Viaggio nella Parigi Fashion Week A/I 21-22

Tra scenari suggestivi e grandi messaggi, analizziamo insieme le migliori sfilate della PFW A/I 21-22

giambattista valli - Viaggio nella Parigi Fashion Week A/I 21-22
Le modelle in passerella per la stagione A/I 21-22 di Giambattista Valli (Photo: Giambattista Valli)

Tempo di Paris Fashion Week!
Dal 1 di Marzo al 10, 92 marchi di prêt-à-porter femminile hanno presentato le loro collezioni per l’Autunno-Inverno 2021/22 , ma tanti sono stati anche i grandi assenti -ad esempio big come Celine, Balenciaga e i marchi del gruppo Kering.

Tra cambi, ritorni, spostamenti e tante novità, la fashion week di Parigi ha deciso di spingere ancora di più per dare risalto alle nuove collezioni Autunno-Inverno 2021 anche in un periodo complesso come questo: la  scelta della kermesse è ricaduta sulla piattaforma  Tik Tok e sul celebre museo Victoria & Albert di Londra.

Mentre la nuova partnership mondiale esclusiva con Tik Tok ha invitato gli utenti a creare dei look speciali per la Paris Fashion Week e a condividerli tramite un hashtag inventato per l’occasione, il museo V&A ha avuto il compito di fornire video e foto dei suoi pezzi espositivi tratti dalla mostra “Fashion in Motion” per la sezione “Insider” della rivista della piattaforma della Fédération.

E le sfilate? Come sono andate?
Scopriamolo insieme con il nostro report delle passerelle più speciali.

 

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Una modella sfila nell’hangar di Air France, teatro della sfilata A/I 21-22 firmata Balmain (Photo: Balmain)

Balmain

Pronti a partire, anche senza una destinazione chiara.
Perché, se la pandemia ci vede costretti a lockdown ripetuti e giornate trascorse tra quattro mura, la nostra mente non ci impedisce di sognare grandi viaggi e mete speciali.

O per lo meno, è così che la pensa Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain, che per la stagione Autunno/Inverno 21-22 ci porta direttamente nell’hangar di un aeroporto Air France, trasformato per l’occasione nella cornice insolita del suo fashion show.

“Mentre andiamo avanti, dobbiamo sempre sognare in grande, rimanere ottimisti e considerare tutte le possibilità.”
È questo ciò che dice il designer in merito alla sua sfilata: un pensiero che sembra rifarsi al fondatore della maison, Pierre Balmain, che dopo l’incredibile successo della prima presentazione del suo brand fece le valigie e iniziò a viaggiare senza sosta attraverso Stati Uniti, Australia e Inghilterra per diffondere la cultura e il savoir-faire francesi.

Il setting della sfilata uomo e donna (che prende il nome “ELY 64-83”, somigliante proprio al codice di un volo di linea) andata in scena alla Paris Fashion Week vuole sottolineare proprio quella sensazione irripetibile di libertà che solo il viaggio sa darti, mentre, con ottimismo, Rousteing ci invita a credere ancora in momenti migliori dove tutto ciò tornerà a essere fattibile.

Molti look si rifanno alla bellezza distinta delle uniformi dei primi piloti e astronauti, con abiti che ricordano quelli dei paracadutisti, stivali da volo allacciati, bomber e scintillanti tute: un universo che mescola design sorprendenti ispirati agli aviatori mescolati a elementi glam -come i 68mila Swarovski (riciclati, ovviamente!).

Ma anche gli accessori ricalcano il tema del viaggio. Troviamo numerose borse morbide e strutturate, caratterizzate da pattern con la stampa Labyrinth, recentemente rilanciata da Balmain, e micro dettagli raffiguranti bussole, mini aeroplani e perfino cuscini da viaggio.

 

miu miu - Viaggio nella Parigi Fashion Week A/I 21-22
Le modelle sfilano nel cuore delle Dolomiti per l’insolita sfilata Miu Miu A/I 21-22 (Photo: Miu Miu)

Miu Miu

Non si può parlare di quest’edizione della Parigi Fashion Week senza nominare Miu Miu, che ha reso spettacolare la sua sfilata grazie a uno scenario unico nel suo genere.

