Maison Gucci: tra cinema e realtà

La presentazione di “House of Gucci” e la Gucci Love Parade per la P/E 22 uniscono a doppio filo il brand fiorentino e Hollywood

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Lady Gaga alla première londinese del film “House of Gucci”, in uscita a dicembre in Italia (Photo: SCGA / IPA)

Una chioma di capelli biondo platino, un vestito viola in chiffon di seta svolazzante, zeppe nere altissime che procedono sul red carpet.
È arrivata lei: Lady Gaga.
E no, non siamo ad un concerto, siamo alla première londinese di uno dei film più attesi dell’anno, che vede proprio la amatissima popstar come protagonista indiscussa: “House of Gucci”.

E i nomi coinvolti nel progetto sono altisonanti quanto il suo.
Ad affiancarla nel cast ci sono attori come Adam Driver, Jared Leto e Al Pacino, tutti diretti da un regista che nel mondo del cinema è a dir poco una leggenda: Ridley Scott.

Questa volta, il regista culto di pellicole come “Blade Runner” e “Il Gladiatore”, si è infatti spostato in Italia per il suo progetto, girando “House of Gucci” quasi interamente nel nostro paese.
Da Milano, precisamente da zone come il quadrilatero della moda, piazza Duomo e la stazione Centrale, ai comuni di Lenno e Ossuccio sul lago di Como, da Firenze a Gressoney-Saint-Jean, fino alla celebre via Condotti nel cuore di Roma.

Ma cosa c’è da aspettarsi da questo film? E quale sarà il personaggio interpretato da Lady Gaga?
L’ispirazione da cui ha attinto lo sceneggiatore Roberto Bentivegna proviene dal libro “A Sensational Story of Murder, Madness, Glamour, and Greed” di Sara Gay Forden, che racconta la sconvolgente storia vera della famiglia dietro l’impero della casa di alta moda italiana.

Lady Gaga interpreta Patrizia Reggiani, moglie di Maurizio Gucci (interpretato da Adam Driver), accusata di aver commissionato l’omicidio del marito nel 1995 e successivamente condannata a 26 anni di carcere a San Vittore -chiamato sarcasticamente da Patrizia “Victor’s Residence”.

I più appassionati conoscono molto bene questa figura a dir poco sopra le righe: nel 1972, Patrizia (una socialite italiana) sposa Maurizio Gucci, di 20 anni, nipote del fondatore del marchio Guccio Gucci. Insieme danno alla luce due figlie, mentre in famiglia va in scena una lotta continua per il controllo di un brand che era tra i più prestigiosi del tempo (così come d’altra parte lo è anche oggi).
La cosiddetta “Lady Gucci” diventò famosa su tutti i rotocalchi per la sua vita lussuosissima e per le sue stravaganze: i viaggi per mare nel Mar dei Caraibi sul suo yacht da 200 piedi, ma anche i 9mila dollari al mese spesi in orchidee -soprattutto in occasione dei suoi trasferimenti nell’Olympic Tower di Manhattan.

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Lady Gaga interpreta Patrizia Reggiani in una scena del film “House of Gucci” (Photo: Eagle Pictures)

Quando Patrizia scopre che Maurizio la tradisce e che si trova in procinto di vendere il marchio Gucci a una società del Bahrain, qualcosa scatta e e la Lady decide di vendicarsi progettando l’omicidio del marito.
È su questo personaggio controverso e complesso che si fonda “House of Gucci”: sul desiderio di potere e vendetta di una donna ambiziosa, una outsider dalle umili origini che assapora per la prima volta il mondo del lusso e non vuole tornare indietro, a costo di scatenare nel contesto familiare una spirale infinita di tradimenti e decadenza.

Il film è un’ode alla stravaganza che ha sempre contraddistinto il marchio Gucci, un marchio il cui fascino sembra resistere a tutti i segni del tempo grazie a un potere di attrazione unico, sottile e raffinato, espresso da collezioni dallo stile inconfondibile capaci di diventare in un attimo il chiodo fisso dei fashionistas di tutto il mondo.
L’aura unica che contraddistingue il brand e il suo direttore creativo attuale Alessandro Michele è data anche dalle scaltre strategie di comunicazione cross-mediali, al passo coi tempi e a volte sfrontate, ma sempre visionarie e caratterizzate da un senso del gusto imprescindibile.

