Un’estate di cultura e moda

Torniamo a viaggiare: i nostri consigli sulle mostre da non perdere per tutti i fashion victim

seta - Un'estate di cultura e moda
La mostra “Seta” presso il museo Salvatore Ferragamo festeggia i 50 anni di storia del brand (Photo: L’Officiel)

I contagi calano, i confini riaprono, il coprifuoco va via via allentandosi e viaggiare ricomincia lentamente a essere la normalità.
Insomma: anche se con la dovuta cautela, gli italiani possono ricominciare a vivere.

E, con la stagione estiva ormai alle porte e giornate di sole tutte da sfruttare, torna la voglia di scoprire le città italiane per tanto tempo assopite dai ripetuti lockdown.
Che sia per una toccata giornaliera o per un weekend lungo di full-immersion urbana, ogni città dal nord al sud dello stivale apre la stagione calda con una rosa ampissima di proposte.

In primis, i musei.
Il settore della cultura è stato sicuramente tra i più penalizzati dalla pandemia. Chiusure ripetute e restrizioni hanno imposto per lungo tempo uno stop a quei luoghi da sempre impegnati a portare arte e magia nel nostro tempo libero e nei nostri weekend.
Memori di esposizioni da potersi godere solo on-line, dietro uno schermo, tramite piattaforme apposite e tour virtuali, adesso i fan della cultura in ogni sua forma possono tornare a visitare e vivere a 360° i propri musei preferiti.

Entusiasti di questa estate 2021 che potrebbe ridarci quel sapore di normalità e libertà che tanto ci mancano, facciamo insieme una gita nelle maggiori città del Bel Paese per scoprire le mostre e gli appuntamenti imperdibili da segnare sull’agenda.

 

MILANO

A Milano, si sa, gli eventi interessanti non mancano mai.
E anche questa stagione non si smentisce, anzi. La città, ora risvegliata dopo il lungo torpore imposto dalle misure di contenimento anti-Covid19, rinasce con un brulicare infinito di mostre ed esposizioni tutte da scoprire.

In primis, riaprono quei veri e propri luoghi di culto degli amanti della moda che da anni rappresentano la città: Fondazione Prada e Armani/Silos.

Oltre al progetto permanente “Atlas” che presenta le opere della collezione Prada all’interno dei cinque piani espositivi della Torre, negli spazi Podium di Fondazione Prada sarà visitabile fino al 27 settembre 2021 la mostra “Who the Bær” dell’artista inglese residente a Berlino Simon Fujiwara.

Accattivante e giocosa, la mostra accoglie introduce il visitatore in un mondo fantastico: quello di “Who the Bær”, un* ors* immaginario alla ricerca della propria identità. Entrando, ci si immerge in un grande labirinto, che ha la forma dell’ors* stesso, per partire alla volta di un’indagine sull’invenzione e sull’autenticità nella cultura che ogni giorno consumiamo.

Who the Bær (o semplicemente “Who”) è un* ors* senza un chiaro carattere e senza un genere definito, che è conscio solamente di essere un’immagine e di definirsi tale in un mondo fatto di altre immagini. È un mondo di libertà: Who può essere chiunque desideri essere, può trascendere il tempo e lo spazio, può essere sia soggetto che oggetto e, infine, potrebbe anche superare la sfida di diventare qualcosa in più di una semplice immagine.

Attraverso un racconto fatto di disegni, collage, sculture e animazioni, i visitatori sono testimoni della sua perenne ricerca di un sé autentico. Ispirato dalla narrativa tradizionale e dai moderni film d’animazione, Fujiwara usa l’invenzione per esplorare alcuni dei piaceri e dei traumi che affrontiamo nella nostra società dominata dalle immagini e dallo spettacolo.

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Una sezione dell’esposizione “Who the Baer” di Simon Fujiwara, allestita presso la Fondazione Prada (Photo: Andrea Rossetti)

Spostandoci negli spazi Armani/Silos in via Bergognone 40, troviamo la mostra dedicata al lavoro del fotografo Peter Lindbergh intitolata “Heimat. A Sense of Belonging”.
Il percorso espositivo (curato personalmente da Giorgio Armani) presenta una grande selezione dell’opera di Lindbergh, che percorre vari decenni del lavoro del fotografo ed evidenzia le affinità tra il fotografo e l’iconico designer italiano: due visionari che hanno condiviso nei loro percorsi umani e professionali valori come l’apprezzamento per la verità, l’anima che da essa emana e la ricerca dell’onestà in opposizione all’artificio, dando vita a una stretta collaborazione iniziata negli anni Ottanta e proseguita nel corso delle rispettive carriere.

