Lady Diana: lo stile immortale

La serie The Crown celebra lo stile della Principessa più amata di tutti i tempi

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La Principessa Diana indossa un abito coi colori del Canada durante una visita a Edmonton, Alberta (Photo: Bettmann/Getty Images)

Di come moda e serie tv si influenzino a vicenda abbiamo già parlato abbondantemente sul nostro blog, ma cosa succede quando si mescola la magia di un’eccellente serie televisiva al potere di un’icona senza tempo?

Beh, il successo è assicurato.

Il segreto sta nell’enorme capacità di influenzare che hanno alcune figure storiche. Figure che riescono a colpire l’occhio, grazie al loro stile inconfondibile, ma anche il cuore.
Figure che si fanno amare per la loro personalità, il gusto, i valori che trasmettono e che diventano subito un punto di riferimento per le generazioni.

Tra queste icone, adesso ne sta brillando una in particolare: l’indimenticabile Diana Frances Spencer, meglio conosciuta come Lady D.

Dietro a questo ritorno sulle copertine e sulle pagine dei magazine di moda (che non avevano mai per davvero dimenticato lo stile della iconica principessa), c’è una serie.

Stiamo parlando di The Crown, la serie tv targata Netflix arrivata ora alla quarta stagione, che sta appassionando milioni di spettatori aprendo una finestra sulla personalità e sullo stile di Lady Diana.

Emma Corrin, l’attrice che veste i suoi panni, nel 1997 aveva tre anni e seguiva con attenzione i funerali della principessa trasmessi in tv. Oggi, a 23 anni da quell’evento infausto, è proprio la giovane attrice ad offre il suo volto e la sua bravura per riportare alla mente di tutti la storia di una figura complessa, chiacchierata, ma sicuramente amatissima.

L’attrice interpreta la principessa a partire dai suoi 16 anni, quando da giovane vive in un appartamento condiviso a Earl’s Court e ancora non sa che di lì a poco il suo incontro con il principe Carlo durante una battuta di caccia cambierà per sempre il corso della sua vita.
Diana si innamora e inizia la sua vita movimentata e discussa all’interno della famiglia reale: il matrimonio da favola che tutti ricordano, la nascita dei due figli William e Henry, il rapporto difficile con la famiglia del marito (in particolare con la regina Elisabetta II), la sua prigione dorata e i suoi disturbi alimentari.

Se all’inizio della serie Lady Diana è ritratta come una timida e schiva adolescente, col passare degli anni (e delle puntate) si può iniziare a notare la sua trasformazione in icona di stile e ideale di forza.
Un’icona rappresentata non solo dalle scelte fashion impeccabili, ma dalle circostanze di una vita che l’hanno resa il personaggio tanto amato che è a tutt’oggi: il tradimento scandaloso del marito Carlo, il divorzio, quei suoceri distaccati che non hanno mai davvero compreso le sue fragilità e un disturbo alimentare che l’ha segnata profondamente.

Questa trasformazione personale e le vicissitudini della sua vita si riflettono nello stile di Diana: si evolve da ragazza ingenua vestita di fronzoli, a principessa delle favole in un abito da sposa che ha fatto la storia, per arrivare a una donna schietta che osa con colori audaci, abbellimenti, spalline voluminose e abiti succinti.

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Realtà e fiction a confronto: l’outfit del fidanzamento ufficiale ricreato per la serie The Crown (Photo: Ron Bell/AP – Netflix)

Vedere The Crown è non solo fare un viaggio nel personaggio di Lady D, ma anche nel suo iconico guardaroba. 

E, dietro a questo lavoro certosino di ricostruzione e ricerca tra gli outfit più caratteristici della principessa, non c’è certo un nome qualunque.
Il nome è infatti quello di Amy Roberts, costume designer (già premiata agli Emmy) che ha letteralmente cucito addosso alla giovane Emma Corrin gli abiti dell’indimenticabile principessa del Galles.