Parliamo del cuore delle Dolomiti, nello specifico della rinomata Cortina d’Ampezzo.
Qui, dove dal 7 al 21 febbraio si sono tenuti i Campionati di sci alpino, Miuccia Prada, fondatrice del brand, ha deciso di presentare le sue creazioni, dando vita a uno dei fashion show più brillanti della stagione Autunno/inverno 21-22.

Anche qui troviamo un cammino verso qualcosa, un viaggio di cui però non è chiara la destinazione. Ciò che chiaro però è la forza collettiva che le modelle rappresentano (proprio nel giorno prima dell’8 marzo, Festa della Donna) sfilando insieme fino a raggiungere la vetta in un’impresa temeraria -concetto alla base del fashion show– che riflette audacia e fermezza grazie ai capi indossati per affrontare gli elementi estremi.

La donna che ci racconta Miuccia Prada, mentre le modelle si muovono sui sentieri di montagna contrassegnati dagli stendardi del “Miu Miu Mountain Club”, è più eclettica e meno stereotipata, fatta di tante sfumature così come tante sono le identità presenti in ogni donna.

Il generale mood sporty comunica perfettamente con i linguaggi più femminili della moda e le silhouette strutturate da uniformi invernali si compongono di una serie di look femminili: body trapuntati indossati sull’abbigliamento termico, jumpsuit imbottite e divise provenienti dal guardaroba per la montagna. E così, giacche e pantaloni imbottiti, stivali e guanti di pelo si mescolano a cappe con borchie metalliche, abiti in maglia lavorati a crochet e vestiti impreziositi da cristalli.

È un contrasto che a primo impatto sembra irragionevole. Ed è proprio questo l’intento di Miuccia Prada: sfidare la percezione e il contesto, mescolando il linguaggio urbano e quello sportivo, per poi collocarli in un ambiente ostile, che disorienta e mette alla prova.

 

chanel - Viaggio nella Parigi Fashion Week A/I 21-22
La sfilata A/I 21-22 firmata Chanel immagina le modelle come un gruppo di amiche pronte a far serata per le strade parigine (Photo: Chanel)

Chanel

Abiti scintillanti, ispirati alle vacanze sulla neve e allo stile parigino sofisticato degli Anni Settanta: sono questi gli elementi che per Virginie Viard, direttrice creativa di Chanel, sottolineano la voglia di uscire, divertirsi e andare a ballare quando finalmente lasceremo la pandemia alle nostre spalle.

Immagina quindi le sue modelle proprio così: come un gruppo di amiche che si riversa sulle strade di Parigi, pronte a divertirsi passando da un club ad un altro.
A dare vita a quest’idea arrivano i due fotografi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, che trasformano in immagini questo concetto realizzando il fashion movie che presenta la collezione Autunno/Inverno 21-22 della maison.

Si tratta di un film che ricorda lo stile del “neorealismo francese”, realizzato in un bianco e nero super chic, che parte dall’idea di riportare la moda al centro della vita sociale: un contesto dove ritornano finalmente quelle tanto desiderate occasioni per “vestirsi bene”, con abiti eleganti e gioielli preziosi.

Quando le modelle raggiungono il guardaroba del club depositano il cappotto, che spesso è in tweed e avvolgente o in check maschile, e lasciano vedere tailleur in tweed, camicie con colletti ampi, mini abiti paillettati, tailleur in bouclé mauve, jumpsuit trapuntati e salopette matelassée con la stampa del logo.

Poi ancora troviamo maglioni lavorati in jacquard tridimensionale, tailleur a maglia, cardigan con orli di frange di perline, cappotti in tessuti spigati con fili di lurex, giacche e gilet in pelliccetta.
Gli abiti da sera sono luccicanti, a sottoveste tagliati a teli e abiti in voile nero con bottoni gioiello, ma i punti luce sono ovunque: dagli orecchini, alle ballerine con paillettes, fino al dettaglio della giarrettiera che riemerge dallo spacco di una gonna.

 

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Una delle “principesse dark” di Dior per la sfilata A/I 21-22 tenutasi alla Reggia di Versailles (Photo: Dior)

Dior

Gli scenari suggestivi e magici scelti dagli stilisti per le loro sfilate parigine sembrano non finire mai. E Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior, ne sceglie uno davvero ineguagliabile: la Reggia di Versailles.

