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Milano Fashion Week: l’uomo che cambia

A Milano i designer presentano la loro idea di New Masculinity, per una moda uomo tra comfort ed eleganza

fendi 2 - Milano Fashion Week: l'uomo che cambia
La collezione uomo firmata Fendi Primavera/Estate 2022 presentata alla Milano Fashion Week

Con 4 sfilate dal vivo e 63 brand presenti, la Milano Fashion Week dedicata alla moda uomo Primavera/Estate 2022 ha riportato nella città di Milano un sapore di normalità tutta da riconquistare passo passo.
Dal 18 al 22 giugno 2021, attraverso una formula ibrida che include eventi fisici e digitali, si sono susseguiti 48 appuntamenti, 9 presentazioni su appuntamento e 6 eventi che hanno dato nuova linfa al mondo dell’abbigliamento maschile.

La parola d’ordine di questa settimana è stata “semplicità” e, con essa, l’idea di un nuovo tipo di formalità più disinvolta che consista nell’abbinamento di top e pantaloni, in stile uniforme, abbandonando ogni tipo di giacca tradizionale o rigorosamente classica. La pandemia, con i suoi mesi di lockdown e il nuovo amore di tutti noi verso le tute e il leisurewear comodo ed essenziale, ha portato ad una rinascita dell’eleganza in una veste più comoda, più morbida, che alla serietà abbina il comfort.

Ma non solo. Ciò che unisce i big delle sfilate uomo Primavera/Estate 22 è un denominatore comune: la New Masculinity.
L’evoluzione del femminismo ha portato a una rinnovata concezione dell’uomo e della mascolinità, che si riflette nella moda con capi sempre più unisex, interpretazioni nuove di capi da sempre associati al mondo femminile, sdoganamento dei colori più tenui associati fino ad ora alla delicatezza del gentil sesso.
Gli stereotipi tradizionali vengono oggi messi in discussione dai designer e le differenze tra uomo e donna vanno gradualmente cancellandosi con sfilate che non inquadrano l’uomo in una sola immagine di rigorosa classicità ed eleganza, ma che celebrano la leggerezza, la fluidità, l’uguaglianza di genere e la libertà di essere chiunque si voglia essere.

 

fendi - Milano Fashion Week: l'uomo che cambia
La New Masculinity di Fendi per la Primavera/Estate 2022

Fendi

Palazzo della Civiltà Italiana, sede del brand nel cuore di Roma dal 2015, è la location scelta da Fendi per presentare la sua ultima collezione per la stagione Primavera/Estate 22.
Ma il punto di vista di Silvia Venturini Fendi vola molto, molto più in alto rispetto ai palazzi della città.

Il nuovo punto di vista che la designer sceglie per questa collezione è lo sguardo panoramico che proprio dal Palazzo della Civiltà all’Eur si potrebbe avere sulla città di Roma, con la sua rete di strade e capolavori d’architettura che ne scrivono la storia.

Non è un caso allora che per raccontare la collezione la designer abbia scelto di partire da un video (diretto dall’artista Nico Vascellari) dove le immagini prendono vita per andare a disegnare una mappa attraverso il percorso dei modelli.
Il loro movimento rivela l’architettura del Palazzo della Civiltà, mentre lo sguardo della camera si allarga su Roma e sulla natura che la circonda. Ed è infatti una mappa (più precisamente una stampa d’archivio ribattezzata “Fendiland”) che riproduce una mappa cartografica di Roma il primo segnale che si avverte sugli abiti e che denota la collezione.

A loro volta, grazie allo sguardo dall’alto, i capi acquisiscono nuove proporzioni: i tagli li rendono aerodinamici, leggeri, fluttuanti anche quando a costruirli sono tessuti in denim jacquard, oppure vengono resi ancora più leggeri dalla seta e dal lino.
Anche i colori del cielo e della natura si trasferiscono come per magia sui tessuti, per donare un ancora maggior senso di leggerezza da sempre collegata al volo. La palette cromatica dei capi è ispirata a quello che potremmo vedere affacciandosi alle finestre degli uffici che popolano Roma: colori eterei e sognanti che si muovono tra verde, rosa e lilla.

Silvia Venturini Fendi cambia i connotati sartoriali della collezione e li trasforma per costruire capi interamente reversibili (lo sono quasi tutti i capi della collezione) che sono in grado di mostrare sempre entrambi i versi: ecco come nascono i trench con gli spacchi, le giacche in lana tagliate “al busto” e gli inserti in organza di nylon.

Ma la designer fa un grande lavoro anche con i dettagli: troviamo blazer in lino con i revers a punta e mini dettagli utility (come piccoli taschini adatti a penne e auricolari), altre giacche aperte su fianchi, urban shorts dalle numerose tasche e pantaloni lunghi e diritti con spacco alla caviglia o costruiti da pannelli in cotone e suede.

