Voglia di uscire a riveder le stelle: l’astrologia è di moda

L’astrologia domina i social e la moda ne prende in prestito i simboli

mano astrologica - Voglia di uscire a riveder le stelle: l'astrologia è di moda
(Photo: Getty Images)

Di fronte ad un cosmo sconosciuto e smisurato, i nostri antenati, come gli antichi babilonesi, i sumeri e gli egizi, si affidavano tutti allo studio del cielo notturno e diurno, scrutando attenti le stelle alla ricerca di risposte. E oggi?
Oggi anche.

Sospinti dalla pandemia, che ha creato un clima di incertezza e ansia senza precedenti, i Millenials e i giovanissimi della Gen Z si ritrovano a guardare le stelle con il naso all’insù per elevarsi da una realtà difficile, conoscere se stessi e trovare una guida in questi tempi difficili.

Mentre le credenze religiose sembrano essere in costante declino (fuori e dentro l’Italia), non stupisce che i giovani delle nuove generazioni si ritrovino a guardare oltre loro stessi, verso lo spazio, mossi dalla popolarità che le tematiche New Age hanno acquisito nell’ultimo periodo.

E così, per citare il Sommo Poeta: “uscimmo a riveder le stelle”.
È il trionfo dell’astrologia, che, a suon di meme, account Instagram da milioni di seguaci e collezioni di moda, torna alla ribalta come mai prima di questo momento.

Anzi, un’epoca in cui l’astrologia è stata (perdonate il gioco di parole) letteralmente “alle stelle” già è esistita: parliamo della cosiddetta “Era dell’Acquario”.
Era il periodo a cavallo tra gli anni ’60 e i ’70 e l’espressione “Era dell’Acquario” venne scelta per indicare il movimento giovanile degli hippie, che diedero origine a movimenti culturali alternativi in contrasto con il costante progresso scientifico e più orientati al soprannaturale e l’esoterico, considerati da molti come il presagio di un cambiamento futuro che avrebbe portato una nuova ventata di valori.
Cure alternative, discipline orientali, il ritorno alla meditazione come ricerca interiore di sé stessi e poi la ribellione, intesa come anticonformismo e ricerca del nuovo: questo ciò che gli hippie amavano e simboleggiavano.

E ora siamo davvero in quell’epoca. Infatti, secondo molti astrologi, siamo entrati ufficialmente nell’Era dell’Acquario dal 21 dicembre 2020: momento della congiunzione tra Giove e Saturno.
Allora forse non è un caso che proprio adesso si stia verificando un ritorno alla spiritualità.
Ma c’è anche altro. L’Acquario rappresenta infatti il guardare dentro di noi piuttosto che a un leader di riferimento, rappresenta una forte fiducia nella scienza e nella tecnologia (certamente la vera protagonista dei nostri giorni), una progressione delle proprie capacità attraverso mezzi moderni come robot e Intelligenza Artificiale e infine un rinnovato senso di comunità.

Siamo di fronte a un nuovo panorama di Millenials e Gen Z che non osteggiano il progresso, come fu per gli hippie, ma che anzi puntano a un equilibrio dove non esiste contraddizione tra l’uso dell’astrologia e la fiducia nella scienza. È una nuova alba per questa antichissima disciplina, prima relegata al semplice oroscopo da sfogliare nei minuti d’attesa dal parrucchiere e oggi invece sul punto di rinascere su un piano molto più profondo.

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I consigli astrologici che si possono ricevere quotidianamente grazie all’app Co-Star (Photo: Twitter)

Sì perché oltre al segno solare (ovvero il segno nel quale siamo nati) c’è molto di più.
Ben oltre l’odio generico per i gemelli “troppo imprevedibili” o i cliché sui capricorno “stakanovisti”, oggi le nuove generazioni conoscono approfonditamente la posizione della propria luna, i significati delle case, i simboli associati a ogni segno e pianeta.
Nel Regno Unito, solo per fare un esempio, le ricerche su Google per “tema natale” (la carta astrale che ci mostra la posizione di tutti i pianeti al momento della nostra nascita) sono praticamente raddoppiate tra il novembre 2013 e il novembre 2018, mentre dal settembre 2017 è in costante aumento anche il numero di persone che fanno ricerche sulla compatibilità astrologica.

