La Primavera/Estate 22 raccontata dalle sfilate della London Fashion Week

Tempo di fashion week a Londra: scopriamo insieme quali sono state le sfilate più interessanti

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La piscina olimpionica del London Aquatic Center è stata trasformata in una passerella per la sfilata P/E 22 di David Koma (Photo: Richard Pohle)

Come gran parte delle più recenti settimane della moda, le ultime due edizioni della London Fashion Week si sono svolte quasi interamente in forma virtuale, attraverso l’omonima piattaforma ufficiale.
Dopo l’allentamento delle restrizioni sul distanziamento sociale imposte dal Covid-19, anche a Londra le sfilate tornano finalmente in presenza, con circa 130 designer che si sono alternati presentando le loro collezioni Primavera/Estate 2022 in un mix di digitale e “reale”.

Dal 17 al 21 settembre sono andate in scena nella capitale britannica le sfilate dedicate alla prossima stagione calda, che già dall’anno scorso prevedono collezioni genderless senza alcuna divisione tra moda donna e uomo. A presentare dal vivo le proprie collezioni sono stati, tra gli altri, nomi come Erdem, Simone Rocha, Margaret Howell e Richard Quinn, mentre Molly Goddard e Vivienne Westwood hanno scelto il supporto digitale.

Una delle grandi novità di questa settimana della moda è stata senza ombra di dubbio la prima sfilata in solitaria di Nensi Dojaka, designer fresca fresca di premio LVMH per i talenti emergenti, che ha avuto il compito a dare il via al calendario sfilate attraverso uno spazio TikTok.

Scopriamo insieme quali sono le sfilate che hanno lasciato il segno in questa London Fashion Week appena conclusa e facciamo un viaggio all’interno delle nuove collezioni P/E 22 dei più grandi designer britannici.

 

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La sfilata P/E 22 di Richard Quinn presentata alla London Fashion Week (Photo: Vogue)

Richard Quinn

La sfilata di Richard Quinn ha chiuso in grande stile la London Fashion Week con uno show allestito in una location esclusiva situata nel West End: il Londoner Hotel, primo maxi hotel di charme al mondo, caratterizzato da un’atmosfera alla moda e un’offerta mastodontica tra ristoranti, bar e camere.

Il designer londinese, già negli annali della moda britannica dal 2018 (anno in cui ha ricevuto il Queen Elizabeth II Award come miglior designer emergente), ha presentato la sua P/E 22 portando in passerella, davanti a una platea di vip del settore, proprio quei look che lo hanno reso tra i favoriti della Regina.

Per la prossima primavera, il designer inglese propone un mix di codici che esaltano un attitudine sofisticata, dove convivono armoniosamente lusso e qualità. Dagli accessori ai riferimenti pop sugli abiti dall’anima luxury, Quinn parte dal glamour in stile retrò e gli dona nuova vita con borchie e volumi sinuosi, promuovendo una moda che non si guarda semplicemente indietro ma cerca di plasmare il futuro.

Troviamo tessuti tecnici elasticizzati che scolpiscono silhouette futuristiche, abiti dal taglio sartoriale e gonne con lo spacco dal fascino senza tempo, poi ancora tute monocolor, pantaloni plissettati, drappeggi, giacche trapuntate e immancabili trench (anche in vinile).
Borchie e spilloni si alternano ai luminosi Swarovski, mentre abiti con corpetto a bustier e strascichi da serata di gala chiudono lo show all’insegna di silhouette allungate e caratterizzate da maxi spalline e cuffie con volants sul capo.

Infine, la palette: tutta studiata all’insegna del color-blocking, alterna tinte vivaci ed acide a tonalità più tenui.

 

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Modelle nel backstage della sfilata P/E 22 di Erdem durante la London Fashion Week (Photo: ACIELLE / STYLEDUMONDE)

Erdem

Durante la sua carriera, Erdem Moralioğlu ha sfilato in diversi luoghi della città di Londra: dalla National Portrait Gallery ai Gray’s Inn Gardens. Ma questa volta ha dimostrato in grande stile la sua capacità di mettere in piedi uno show perfetto, optando per la grandiosità del British Museum.
Ed è una scelta totalmente appropriata, dato che la sua sfilata P/E 22 ha celebrato proprio il 15° anniversario del brand: citando le parole del designer, si tratta di una vera e propria “lettera d’amore all’anima stravagante di Londra”.

Nella collezione, il tributo al 15° compleanno del marchio viene subito messo in chiaro innanzitutto dai tessuti iconici già presentati nelle stagioni precedenti: centrando in pieno una filosofia sostenibile, gli abiti patchwork presentati in passerella sono stati infatti realizzati con rimanenze.

Molto spesso lo stilista ha creato le sue collezioni prendendo ispirazione dalle donne importanti della storia (come la fotografa e attivista italiana Tina Modotti o la ballerina americana Adele Astaire) e anche per quanto riguarda la stagione P/E 22 le ispirazioni femminili si pongono alla base dello show.
Le muse della nuova collezione provengono questa volta dal XIX secolo e dall’inizio del XX: parliamo della poetessa britannica Dame Edith Sitwell e dell’aristocratica artista Lady Ottoline Morrell, entrambe personaggi enigmatici a cavallo tra mito e realtà accomunate dal desiderio di distinguersi dalla società e non conformarsi.