Importante anche il ruolo degli accessori, tutti giocosi così come la stilista desidera: occhiali da sole che sono in realtà gli occhialini da piscina realizzati in collaborazione con Arena (in vendita anche con la cuffia da piscina), borse provviste di scomparti per le racchette da ping pong, e infine la iconica Baguette che diventa piccolissima, in versione portagioie, oppure grande come una messenger.

Ma la cosa che salta all’occhio e stupisce della collezione è soprattutto la rivisitazione del completo da uomo, che diventa contemporaneo e fluido grazie ad un taglio netto a giacche e camicie, che lasciano inaspettatamente scoperto dorso e addominali.
È la “half suit”, un completo composto da pantaloni classici (“short shorts”) e una giacca tagliata di netto a metà torso, per un twist completamente nuovo ad uno dei capisaldi del guardaroba maschile.
Tra giochi di proporzioni. baby tees, giacche in organza e chains da portare intorno alla vita, Fendi gioca con il concetto di mascolinità e fornisce un esempio di New Masculinity: un’interpretazione ironica e dissacrante di come sarà la moda uomo della prossima stagione.

 

armani - Milano Fashion Week: l'uomo che cambia

Armani

Giorgio Armani cambia location e non sfila all’Armani Teatro. Questa volta, la presentazione della sua sfilata uomo per la Primavera/Estate 22 va in scena lì dove tutto è iniziato: il giardino di Palazzo Orsini, la sede storica di via Borgonuovo dove è ancora presente l’abitazione dello stilista e dove (fino al 2002) era prassi si svolgessero le sfilate.

Qui, Re Giorgio esplora l’idea dell’abito come liberazione piuttosto che costrizione, della leggerezza di pensiero invece della sventatezza, del classico come segno di progresso.
La sua collezione uomo P/E 22 si interroga su un grande quesito: più street o meno street?
E lo stilista risponde facendo pian piano cadere il classico dal gusto rigoroso, per far spazio al mondo dello sportswear, a un minore formalità e a una leggerezza che, per dirlo con le parole di Italo Calvino, non è superficialità bensì capacità di “planare sulle cose dall’alto”.

Si può dire che questa collezione maschile sia figlia dei tempi che abbiamo vissuto e che stiamo tutt’ora vivendo, ma che al contempo sia anche proiettata in avanti: verso un futuro di libertà e spensieratezza che per tanto tempo, durante la pandemia, non siamo riusciti a mettere a fuoco.
Questi mesi di lockdown ci hanno lasciato in eredità un amore rinnovato per la comodità e la rilassatezza tipiche dello sportswear e del loungewear, che ci hanno vestito nei giorni dell’isolamento.
Armani ne ha carpito l’essenza e l’ha racchiusa in questi capi.Sono capi che ci parlano di morbidezza, scioltezza, disinvoltura e personalità: parole chiave di una collezione pensata per un uomo che ha fatto tesoro di un’esperienza drammatica come la pandemia e ora riprende a vivere con consapevolezza.

I completi per la collezione maschile sono i primi a rinnovarsi nelle forme, proponendo l’idea del sopra e sotto coordinati: una camicia da sera con il collo a listino o la giacca tagliata come il giubbotto di denim abbinata a pantaloni con le pinces realizzati nella stessa lana gessata, o la giacca-gilet con i bermuda.
Sono creazioni desiderose di un particolare senso di leggerezza: materie senza peso, forme che accompagnano fluidamente il corpo, un mood rilassato e quasi noncurante.

La collezione simboleggia la voglia di rimanere ben vestiti ma senza sforzo o ingessature: un modo di vestire sportivo, dinamico, confortevole e incisivo, fatto di scelte istintive ed essenziali e colori che vanno dal blu alle tonalità sabbia e al bianco gesso, per poi accendersi qua e là con tocchi di rosso e verde che richiamano il mondo della natura. 

 

prada - Milano Fashion Week: l'uomo che cambia
La collezione uomo firmata Prada stagione P/E 22 prende vita sulle spiagge della Sardegna

Prada

Per l’allestimento della sfilata Uomo Primavera/Estate 22, Prada ha scelto il meglio del meglio di ciò che offrono le mete vacanziere italiane: le meravigliose acque della Sardegna.
Il mare cristallino dell’isola compare quasi come un miraggio all’uscita dal particolare tunnel-passerella su cui Prada fa sfilare la collezione per la prossima estate.

