Il ritorno di Phoebe Philo

Phoebe Philo torna con un suo brand dopo 3 anni di assenza, ma il suo stile non se n’è mai andato

phoebe philo - Il ritorno di Phoebe Philo
La designer Phoebe Philo (Photo: Willy Vanderperre/Conde Nast Via Getty Images)

Ottobre 2017. Per molti appassionati del mondo moda è un momento segnato da un cambiamento difficile da mandare giù: l’abbandono di Céline da parte della stilista simbolo della maison Phoebe Philo.

Nonostante i rumors serpeggiassero tra i professionisti del settore e le redazioni già da tempo, la notizia era arrivata come una vera doccia fredda per gli amanti storici del marchio.
D’altra parte, la designer era stata al timone della casa di moda per quasi 10 anni ed era riuscita nell’intento di creare capi senza tempo.
È il 2008 quando Phoebe Philo entra in casa Céline e firma i suoi primi successi: le sue collezioni parlano perfettamente alle donne del suo tempo, proponendo uno stile minimal ma elegante, destinato a non passare mai di moda. Allo stesso modo, anche il mondo degli accessori rimane travolto dal suo talento inarrestabile e ne sono la riprova borse diventate pietre miliari dei guardaroba più esclusivi -come i modelli ClassicLuggageTrapeze e Cabas.

A dimostrazione dell’amore che le donne della sua generazione provano per il suo stile e la sua eleganza, ricordiamo il piccolo capannello di fan e professioniste che, durante la presentazione della prima collezione CELINE firmata da Hedi Slimane dopo l’addio di Phoebe, si sono incontrate a La Bar Du Caveau a Parigi per celebrarne il talento.

Un raduno di professioniste, giornaliste, fashion editor e modelle, ma più di tutto un ritrovo di fan appassionate (ribattezzate “Philophiles”) decise a dare vita a un evento parallelo rispetto alla sfilata.
Il codice di abbigliamento? “Rigorosamente Céline, non CELINE” è quello che si poteva leggere nell’invito creato per l’occasione: un gioco di grafica e accenti che fa un chiaro riferimento al rebranding che di lì a poco sarebbe stato messo in atto col passaggio di testimone da Phoebe a Slimane.

Era il 1° ottobre 2018 quando andava in scena la prima sfilata di Hedi Slimane come direttore creativo della nuova CELINE e le reazioni quantomeno tiepide non si fecero attendere.
Sui 94 look presentati in collezione (dove venne introdotto l’abbigliamento da uomo, territorio inesplorato dalla Philo) si abbatterono critiche incentrate soprattutto sulla rottura troppo netta dello stilista rispetto allo stile che fino a quel momento aveva contraddistinto il marchio.
Il designer, con il suo bagaglio di esperienze accumulate prima presso Dior Homme e poi da Saint Laurent, porta in passerella la sua fissazione per l’adolescenza, il bianco e il nero, le silhouette allungate per uno stile giovanile più affine alla Gen Z che alla femminilità tanto amata dalle Philosophiles più storiche in cerca di capi che le facciano sentire bene.

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La collezione Celine SS19, la prima firmata da Hedi Slimane (Photo: AFP/Getty Images)

Ma si sa, nella moda tutto cambia costantemente. Alcune cose passano, alcune cose restano e alcune cose ritornano.
Era il 2018, ma oggi, nel 2021, qualcuno sta ritornando: dopo tre anni di assenza, Phoebe Philo ritorna al lavoro con una nuova linea di abbigliamento e fissa il suo ritorno nel panorama moda per gennaio 2022 grazie al supporto del gruppo LVMH.

Musica per le orecchie delle sue fan più accanite, che già pregustano il ritorno di colei che ha saputo vestire prettamente per lo sguardo femminile. Ma non è tutto.
Sebbene la sua nuova linea sarà parzialmente sostenuta da LVMH, il colosso del lusso ha concordato di detenere solo una quota di minoranza, lasciando alla Philo l’indipendenza che desidera e consentendole di mantenere il controllo, governare e sperimentare come riterrà opportuno.

Insomma, tre anni e mezzo dopo aver lasciato il suo ruolo come direttore artistico di Céline, la designer ritorna con qualcosa di nuovo e personale che finalmente marcherà la sua estetica con il suo nome.
Seppure contraddistinta, come sempre, da una certa ritrosia verso interviste e apparizioni pubbliche, la stilista ha riservato parole entusiaste per l’annuncio: “Essere nel mio studio e creare ancora una volta è stato emozionante e incredibilmente appagante. Non vedo l’ora di tornare in contatto con il mio pubblico e le persone di tutto il mondo.”