Tutto questo interesse ha dato una spinta notevole all’editoria (con un incremento nelle vendite di libri su mente, corpo e anima), ma anche e soprattutto ai social.
È impossibile scrollare la propria timeline senza incappare in almeno un meme a tema astrologico: profili di successo come @NotAllGeminis@Trashbag_Astrology o @TheZodiacsTea offrono informazioni sul comportamento umano attraverso meme spiritosi (ormai linguaggio per eccellenza di Gen Z e Millenials) giocando con gli stereotipi sui segni zodiacali, rendendo questo mondo sempre più accessibile anche ai profani e toccando argomenti comuni a tutti (come gli appuntamenti amorosi, la famiglia e il lavoro).

E chi rimane attratto dall’argomento e sceglie di andare in profondità non ha che l’imbarazzo della scelta. Gli ultimi anni sono infatti un tripudio di app legate all’astrologia, che ci permettono con pochi tocchi delle dita di avere sott’occhio il nostro tema natale o anche solo preziosi consigli in base ai transiti che riguardano il nostro segno

C’è Co-Star, una delle app più amate che fornisce aggiornamenti quotidiani in base alla propria carta astrale e conta ad oggi più di 7,5 milioni di utenti. L’app utilizza i dati della NASA per tracciare il quadro dell’utente e ne calcola l’oroscopo quotidiano, ma è amata soprattutto per il tone-of-voice colloquiale dei consigli giornalieri che fornisce: piccole notifiche che l’utente può ricondividere con i propri contatti postando screenshot ormai notissimi sui social.

Un’altra molto popolare è Pattern, che non pubblica oroscopi ma suggestioni. Di esse, si può scegliere di leggere una versione ridotta o una più approfondita: sempre con lo scopo di conoscere se stessi e scavare, attraverso le stelle, nella propria personalità. 

E la moda? Cosa può c’entrare con tutto questo?
Beh, la moda c’entra sempre. In quanto specchio dei tempi e dei desideri del consumatore in continuo cambiamento, non può esimersi dal captare i segnali che fluttuano su internet, sui social, tra le generazioni e usarli come mezzo per aprirsi un varco nel mercato.

Parallelamente a questa ossessione astrologica, si è sviluppato infatti un nuovo trend legato a accessori e indumenti decorati con i simboli dello zodiaco: una customizzazione dei capi del proprio guardaroba che rimarca il bisogno di esprimere la propria personalità anche attraverso l’esibizione della costellazione di cui si fa parte e che soddisfa il bisogno di sentirsi parte di un gruppo mostrando fieramente il proprio segno per essere subito riconosciuti dai propri “simili”.

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Vetements dedica un’edizione limitata di impermeabili ai 12 segni zodiacali (Photo: Vetements)

Proprio come succede con l’identificazione nella tifoseria di squadre sportive o fan club, espressa attraverso felpe o cappellini, questa personalizzazione non fa solo leva su una passione comune ma riunisce le persone attraverso l’appartenenza condivisa a un segno, che diventa parte integrante della propria personalità.

Così l’astrologia diventa glamour, ma sarebbe sbagliato pensare che la relazione tra essa e la moda sia qualcosa di nuovo. Questo rapporto affonda le sue radici in un gioco di associazioni che per molti secoli ha legato indissolubilmente la figura della donna al mistero, l’ignoto e la magia.
Le donne nel Medioevo erano considerate incantatrici, streghe, fonte di complessità e fascino senza fine, direttamente contrapposte a ciò che nel XIX secolo era considerato maschile: il scientifico, la razionalità e la sapienza.

