vengono rispettate le norme anti Covid-19 (Photo: Showbit-Mondadori Portfolio)

New York, Londra, Milano e infine Parigi.
Ultima ma non ultima, la Ville Lumière mette il punto finale al periodo delle Fashion Week.

Con questa città si chiude infatti il mese dedicato alle presentazioni delle collezioni P/E 21, un mese sicuramente anomalo che sarebbe stato per tutti inimmaginabile prima della pandemia che ha stravolto il mondo.

Il mese delle Fashion Week appena trascorso ha infatti visto i designer più forti del mondo moda alle prese con show virtuali, passerelle con distanziamento sociale e nuovi mezzi comunicativi per presentare le proprie creazioni.

Rispetto alle Fashion Week che l’hanno preceduta, l’edizione parigina sembra essersi svolta in un modo leggermente diverso.
In particolare c’è qualcosa ha stupito pubblico e professionisti, sollevando aspre critiche soprattutto dagli americani: si tratta della decisione di optare per un palinsesto piuttosto tradizionale, nella maggior parte dei casi, con sfilate classiche in presenza ritenute da alcuni addirittura “sprezzanti”.

La colpa del designer sarebbe infatti quella di non aver saputo rinunciare al classico fashion show al quale erano (ed eravamo) abituati, nonostante l’emergenza Coronavirus che registra un’aumento globale dei casi di positività.

Secondo molti, la pandemia dovrebbe essere un’occasione per slegarsi totalmente dal passato e pensare a qualcosa di nuovo che possa rispecchiare i tempi e rispettare cicli più naturali e vivibili.
Se è vero che alcune storiche case di moda sono sopravvissute a guerre e crisi economiche, questa volta l’impatto potrebbe essere decisivo per il loro futuro: i segnali evidenziano una situazione in cui brand di lusso e fast fashion si rincorrono, avvalendosi di manodopera a basso prezzo per produrre a un ritmo sfrenato con un costo umano e ambientale troppo alto, soprattutto ora che, con il lockdown e la lunga permanenza forzata in casa, molte persone si sono rese conto di avere gli armadi pieni di vestiti inutili.

E il tema delle sfilate, in questo scenario, è un tema sempre più caldo.
Le aziende hanno infatti il compito di guidare questo cambiamento, facendo scelte etiche a partire proprio da una calendarizzazione delle sfilate che segua il naturale corso della creatività senza attenersi a rigidi schemi prestabiliti ormai inadatti ai tempi (difficili) che corrono.

front wor miu miu - Parigi chiude queste strane Fashion Week
Il front row digitale della sfilata Miu Miu (Photo: Miu Miu P/E 21)

Dal 28 settembre al 6 ottobre sono stati un’ottantina i brand che hanno svelato a Parigi le loro collezioni, con ben 19 maison che hanno deciso di sfilare offline sfidando il virus: tra di essi, nomi come Dior, Hermès, Louis Vuitton, Chanel, Chloé e Balmain.

A preferire invece il digitale e la presenza online sono stati, per esempio, Givenchy, Giambattista Valli, Maison Margiela e Balenciaga.

Virginie Viard, erede di Karl Lagerfeld e ora al timone di Chanel, è tra quei nomi che hanno deciso di mantenere viva l’emozione della passerella (seppure con le dovute misure di sicurezza) e lo ha fatto con una sfilata reale, anche se ben lontana dai classici allestimenti spettacolari ai quali la maison ci ha abituato.

Quest’anno la pandemia ha infatti spinto gli allestitori verso un nuovo minimalismo scenico, mentre la componente digitale dell’evento ha trovato spazio nel video teaser (firmato dal duo creativo Inez and Vinoodh) in cui la mastodontica scritta Chanel si sostituisce all’iconica insegna di Hollywood sulle montagne di Santa Monica e diventa lo sfondo dello show.

Diventa così da subito evidente l’omaggio della stilista al mondo del cinema, fortemente penalizzato dalla pandemia, oltre che alle grandi attrici del passato che negli anni hanno indossato le creazioni di Coco Chanel, come Grace Kelly e Marilyn Monroe.

Al Grand Palais, va quindi in scena un’evocazione della Nouvelle Vague: come in un immaginario red carpet hollywoodiano, le modelle hanno sfilato in abiti in tweed écru e nero, bermuda, jeans fluo, t-shirt stampate con le lettere di Chanel come luci al neon e pantaloni stile Capri rosa pallido.

Le stampe a piccoli motivi fiorati danno corpo ad abiti lunghi, mentre gli immancabili tweed della maison evocano gioia di vivere grazie a una palette che va dal bianco al grigio, fino al rosa shocking.

Aldilà di allestimenti e scenografie, ciò che conta è il messaggio che viene veicolato attraverso i capi e la collezione di Virginie Viard per la P/E 21 sembra proprio essere un silenzioso ringraziamento alla continua ispirazione che il cinema fornisce alla moda, come fosse una vera macchina dei sogni.

chanel PE 21 - Parigi chiude queste strane Fashion Week
Una modella in passerella durante la sfilata offline per la P/E 21 di Chanel (Photo: Chanel)

La sfilata Balmain è invece un esempio di cosa si può ottenere mettendo in gioco sia la classica sfilata, sia le possibilità infinite che il digitale offre.