Il cuore della mostra ruota intorno a immagini in cui il contesto industriale è qualcosa di più di un semplice sfondo. Diventa infatti il protagonista narrativo, ritratto nella sua verità, così come sono sempre stati i ritratti di Lindbergh: spogli da qualsiasi orpello artificioso, incentrati su donne che mostrano con orgoglio i segni del tempo e dell’età.

Ma, oltre a questi due capisaldi per appassionati di arte e moda, sono anche altri gli spazi pronti a riaprire le loro porte al pubblico.
Troviamo per esempio la Fondazione Sozzani, che fino al 29 agosto 2021 presenta al pubblico “La lunga strada di sabbia”: un percorso fotografico di 101 immagini che racconta le vacanze degli italiani nell’estate del 1959, attraverso gli scatti di Paolo di Paolo e i testi di Pasolini.

È d’obbligo anche una capatina alla Fabbrica del Vapore, dove fino al 25 luglio 2021 sarà visitabile la mostra “Frida Khalo – Il caos dentro”. Un percorso interattivo e sensoriale che ci porta all’interno della vita, la storia e la creatività di Frida per conoscerla a 360 gradi attraverso percorsi tematici, opere, lettere, abiti e gioielli ispirati all’artista e focus dedicati alle singole opere.

 

FIRENZE

Passando alla prossima tappa, arriviamo a Firenze, dove non possiamo aprire la stagione estiva dei musei senza menzionare la mostra Gucci Garden Archetypes”, inaugurata il 14 maggio nella Gucci Garden Galleria per festeggiare il centenario della maison.

Il direttore creativo Alessandro Michele definisce la mostra come “un parco giochi delle emozioni”, trasmettendo subito l’idea di un’esperienza immersiva multimediale che celebra la visione creativa della maison ed esplora la visione caleidoscopica del designer tra arte, musica, viaggi e cultura popolare.

Tecnologia all’avanguardia, elaborate lavorazioni a mano e un incredibile interior design: questi i mezzi con cui la mostra (curata personalmente da Alessandro Michele) trasporta il visitatore in una sequenza di diversi mondi immersivi disegnati da Archivio Personale, lo studio di design che ha trasformato la visione dello stilista in spazi narrativi che raccontano e riflettono la sua estetica unica.

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Una delle stanze immersive della mostra “Gucci Garden Archetypes” visitabile al Gucci Garden di Firenze (Photo: Gucci)

Ma nel capoluogo fiorentino c’è anche un’altra mostra che riapre finalmente al pubblico dopo la chiusura imposta dalle restrizioni anti-Coronavirus. Parliamo di “Seta”, la grande esposizione in corso fino al 18 aprile 2022 al Museo Salvatore Ferragamo: un percorso fatto di storie e suggestioni dedicato alla figura di Fulvia Ferragamo (figlia di Salvatore e Wanda e scomparsa nel 2018), che dal 1971 diede vita alla produzione di cravatte e foulard poi diventati due dei prodotti più amati e ricercati dalla maison -oltre alle già celebri scarpe.

Le esotiche e oramai iconiche grafiche dei foulard della maison sono le protagoniste del percorso espositivo curato da Stefania Ricci e dalla exhibition maker Judith Clark, frutto di un lavoro durato ben 3 anni. Giungle e savane fantastiche, paesaggi dai fiori esotici e immaginari ammalieranno i visitatori in un dialogo continuo tra arte e moda, arricchito inoltre dall’installazione site specific “Were creatures born celestial?” di Sun Yuan e Peng Yu, due tra gli artisti contemporanei più notati e discussi dell’ultima Biennale di Venezia.

 

TORINO

Anche Torino, come Milano, si appresta a celebrare la figura di Peter Lindbergh, questa volta con un’esposizione curata (per la prima volta) dall’artista stesso.
La mostra “Untold Stories” sarà visitabile fino al 13 agosto presso gli spazi dell’ARTiglieria Con/temporary Art Center, in occasione di Paratissima -nata come evento off di Artissima e diventata poi un appuntamento rinomato per gli amanti dell’arte contemporanea.