Tra le aree considerate femminili figura ovviamente la moda: una forma d’arte così fluida e in costante cambiamento che può muoversi in perfetta sincronia con il mondo dell’astrologia, volto a sondare l’interiorità dell’individuo.
Così come gli artisti del simbolismo abbracciarono i temi del sovrannaturale nelle loro opere, anche i creatori di moda vengono progressivamente sedotti dall’astrologia e lo dimostrano integrando nei campi simboli e riferimenti a questa disciplina.

Tra i più illustri appassionati di astrologia non si può non citare lui: Christian Dior.
Si dice che il fondatore della storica maison consultò la chiromante Madame Delahanye prima di cominciare l’avventura con la sua casa di moda dopo gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale.
Il resto, come si dice, è storia: la fortuna era scritta nelle stelle per Dior e di lì a poco diventò il più influente couturier del pianeta.

Passando a tempi più recenti, i successori dello stilista hanno omaggiato numerose volte la dedizione della maison Dior per l’astrologia, lasciandosi ispirare dai simboli e dall’estetica di costellazioni e pianeti.
John Galliano in primis ha citato più e più volte questa passione nella sua collezione S/S 1997, intrisa di figure e fenomeni culturali che richiamano l’astrologia e la volta celeste.
Maria Grazia Chiuri, ad oggi direttore creativo del brand, ha ampiamente utilizzato l’immaginario astrologico per decorare i vestiti della sua prima collezione Haute Couture S/S 2017 e in occasione della collezione Resort 2018, dedicata al rapporto tra magia e femminismo e realizzata con Vicki Noble (curatrice sciamanica e creatrice di tarocchi femministi).

Ma i nomi dei creativi che si sono lasciati ispirare dal cosmo sono tanti: Karl Lagerfeld e Silvio Fendi hanno creato una collezione di costumi da bagno con i nomi di segni zodiacali per la stagione S/S 1993, Peter Dundas ha dedicato la sfilata A/I 2015 Emilio Pucci al simbolismo celeste, Demna Gsvalia di Vetements ha lanciato una collezione limited edition di impermeabili tematici dedicati ai 12 segni zodiacali, mentre Elisa Schiaparelli (non a caso nipote del famoso astronomo e direttore dell’Osservatorio di Brera Giovanni Schiaparelli) ha incanalato la sua percezione romantica dell’astrologia nella giacca “Zodiac” realizzata in velluto, ricamata a mano e venduta all’asta a 110mila sterline.

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A destra, gli stivali a tema astrologico della collezione A/I 2015 di Emilio Pucci (Photo: Vogue)

Ad oggi, è difficile trovare un brand (grande o piccolo che sia) che non abbia cavalcato almeno una volta l’onda della riscoperta dell’astrologia.
Alcuni marchi hanno scelto di farlo infondendo un’aura magica nelle loro collezioni, altri hanno giocato con le possibilità dell’estetica astrologica e con la sua capacità di attrarre il consumatore e c’è infine chi ha legato l’ambiente queer ai segni zodiacali -due mondi che sembrano comunicare sempre di più, stando ai numerosi account Instagram dedicati al queer humour per gli appassionati di stelle del movimento LGBTQ+.

Dati i numerosi esempi sopracitati e la natura stessa volubile dei trend, non ci resta che farci una domanda: la mania per l’astrologia sarà solo un passeggero fuoco di paglia da capitalizzare per poi abbandonare? O siamo di fronte a un vero bisogno di nuovi mezzi che ci aiutino a comprendere un mondo irrequieto che ci spaventa ora più che mai?

È facile ipotizzare che la risposta sia un mix tra ambedue le opzioni.
Certo è che l’astrologia è tornata, sdoganata da un oroscopo generico da fagocitare tra un impegno e l’altro: è tornata come vera disciplina di studio, da analizzare nel profondo e trasformare in uno strumento per sondare i limiti del nostro essere.

Moda e astrologia sembrano due facce della stessa medaglia: esteriorità ed interiorità che si uniscono per descrivere dentro e fuori quella che è la nostra vera identità.

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