I costumi indossati dalla protagonista sono il frutto di un accuratissimo lavoro di documentazione durato oltre un anno, che ha consentito al team di sartoria di riprodurre fedelmente i look più iconici indossati da Diana durante gli anni della sua vita a corte.

L’obiettivo della Roberts era quello di catturare, tramite i suoi abiti, lo spirito rinnovatore e moderno che ha reso Diana una figura così intrigante nel serio e compunto scenario della famiglia reale.
Qualcuno di impeccabile in ogni foto, sia che indossasse cappelli da baseball o diademi.
Qualcuno che, a più di due decenni dalla morte, getta ancora la sua ombra lunga sullo stile contemporaneo ispirando i brand e le influencer più in voga della Gen Z

Gli outfit che si susseguono nella serie raccontano una storia, diventando tutt’uno con la trama e sottolineando in modo silenzioso le varie fasi della vita della principessa.

Quando la incontriamo per la prima volta è un’adolescente semplice ma privilegiata, che si veste nello stile stereotipato e un po’ preppy delle giovani appartenenti all’élite londinese: gonne di tweed, collane di perle e camicette con colletti a torta.

Non è appariscente, anzi. All’inizio dei gossip sul suo fidanzamento con Carlo, viene addirittura definita “Shy Di” (“Timida Di”) per via di una fotografia scattata dai paparazzi mentre si reca lavoro. Un soprannome che deriva dal suo stile inizialmente così modesto e semplice: un soprabito, una vecchia borsa a tracolla, una gonna e un maglione.

Poi vediamo Diana a Balmoral (la tenuta della regina in Scozia) mentre indossa un maglione rosa peruviano, sfoggiando uno stile poco costoso tipico della Londra dei primi anni ’80 che verrà proposto più volte dalla principessa durante la prima fase della relazione con il principe Carlo e uno che era molto tipico della Londra nei primi anni ’80.

Si passa attraverso momenti indimenticabili, segnati da outfit ancora più iconici: la serie ricrea infatti l’abito blu cielo firmato Cojana con i bordi smerlati e le spalline accennate abbinato alla camicia col fiocco che Diana indossò per annunciare il suo fidanzamento col principe Carlo nel febbraio 1981.

Ma la punta di diamante della serie, meritevole di aver lasciato senza parole anche la stessa crew durante le riprese, è solo uno: l’abito da sposa.

Amy Roberts sapeva bene che questo sarebbe stato l’outfit più importante di tutti e per questo non si è risparmiata: ha studiato e viaggiato in lungo e in largo per vedere dal vivo gli abiti che il suo team sarebbe andato a riprodurre e per l’abito da sposa della principessa è arrivata fino a Nottingham, luogo in cui è stato cucito lo strascico (da ben 30 metri di lunghezza, un vero record).

Un po’ di numeri? Per confezionare l’abito sono state impiegate tre persone a pieno ritmo per quattro settimane, per un totale di 600 ore di lavoro che ha richiesto 95 metri di tessuto e 100 metri di pizzo. Non da ultimo, le prove generali: ben cinque, per l’esattezza, affinché l’abito cadesse a pennello sulla protagonista.

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Emma Corrin indossa la riproduzione dell’iconico abito da sposa indossato da Lady Diana (Photo: Netflix)

Con le sue ampie maniche a sbuffo e la gonna voluminosa, l’abito da sposa di Diana è uno dei vestiti più famosi di sempre, un pezzo di storia della società britannica e non solo.
Per riprodurre l’abito, la Roberts ha dovuto ottenere il permesso dei designer originali (David ed Elizabeth Emanuel) e, seppur consultandoli per la scelta dei tessuti ed esaminando con loro gli schizzi originali, ha scelto di crearne una versione nuova: non una copia, ma qualcosa che ne ricreasse la sensazione.

Questi e altri capi realizzati per la serie si sono meritati una mostra (digitale, ovviamente) tutta loro.