Solo tante aspettative, ma per il momento il brand rimane ancora avvolto nel mistero.
Una cosa è già stata messa in chiaro però: la linea sarà di qualità eccezionale, un qualcosa che rimanda subito alle caratteristiche della moda per la fascia alta del lusso sia sotto il punto di vista dei prezzi che dei materiali. La sede sarà probabilmente Londra, città della designer e luogo dove lei stessa aveva deciso di stabilire l’ufficio stile di Céline (nonostante la sede del marchio sia a Parigi).

Le domande sono tante e le speranze alle stelle.
Chissà, forse la stilista ignorerà il ritmo canonico dei fashion show per una visione della moda e della creatività più lenta e sostenibile? Forse sarà colei in grado di prendere posizione e distaccarsi dalla cultura (oramai dominante) dell’usa e getta, dove brand e contenuti si muovono alla velocità di internet su social come TikTok e Instagram?

In un momento in cui il mercato cerca di rincorrere i desideri di un consumatore quanto mai confuso, l’entusiasmo verso questa nuova impresa imprenditoriale della Philo nasce dal modo in cui la designer è sempre stata in grado di inventare qualcosa e di proporlo senza imposizioni tramite collezioni che descrivono una coerente idea di base: quella di una donna potente ma non sessualizzata, che veste per se stessa e non per lo sguardo degli altri.
È uno stile a cui aspirano tutte le donne che la idolatrano: elegante ma senza legarsi troppo al passato, pratico ma senza cadere nella sciatteria, intellettuale ma privo di snobismo.

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A Céline, Phoebe Philo ha introdotto alcune delle it-bags più iconiche di sempre, come la Luggage e la Classic. (Photo: Getty Images)

Non sono le campagne pubblicitarie (sempre firmate dallo stesso fotografo, Juergen Teller, e con protagonista sempre la stessa modella Daria Werbowy) a trascinare le Philophiles verso l’acquisto e non sono nemmeno immaginari complessi o il susseguirsi dei trend: ciò che ha sempre contraddistinto Céline di Phoebe Philo è un’estetica minimale senza tempo divenuta iconica.

E l’amore verso questo stile, ora pronto a riesplodere con la nuova linea in arrivo, è stato testimoniato negli anni di assenza della designer da numerosi account-archivio sbocciati sui social (come @Oldceline o @phoebephilodiary), ma anche e soprattutto dall’impennata di vendite di capi e accessori Céline vintage, divenuti desideratissimi (e costosisissimi!) sin dai primi momenti dopo il suo arrivederci al fashion business.

A Phoebe Philo s’ispira un’intera generazione di designer che ne ha ereditato l’estetica effortless chic, approcciandola da prospettive diverse ma sempre con il medesimo intento di costruire un guardaroba femminile orgoglioso, fatto di qualità e comfort.
Parlando di alta moda troviamo tra i suoi seguaci Luke e Lucie Meier di Jil Sander, Bottega Veneta di Daniel Lee, fino al Loewe di Jonathan Anderson e al The Row delle gemelle Olsen.
Ma sono soprattutto i brand di nicchia e quelli del fast fashion a seguire le orme della stilista: Joseph (dell’inglese Joseph Ettedgui) e Khaite (dell’americana Cate Holstein), poi ancora Arket e COS (i due marchi del gruppo H&M).

Non è difficile comprendere come mai la figura di Phoebe Philo sia stata fondamentale nel panorama moda.
Un direttore creativo donna (e per di più britannico) che viene messo a capo di uno degli heritage brand della capitale francese, ma che nonostante questo decide di non rinunciare alla sua vita privata. Negoziato lo spostamento dell’ufficio stile da Parigi a Londra per essere più vicina alla sua famiglia, si approccia alla maison con pragmatismo e sfrutta l’allora sopita immagine del brand come una tela vuota su cui dipingere la sua nuova visione di donna: matura, indipendente e consapevole, portatrice di una sensualità priva di cliché generati dal mondo maschile.

Essere una donna Céline non vuol dire (solamente) vestire Céline, ma incarnare una certa tipologia di donna colta e consapevole della propria forza e della propria vulnerabilità.
Sneakers bianche, un cappotto sartoriale ed essenziale, un maglione oversize e una coda di cavallo bassa ed elegante: questo il look basico e subito riconoscibile che la Philo ha saputo cristallizzare nel tempo, divenuto subito amatissimo dalle sue seguaci. Uno stile che deve essere abbracciato in toto, non solo attraverso i vestiti: un’eleganza contemporanea senza sovrastrutture o sbavature.

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Collezione ready to wear SS15 di Céline, disegnata da Phoebe Philo (Photo: Francois Guillot/AFP/Getty Images)

Se Phoebe Philo è tornata, è sicuramente perché ha qualcosa di completamente nuovo da dire e per dirlo non vuole scendere a compromessi. Non ci resta che stare a guardare, nell’attesa di scoprire cosa avrà in serbo per noi la designer che è stata capace di disegnare capi da donne e per le donne.
Chissà, forse sarà proprio lei a tracciare -ancora una volta- l’estetica femminile contemporanea.

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