Si tratta di un’immagine che vuole evocare una sensazione di libertà, trasmettendo un senso di speranza e positività. Come la stessa Miuccia Prada ha dichiarato: “Immergersi nella natura, andare in spiaggia, è sinonimo di libertà. È utopico. È davvero un bisogno primario, ma anche un bisogno intellettuale.”

Il brand, che già tempo fa aveva puntato sul denim sostenibile, questa volta ha scelto di contribuire alla protezione del mare della Sardegna e lo fa sostenendo la Fondazione Medsea nel suo progetto di ripristino degli ecosistemi marini attraverso la riforestazione di praterie di Posidonia Oceanica nell’area marina protetta di Capo Carbonara.

Ma cos’è la Posidonia Oceanica? Parliamo di una pianta marina endemica del Mar Mediterraneo, che fornisce un habitat preziosissimo per le specie marine e svolge un ruolo cruciale nell’assorbimento di CO2 per contribuire a arginare gli effetti del cambiamento climatico.
Un gesto nobile per un impegno concreto, che va ad allinearsi perfettamente con ciò che è il senso più profondo della sfilata: la metafora della vita dopo la pandemia, dove la spiaggia di morbida sabbia, il silenzio del paesaggio e le acque cristalline della Sardegna rappresentano un tornare a vivere, quella luce fuori dal tunnel di paure che il Coronavirus ci ha costruito attorno.

Alla fine di quel tunnel rosso dove i modelli sfilano, si passa ad essere sdraiati sulla sabbia tra massi di granito o galleggianti sul mare limpido, in un paesaggio costellato da oggetti rossi apparentemente incagliati dove un gruppo di amici si ritrovano per godersi il rumore del mare, i colori e la freschezza dell’acqua.

La collezione vuole celebrare la gioia del vestire quotidiano e l’innocenza: troviamo una serie di bucket hat dai profili irregolari (veri protagonisti della sfilata) e micro-taschina posteriore, borse a mano geometriche, zainetti multi-zip, giacche dal taglio maschile classico con doppio bottone, poi ancora un grande risalto degli occhiali in acetato leggero e moltissimi pantaloncini.
Canotte dalla spalline larghe e scollo quadrato si alternano a set in maglia con stampe dal gusto 70’s, mentre camicie-tute sopra al ginocchio e trench coat in vernice bianca si collocano a cavallo tra il guardaroba maschile e quello femminile.

E in effetti la collezione, così come quella di Fendi, si focalizza sullo sbiadire le linee che dividono femminile da maschile per una moda sempre più unisex: l’uso piuttosto massiccio della tuta con pantaloncini corto viene ufficialmente sdoganata anche per l’uomo, smettendo di essere prettamente femminile e slegandosi dalla sola fascia di età dei teenager.

 

etro - Milano Fashion Week: l'uomo che cambia
I modelli di Etro, come vagabondi erranti, sfilano sui binari in disuso dello Scalo Farini

Etro

“Tutto gira intorno alle sinusoidi, si va su, si va giù, apparentemente sembra che una cosa stia andando  malissimo poi invece risorge ancora meglio di prima e più forte di prima.”
Sono le parole di Franco Battiato, l’artista geniale purtroppo scomparso recentemente al quale lo stilista Kean Etro decide di dedicare la sua collezione uomo Primavera/Estate 2022.
Battiato influenzò fortemente la vita e la visione del designer, che ebbe la fortuna di conoscerlo nel 1985 mentre realizzava le scenografie per il tour del Maestro “Mondi Lontanissimi” -ancor prima di lavorare per la famiglia Etro.
E così, accompagnata dalla famosissima canzone “L’Era Del Cinghiale Bianco” si è svolta la sfilata del brand, popolata da erranti, nomadi, vagabondi e hobo che camminano sui binari abbandonati dello Scalo Farini e sembrano usciti proprio dalle composizioni di Battiato.
Capi fluidi e delicatamente sensuali richiamano i colori di un’alba fatta di tonalità vivaci e sorbetti, mentre i toni scuri dalle sfumature argento ci riportano alla palette di uno spettacolare tramonto.
I pezzi più sportivi, indossati sopra ai caftani, sono realizzati in cady di seta, mentre i classici gilet tennis in maglia svelano inserti in georgette per un approccio allo stile disinvolto e libero.
Il ritmo della collezione viene dettato dai colori psichedelici ed energici accostati a lampi metallici di lurex, mentre emergono su tutto le camicie drappeggiate a strascico e -ovviamente- la fantasia Paisley (simbolo indiscusso della famiglia Etro) accostata a ricami aztechi.
Gli accessori s’ispirano sempre alla cultura hobo che permea i look: secchielli Paisley decorati con borchie “Crown Me”, che compaiono anche su slipper, bisacce, backpack, borse cilindriche in tela e morbida pelle abbinate a mini pouch colorate.

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