Il Salone del Mobile 2021 diventa “super”

Dopo due anni di stop Milano si rianima con il FuoriSalone 2021, dove moda e design dialogano

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Design Variations 2021, Aires Mateus for Palazzo Litta (Photo: AD Italia)

A Milano c’è aria di ripresa.
La ripresa dei ritmi che avevano rallentato fino ad assopirsi con la pausa estiva, e con loro la ripresa di quel settore eventi tanto colpito dal Covid-19, che da sempre caratterizza la città e la rende un cuore pulsante di arte, cultura e innovazione.

Tra questi eventi ce n’è uno storico, che si è rifatto il look ed è riuscito a stupire tutti.
Parliamo del Fuorisalone, o forse sarebbe meglio chiamarlo “Supersalone”.

Dal 5 al 10 settembre, Milano riapre le porte al design con l’edizione 2021 della manifestazione più attesa nel campo dell’arredo, punta di diamante dell’immagine italiana nel mondo, e lo fa attraverso volti inediti e un nuovo format.

Il “Supersalone” trasforma il Salone del Mobile in qualcosa di totalmente nuovo: un nuovo concept, un’opera di comunicazione collettiva pensata per una fruizione veloce ed emozionale, che si rivolge a un pubblico generalista e non solamente ai professionisti del settore. Ma cosa cambia precisamente?
Oltre all’apertura al pubblico e alla possibilità di comprare i prodotti in mostra, la grande novità sta negli allestimenti.

Non ci sono i tradizionali grandi stand gestiti e personalizzati dalle aziende, ma spazi di pochi metri e pareti dove i marchi possono presentare le loro novità, usando come display le pareti verticali realizzate con pannelli di legno (100% riciclato ovviamente, in linea con l’approccio sostenibile che contraddistingue tutta la manifestazione).

È l’edizione speciale perfetta per festeggiare i primi 30 anni dell’intramontabile Fuorisalone, celebrato da eventi e installazioni legati alla Milano Design Week in vari distretti della città e rinnovato con uno spirito sperimentale che dà la precedenza alla creatività pura e stravagante dei nuovi talenti della progettazione.

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Un dettaglio della nuova “Gucci Cartoleria” allestita da Gucci in occasione del FuoriSalone 2021 (Photo: Gucci)

È di Stefano Boeri (architetto e curatore d’eccezione già alla guida della Triennale) e del suo team di progettisti l’idea di dare una nuova veste all’evento, con lo scopo di unire reale e digitale e soprattutto rilanciare il ruolo chiave della città di Milano dopo lo stop mondiale imposto dal Covid-19. L’importanza internazionale della città nei settori della finanza e dell’alta moda, del design e della gastronomia si sposa perfettamente con la più importante vetrina espositiva mondiale dedicata all’industria dell’arredo.

Seppur lontani dai numeri record dall’ultima edizione dell’evento (quello del 2019, quando la manifestazione richiamò 386mila visitatori provenienti da 181 Paesi) il Supersalone sembra destinato a rappresentare una ripartenza in grande stile per la città: una ricerca svolta dall’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza stima tra i 93 e i 121 milioni di euro l’indotto generato dai visitatori attesi all’evento. Una cifra che comprende spese di alloggio (tra i 69 e i 90 milioni), ristorazione (13-17 milioni), shopping (11-14 milioni) e biglietti d’ingresso alla fiera (3-4 milioni).

Ma i grandi numeri non finiscono qua.
Parlando infatti non più dei visitatori ma bensì dei veri e propri player che costruiscono l’evento, le cifre lasciano altrettanto sbalorditi: a presenziare sono 423 brand, 50 designer indipendenti, 170 progetti provenienti da 48 scuole internazionali di design, 20 tra le personalità più influenti del panorama creativo di oggi, 110 sedute premiate negli anni dal Compasso d’Oro, sei grandi chef, cinque opere cinematografiche selezionate dal MDFF e infine 200 alberi di Forestami.

E parlando proprio di sostenibilità, il progetto Forestami non è l’unico a mantenere ben salda la questione ambientale durante il Supersalone.
Infatti, oltre agli alberi piantati grazie al progetto promosso dalla Città di Milano e volto a migliorare la qualità della vita e dell’aria, anche gli allestimenti dell’evento sono stati realizzati e pensati con un’impronta green: saranno ben 1,2 milioni i chilogrammi di CO2 non immessi nell’atmosfera, grazie proprio al recupero degli allestimenti che potranno essere poi smontati e riutilizzati.