Il front-row è inusuale, fatto di schermi.
Su ognuno un ospite VIP collegato in diretta dai propri uffici o dalla propria casa: da Jennifer Lopez, a Penelope Cruz, da Milla Jovovich a Cindy Crawford, oltre a una serie di giornaliste di Vogue ed Elle.

Loro e gli altri ospiti, riuniti su due enormi gradinate rispettando il distanziamento sociale, hanno potuto assistere allo show, aperto in prima persona proprio dal direttore creativo Olivier Rousteing.
Da vero showman ha percorso la passerella per poi sedersi su uno sgabello, mentre sei modelle vestite in capi logati del brand gli sfilavano attorno.

Lo stesso completo indossato da Rousteing anticipava le silhouette della sua P/E 21: un blazer allungato, con revers a goccia, abbinato a pantaloni a zampa d’elefante elasticizzati.
Uno stile mostrato in vari materiali sia dai modelli che dalle modelle, seguito da abbaglianti abiti da cocktail e da brillanti mini abiti asimmetrici molto corti.

Nell’aria, in filodiffusione insieme al pezzo “My Way” di Frank Sinatra, si sente la voce del fondatore Pierre Balmain, a cui Rousteing dedica lo show, che durante una vecchia intervista racconta ciò che rappresentano per lui il buon gusto e l’eleganza francese.

balmain SS 21 - Parigi chiude queste strane Fashion Week
Modelli e modelle sfilano in passerella per la collezione P/E 21 firmata Balmain (Photo: Balmain SS 21)

La collezione mette in evidenza tre temi chiave della maison: ereditàcomunità e ottimismo.

Un’eredità che si può notare subito nella massiccia presenza di loghi d’archivio. Li possiamo vedere sugli smoking con spalle a pagoda, sulle vestaglie e i cocktail dress, oppure sui blazer dallo stile rock e sui tailleur.

Oltre al ritorno del monogram “PB” come stampa all-over, troviamo l’uso dei cristalli (Swarovski riciclati, nel tentativo di strizzare l’occhio anche alla sostenibilità, tema molto caldo nel mondo moda), blazer doppiopetto abbinati agli shorts, total-look in  denim e pantaloni a zampa anni ’70 abbinati a giacche più classiche.

La palette ha visto come toni principali il grigio e il nero, intervallati da tocchi di colore fluo che richiamano il tema dell’ottimismo e della vitalità, come lime e fucsia.

La chiusura di sfilata si incentra invece sul tema della comunità, con la presentazione del nuovo progetto realizzato in collaborazione dal brand e Apple.
Si tratta di una playlist chiamataSignature (curata da Rousteing stesso e dagli editor di Apple Music) che ha come fulcro i concetti di identità, di responsabilizzazione e di appartenenza e contiene pezzi di artisti che rispecchiano l’identità del brand (Depeche Mode, The Weekend e tantissimi altri).

Con Parigi si conclude questo mese di Fashion Week così particolare e diverso da tutto ciò a cui eravamo abituati.
In uno scenario in continuo cambiamento e con un virus che purtroppo torna a fare paura, è difficile seguire gli eventi nel modo in cui eravamo abituati a fare ed è ancora più complesso recuperare materiale che sia affidabile e aggiornato.

FLAMINGO PINK - Parigi chiude queste strane Fashion Week
Una delle nostre analisi colore relativa alle sfilate delle Fashion Week P/E 21 (Photo: Fashion for Breakfast)

Se anche tu sei confuso dalla moltitudine di cambi di programma, sfilate reali e nuovi format digitali, noi abbiamo una soluzione.
Per il team di Fashion for Breakfast il periodo delle sfilate è sempre molto intenso: lavoriamo ogni giorno per aggiornare il nostro portale con contenuti professionali caricati in tempo reale rispetto alle ultime sfilate.

Nella Gallery troverai foto in alta risoluzione dei look di ogni sfilata, mentre con la nostra Fashion Agenda avrai sempre sottomano un calendario con gli eventi imperdibili del settore moda.

Nella sezione Insights del nostro portale potrai consultare analisi sfilate approfondite e puntuali, tra le quali navigare in modo semplice e veloce utilizzando il filtro della stagione di tuo interesse.
Troverai tessuti, grafiche, colori, capi chiave: qualunque cosa ti serva per rimanere aggiornato su tutto ciò che è stato presentato in passerella durante le Fashion Week, per studiare o per realizzare una collezione al passo con le tendenze.

E sarà come aver seguito personalmente ogni singola sfilata.

Iscriviti qui!

Crea la tua linea di moda!

Siamo la prima trend library tutta italiana che ti offre una panoramica dettagliata delle prossime tendenze fashion.
Se ti iscrivi subito, potrai usufruire di una prova gratuita di 24 ore.
Inizia la prova gratuita