In passerella troviamo candide camicie maschili da smoking indossate su semplici gonne di lino ricamate d’argento, abiti in popeline bianco traforato oppure trapuntati patchwork in tessuti spaiati, canotte in mohair o cashmere e trench a trapezio.
Massima attenzione è proiettata sui tessuti: cotoni cerati, lini grezzi stropicciati emanano una purezza che viene maggiormente accentuata dalle vestibilità attillata e da una varietà di abbellimenti, come perline di cristallo cucite a mano che aggiungono lusso a un abito di lino grezzo e a una gonna a tubino.

Tra gli accessori più d’effetto della passerella P/E 22 di Erdem non possiamo però non notare i drammatici cappelli a tesa larga in mussolina di seta, veri protagonisti della sfilata, presentati in nero, blu navy e in una serie di stampe floreali. Ovviamente, sempre -e rigorosamente- indossati in abbinamento agli abiti svasati.

 

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La sfilata P/E 22 di David Koma alla London Fashion Week (Photo: Vogue)

David Koma

Il primo giorno di London Fashion Week si è aperto alla grande con la sfilata carica di colore firmata David Koma, allestita nella suggestiva location del London Aquatic Center (progettato dal grande architetto Zaha Hadid).
Lo stilista, che sta vivendo col suo brand un momento di enorme successo grazie a fan famosi in tutto il mondo (tra cui Jennifer Lopez, Cardi B e Beyoncé) ha deciso di evocare a gran voce la prossima primavera con look al neon capaci di illuminare ogni guardaroba.

Le modelle si sono susseguite in passerella come accecanti macchie di luce grazie a capi che devono la loro potenza ad una palette di abbaglianti tinte al neon: dagli abiti trasparenti giallo fluo al look fatto di paillettes fucsia all over, a conferma che applicazioni e punti luce sono sempre la scelta giusta per le serate importanti della prossima Primavera/Estate 2022.   

Nella costruzione dei capi, lo stilista ha affermato di essere partito da una totale trasformazione dei costumi da bagno interi: dal mondo sportswear e activewear Koma prende in prestito i colori fluo e li unisce a elementi di lusso legati alla moda più elegante e al glamour della vecchia Hollywood, come paillettes e applicazioni.

Troviamo dunque abiti completati da scollature di piume per un effetto da diva, camicie con micro paillettes, pantaloni, bralette fucsia, per finire con un abito d’effetto da sera nero e lungo fino al pavimento: a simboleggiare che, anche dopo i duri mesi di lockdown, l’industria ha voglia di celebrare il ritorno in passerella e il desiderio di vestirsi (di nuovo) in maniera lussuosa. 

 

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Un capo della collezione P/E 22 “Movements” di Victoria Beckham (Photo: Victoria Beckham)

Victoria Beckham

Per anni siamo stati abituati a vedere le sfilate firmate Victoria Beckham durante la fashion week -dapprima quella di New York e poi, dopo i primi 10 anni compiuti dalla sua casa di moda, a Londra.
Ma in questa London Fashion Week qualcosa è cambiato: Victoria Beckham ha presentato per la prima volta la sua collezione Primavera/Estate 2022 fuori calendario, non con una sfilata fisica ma bensì con un prodotto digitale

Il suo progetto si chiama “Movements” e vuole essere “un’ode alla fuga in Europa” , al ritorno a viaggiare post-pandemia. La direttrice creativa esprime attraverso i capi quel desiderio condiviso di tornare a vestirsi “nel verso senso della parola”: uscire, sentirsi bene con sé stesse, sentirsi donna e voler essere desiderabili agli occhi del partner per tornare a vivere appieno la normalità in ogni sua sfaccettatura.

Non stupisce quindi che al centro della collezione della stilista ci siano due punti cardine: sensualità e femminilità, le due chiavi di lettura che ci permettono di comprendere al meglio i capi della sua P/E 22.
Troviamo vestiti con ampi dettagli cut-out sexy ma raffinati sulla schiena, slip dress strutturati stile tunica con inaspettati abiti lingerie stampati al di sopra, tailleur strutturati pensati per  una donna cosmopolita.

Tutto punta verso un’idea che durante il periodo del lockdown faceva capolino spesso nelle menti di tutti noi: “il desiderio di essere altrove”.
Nasce forse proprio da questo il nome “Movements”, che, assieme al concept della collezione “Embracing the uncomplicated” (“Abbracciare la semplicità”), ci invita a far rispecchiare nelle nostre scelte estetiche quello che è il modus vivendi prescelto.
Uno stato d’animo semplice, come l’umano desiderio di spensieratezza vacanziera. viene rimarcato dai tagli sartoriali dei capi e dall’assenza di un vero e proprio fashion show: basta molto meno per spiegare un’idea semplice.

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