Fuori dai canonici spazi del polo fieristico di Rho, la Milano Design Week coinvolge tutti i quartieri della città e si fa spazio nel mondo moda, dove i principali brand si lasciano andare alla creatività con progetti e installazioni in attesa della prossima Fashion Week del 21 settembre. 

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La mostra di Rick Owens intitolata “Dialog with emerging Italian Designers” in occasione del FuoriSalone 2021 (Photo: Maison Mouton Noir)

Tra i protagonisti di questo connubio tra moda e design troviamo sicuramente Rick Owen, che partecipa alla rassegna con la mostra “Rick Owens, dialog with emerging Italian designers” allestita allo spazio Cb32 di Via Cesare Balbo. Grazie alla galleria newyorkese Galerie Philia, il poliedrico stilista californiano, celebre per il suo stile minimalista e architettonico, espone i suoi manufatti in dialogo con una selezione curata di progetti di talenti italiani emergenti influenzati dai suoi progetti scultorei.

Totalmente diverso e inaspettato il progetto di Alessandro Michele per Gucci, che in occasione della rassegna presenta “Gucci Cartoleria”: un temporary store in via Manzoni 19 che (fino al 17 settembre) sarà il regno della fantasia, una sorta di “camera delle meraviglie” dove Michele amava perdersi da piccolo. Qui, i clienti potranno trovare quaderni con copertine a motivi grafici, floreali o a tema Disney, rivestite in tessuto GG supreme o nel rivoluzionario materiale Demetra™, risultato di due anni di ricerca e sviluppo da parte del dipartimento tecnico e degli esperti artigiani della maison.
Il tema green al centro del Supersalone ritorna infatti con la proposta di Gucci: il tessuto Demetra è realizzato utilizzando le stesse competenze e processi impiegati per la concia, ma è fatto con materie prime animal-free, derivanti in larga parte da fonti sostenibili, rinnovabili e bio-based.

Dior sceglie di attenersi di più al tema della rassegna e fa ruotare il suo progetto intorno a uno dei simboli della nascita della maison: la Dior Medallion Chair, la sedia Luigi XVI che venne scelta da Christian Dior per far accomodare i suoi ospiti.
Ciò che il brand ha chiesto ai designer e agli architetti internazionali in occasione del Salone è di reinterpretare questo iconico pezzo di arredo, ormai simbolo dello stile parigino, senza alcun tipo di limitazione o confine.
Dalla Francia al Giappone, dal Libano al Sud Africa: tutti i progetti dei partecipanti saranno visibili fino a venerdì 10 settembre presso Palazzo Citterio, futura sede della collezione di arte moderna della Pinacoteca di Brera.

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Le interpretazioni della “Dior Medallion Chair”, simbolo del brand e progetto di Dior per il FuoriSalone 2021 (Photo: Alessandro Garofalo)

Sempre rimanendo nel mondo dei complementi d’arredo, troviamo il progetto Off-White a cura di Virgil Abloh, ormai vero re delle collaborazioni, che presenta una nuova limited home collaboration con Ginori 1735.
La collezione (primo drop di una lunga partnership prevista per il 2022) propone un set completo di
stoviglie con piatti piani, piatti da portata, una teiera e un set di piattini per tazze da tè caratterizzati dai contrasti in bianco e nero ed è stata presentata all’interno dello store Off-White di Milano attraverso un’installazione immersiva. Il piano terra del negozio diventa un ambiente Off-White Home, in cui diversi oggetti sono parte di un dialogo visivo in cui lo spazio si trasforma in un vero e proprio appartamento ispirato alla vita reale.

Attesissima anche la mostra di Bulgari (visitabile fino al 10 settembre alla GAM), in cui 4 artisti internazionali sono stati chiamati a reinterpretare un tema molto caro alla maison.
Parliamo della metamorfosi e del cambiamento, un tema che Bulgari ha esplorato in particolar modo nella collezione Serpenti, e che in questa esposizione viene affrontato con una serie di linguaggi molto distanti tra di loro.
Sotto la direzione artistica di Alba Cappellieri, il simbolo del serpente, affascinante icona della maison di gioielleria, viene reintepretato dalle opere di quattro artisti: Ann Veronica Janssens, Azuma Makoto, Daan Roosegaarde e Vincent Van Duysen.

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