Il corpo centrale della mostra, che si apre e si chiude con due grandi installazioni, racchiude ben 14o scatti fotografici d’archivio (sia noti che inediti) di moda, ma non nel senso più stretto: se è vero che agli inizi degli anni Novanta la scelta stilistica del fotografo fu innovativa e collocabile all’interno del mondo fashion, la sua ricerca non si fermò lì e -come dimostra l’esposizione- le immagini si inseriscono in un contesto più ampio di attualità e contemporaneità.

Per gli appassionati di fotografia, la gita a Torino non finisce qui.
È infatti il periodo perfetto per visitare un’altra mostra attesissima: la doppia personale dedicata ai fotografi Lisette Model e Horst P. Horst, visitabile a Camera (Centro Italiano per la Fotografia) fino al 4 luglio 2021.

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La doppia personale dedicata ai fotografi Horst P. Horst e Lisette Model presso le sedi di Camera a Torino (Photo: Spazio Torino)

L’esposizione unisce 130 fotografie dell’ironica e dissacrante street photographer a 150 scatti del genio della fotografia di moda: due visioni opposte, ma che rappresentano entrambe due punti di riferimento nello sviluppo del proprio specifico genere fotografico nonché un’ispirazione per intere generazioni.

Nonostante l’avvicinamento al mondo della fotografia inizi per entrambi a Parigi negli anni Trenta, l’atteggiamento dei due artisti nei confronti dei soggetti prescelti è totalmente diverso. Se per l’autrice austriaca i soggetti diventano caricature di sé stessi, emblema di una società goffa e decadente, per l’autore tedesco, invece, le proprie modelle rappresentano un’eleganza senza tempo, fatta di richiami classici e bellezza statuaria.

 

BOLOGNA

A Bologna si cambia registro e si fa un salto indietro nel tempo.
Fino 12 settembre 2021, al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, si potrà assistere alla mostra “Le plaisir du vivre”, un incontro tra due delle più raffinate civiltà estetiche del Settecento italiano: la bolognese da una parte e la veneziana dall’altra.

Il percorso della mostra si sviluppa attraverso il patrimonio del museo, una raccolta preziosissima di numerose testimonianze frutto dell’abilità di artigiani, ebanisti e vetrai operanti nelle botteghe veneziane del XVIII secolo. I visitatori troveranno cornici, mobili, servizi da tavola in vetro di Murano, ma anche una selezionata campionatura di pezzi provenienti dalle collezioni tessili e di abiti antichi del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume annesso al Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia.

La campionatura raggruppa modelli d’abbigliamento e accessori appartenenti alla moda femminile ma anche a quella maschile (abiti, calzature e copricapi d’epoca), un vestiario che documenta i fasti della società laica, ma anche la solennità del potere ecclesiastico, rappresentato da paramenti sacri di alta manifattura tessile prodotti a Venezia.

 

ROMA

Per gli amanti degli accessori più preziosi, la gita si sposta a Roma.
Qui, nello spazio esclusivo del negozio storico della maison in Via Condotti, Bulgari ha allestito la mostra di gioielli “Serpenti Gallery”, un omaggio alla iconica collezione “Serpenti”.

Fino al 13 giugno, il visitatore potrà ripercorrere la storia del brand attraverso gioielli unici, in edizione limitata o appartenenti a collezioni private: oltre alla possibilità di ammirare dal vivo una serie di creazioni storiche provenienti dalla Collezione Heritage e da esclusive raccolte private, sarà esposta per la prima volta anche una spilla in oro con onice, corallo, berillo e diamanti scelta come oggetto di scena per il film “Inferno” di Dario Argento. 

bulgari serpent - Un'estate di cultura e modaLa mostra “Serpenti Gallery” celebra il serpente simbolo della maison nel negozio storico di Via Condotti (Photo: Bulgari)

Al centro dell’esposizione c’è infatti il simbolo della maison, che ne incapsula la storia: pezzi unici, prestiti e recuperi inaspettati per un evento che vuole rendere omaggio a Roma, città da cui tutto é partito. L’esposizione si snoda lungo lo scenografico corridoio con volta a botte in vetrocemento realizzato da Florestano Di Fausto nel 1934 e accompagna il visitatore in un viaggio nel tempo e nel cuore del brand, partendo dal primo motivo a serpente dei bracciali-orologio avvolti nelle innovative spirali Tubogas, femminili maglie d’oro connesse tra di loro senza alcuna saldatura.

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