È qui, nella meravigliosa e celebre Sala degli Specchi, che ha sfilato la collezione donna firmata Dior per la stagione Autunno/Inverno 21-22, in un’atmosfera suggestiva e carica di magia che ha trasformato le modelle in “principesse dark” che sembravano appena uscite da un libro di fiabe.

E sono proprio le fiabe, intese come insieme di simboli e invito all’affermazione di sé, lo strumento che sceglie la Chiuri per riflettere e mettere in discussione gli stereotipi.

Dalla fiaba di Biancaneve arriva uno degli elementi che stanno alla base dello show: lo specchio.
Le artiste scelte dalla designer, Silvia Giambrone e la coreografa Sharon Eyal, hanno creato per la sfilata un’installazione in cui modelle e ballerine si raccontano proprio attraverso un gioco di specchi. Le performer danzano dietro a specchi spinati, raccontando il dolore femminile e sottolineando l’altro grande tema di questa (e di molte altre) sfilata Dior: il femminismo.
Ma lo specchio acquista un significato simbolico che ci fa riflettere sul mondo d’oggi: quasi fosse lo schermo di un cellulare da cui scattare selfie, un mezzo che aliena e contribuisce alla chiusura che molti giovani sembrano vivere adesso, in un periodo come questo dove gli incontri reali sono quasi azzerati e si passa sempre più tempo di fronte a un monitor.

La magnificenza dell’estetica scelta da Dior non è solo favolistica, bensì una narrazione del “protofemminismo” (un percorso iniziato dalla Chiuri con l’artista Bianca Pucciarelli, in arte Tomaso Binga, che con le sue opere sul corpo della donna ha fatto da sfondo a diverse sfilate della maison), fatto di abiti e accessori che fondono la delicatezza del lamè e del lurex all’aura misteriosa dei modelli neri laser-cut.
A sopraffare è soprattutto il dominio del colore rosso (a partire dalla Bar Jacket ispirata a Cappuccetto Rosso, rimandi a La Bella e la Bestia e Alice nel Paese delle Meraviglie): troviamo mantelli, cappotti dal taglio corto ma anche long dress principeschi, tulle e strascichi.
Tutto per dire una sola cosa: la fiaba è meraviglia, eleganza e stupore, purché si sia disposti a rimettere in discussione gli stereotipi e ripartire.

 

lanvin - Viaggio nella Parigi Fashion Week A/I 21-22
La rapper “Eve” fa un’apparizione tra i modelli nella presentazione della collezione Lanvin A/I 21-22 (Photo: Lanvin)

Lanvin

È tutto un altro mood quello della collezione Lanvin per la stagione Autunno/Inverno 21-22.
Qui, piume, cristalli, tessuti scintillanti, grandi fiocchi e abiti con lo strascico la fanno da padrone e identificano lo stile con cui  il direttore artistico Bruno Sialelli vede il prossimo inverno.

Nel video di presentazione, le sue jet-setter si divertono a percorrere i maestosi saloni del grand hotel con indosso abiti cortissimi e tanti pacchetti sotto braccio, come in una frenetica giornata di shopping.
Le vediamo mentre fanno infinite prove di vestiti e accessori nelle loro camere, circondate da calzature e abiti di lusso, in equilibrio sul bordo di una piscina, nella loro stanza oppure nei grandi saloni, mentre ballano al ritmo della canzone “Rich Girl”, successo di Gwen Stefani e della rapper Eve -che fa una anche breve apparizione nel filmato.

A parte due completi monocromatici gialli e rosa e uno smoking indossato con un bustier, i pantaloni sono pressoché banditi dal vocabolario della maison in questa stagione.
Sono gli abiti a dominare, preferibilmente quelli da sera. Troviamo delle versioni a bustino senza spalline, piuttosto corti e tagliati in tessuti brillanti e setosi (rasi, taffetà, seta o crêpe), in tinte pastello.

Elementi eccessivi costellano lo stile sexy e romantico dello stilista: i fiocchi costellati di pietre cadono sui fianchi di abiti asimmetrici e drappeggiati, mentre le piume di struzzo, in rosa cipria o blu corredino, sono presenti sul collo di uno splendido cappotto, come copri-spalle o mini-cappa, sotto forma di gonna a nuvola o fluttuanti in un top.

 

 

 

 

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