Fino al 12 dicembre è infatti possibile visitare direttamente dal proprio pc “The Queen and the Crown”, l’esposizione digitale a cura del Brooklyn Museum in cui scoprire ogni dettaglio e curiosità legati ai costumi della serie tv.
Ogni outfit può essere esplorato a 360 gradi in tutti i suoi dettagli: abito, borsa, cappello, scarpe e spille. E per ogni pezzo, una storia.

Oltre al celebre abito da sposa, si può scoprire per esempio anche l’abito rosa indossato da Diana per il royal tour in Australia: anch’esso un capo iconico, disegnato da Sue Crawshaw nel 1983 e connotato da un collo drappeggiato in filo di seta e oro.

Proseguendo nella narrazione della serie, a descrivere la fase finale del matrimonio con Carlo (ormai compromesso dal tradimento) troviamo abiti che descrivono un cambiamento in Diana: una riscoperta di se stessa, una voglia di osare e di emanare forza anche tramite gli outfit.

La Diana di quest’epoca, sul finire degli anni ’80, predilige i jeans abbinati a blazer dal taglio rigido, abiti in seta con rouches, completi scozzesi audaci per le occasioni casual, oppure abiti spettacolari e tipicamente anni ’80 con scollature asimmetriche e preziosi abbellimenti per gli eventi di gala.

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È a questa sua riscoperta della femminilità che dobbiamo la nascita del cosiddetto “Revenge Dress”: l’abito “della vendetta”.
Nella stessa sera di giugno in cui il principe Carlo aveva ammesso la sua infedeltà, Diana decide di mostrarsi ai riflettori in tutta la sua sensualità con un mini abito nero di seta firmato dalla stilista greca Christina Stambolian.

È un abito audace che la principessa scelse all’ultimo (tradendo l’abito di Valentino per il quale aveva optato in precedenza) per presentarsi a un garden party presso la Serpentine Gallery di Londra: mini dress nero, decolleté nere e un filo di perle divennero in un attimo il look iconico ideale per vendicarsi del male ricevuto ed essere guardata da tutti nel pieno della sua bellezza.

Ma Lady Diana non è ricordata solo per i suoi abiti da occasione speciale. Riesce infatti a essere una fonte d’ispirazione inesauribile anche nel mondo dello streetwear -non per niente il brand Off-White l’ha scelta come musa per la collezione P/E 18.

I suoi blazer strutturati abbinati perfettamente ai jeans e a una t-shirt son tuttora i look più visti fra le pagine Instagram delle influencer di tutto il mondo, mentre chiunque sia fan dello stile sportivo anni ’90 non può che trarre ispirazione continua dagli outfit indimenticabili indossati da Diana nei suoi momenti di relax e tempo libero: sneakers e bike shorts abbinati a felpe oversize sono stati una vera e propria uniforme per la “Principessa del Popolo”.

Se controlliamo, scopriremo che gli essentials della vita quotidiana di Diana sono pezzi immancabili anche nel nostro guardaroba (e sugli scaffali dei negozi): le camicie, bianche o sui toni pastello connotate da maniche voluminose o rouches, gli abiti estivi dall’estetica mediterranea (bikini colorati, costumi interi minimal, e t-shirt oversize e stampe animalier), oppure l’iconico e ancora di tendenza slip dress di Dior indossato al Met Gala del 1996.

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Haley Bieber rende omaggio ai look più iconici di Lady Diana e li trasporta nella modernità (Photo: Gregory Harris/Vogue Paris – Tim Graham Photo Library via Getty Images – Brendan Beirne/REX/Shutterstock)

Come accade per le figure iconiche dalla tragica fine, Lady Diana siede ufficialmente nell’olimpo delle icone di stile. 
Lassù, insieme dive come Audrey Hepburn e Grace Kelly, influenza ancora col suo stile trasversale e inconfondibile le passerelle e i designer di tutto il mondo: abiti che descrivono e mantengono vivo per sempre il ricordo di una bellezza interiore ed esteriore, quella della indimenticabile “Principessa triste”.

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