Ma il film è anche molto altro. In primis è la chance perfetta per farei un viaggio nel preziosissimo archivio della maison, che per l’occasione ha aperto le sue porte alla produzione. Janty Yates, a cui sono stati affidati i costumi della pellicola, ha potuto dare sfogo alla sua creatività grazie a un mix di abiti di collezioni attuali e pezzi vintage firmati Gucci, che, ne siamo certi, faranno sognare il pubblico di tutto il mondo.

E l’intenzione di far sognare è in effetti stata chiara sin dall’anteprima londinese, con un red carpet a dir poco spettacolare che ha visto le star sfilare in abiti firmati dal brand.

Lady Gaga in primis ha spiccato su tutti con un look di Gucci Love Parade, la collezione recentemente svelata dal brand e ispirata al glamour delle dive hollywoodiane -un mood che casca a dir poco a pennello con il lancio del film.
L’outfit scelto dalla star è uno scenografico abito viola in chiffon di seta, caratterizzato da un sensuale effetto see-through, drappeggi e morbide plissettature. A completare il look, calze a rete aggressive dall’originale motivo a diamante, guanti di tulle nero con cristalli e scarpe con platform vertiginoso del brand Pleaser (molto diffuso tra ballerine e pole dancer), ormai diventate il biglietto da visita della star.

Proprio l’allure aggressivo degli accessori sfoggiati dalla popstar si rivela essere il ponte con la sfilata Gucci P/E 22, una sfilata evento che all’alba del 3 novembre (ora italiana) ha animato la iconica Hollywood Boulevard di Los Angeles.

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Modelli in passerella per la sfilata “Gucci Love Parade” a Los Angeles (Photo: EMMA MCINTYRE/ GETTY IMAGES)

La “Gucci Love Parade”, questo il nome della collezione, portata in scena da Alessandro Michele non celebra solamente i 100 anni della casa di moda fiorentina ma apre soprattutto uno spiraglio sulla vita personale del direttore creativo.
La scelta di Los Angeles ha infatti un significato profondo per Michele, che (come molti) sogna sin da piccolo le luci di Hollywood e sospira immaginandola come una lontana e magica “fabbrica dei sogni” dove tutto può realizzarsi. È un’atmosfera di cui si innamora sin da piccolo grazie alla mamma, che lavorava nel campo del cinema come assistente di una casa di produzione e alla quale sono legati ricordi intimi e preziosi in cui s’incontrano vissuto personale, cinema e storia della maison.

I racconti della madre di Michele, popolati da star inarrivabili dell’Olimpo americano, si uniscono all’amore del direttore creativo per una città divenuta sua basilare fonte d’ispirazione e le suggestioni che nascono da questo mix si riflettono sui capi presentati in collezione, intrisi di divismo. 

L’anima di Hollywood è in passerella, ma la troviamo anche nascosta nel pubblico. Sul catwalk si susseguono nomi come Jared Leto, Miranda July, Maculay Culkin, mentre tra gli ospiti figurano Miley Cyrus, Dakota Johnson (musa di Alessandro Michele), Diane Keaton e Gwyneth Paltrow: tutti vestiti con capi della collezione, a simboleggiare che la moda è fatta per essere usata, portata, senza distinzione tra show e vita reale.

Ogni abito della collezione è un omaggio a look e costumi iconici degli anni scintillanti di Hollywood. Troviamo lo smoking, sia per lei che per lui, che, declinato in toni pastello pop, sembra proporsi come il nuovo abito da sera, ma ci sono anche gli abiti bianchi in stile anni ’30, impreziositi da bordi in pelliccia, da indossare con occhiali tempestati di brillantini da divi in incognito.

La lettera d’amore di Alessandro Michele al cinema di Hollywood e a star come Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Veronica Lake, Rock Hudson e Kim Novak trapela da ogni singolo look attraverso riferimenti dell’epoca riproposti in chiave moderna: dai long dress bordati di pieghe ai diademi, dagli abiti in tulle drappeggiato decorati da serpenti ai boa di piume colorati, dai completi maschili con panciotto e papillon a copricapi di ogni foggia e stile.

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Modelli sfilano lungo Hollywood Boulevard per la collezione P/E 22 “Gucci Love Parade” (Photo: Getty)

Parola d’ordine: indossare con disinvoltura tutto e con tutto. In special modo gli accessori, che, come accennato, si sono distinti da subito per la loro particolarità.

Oltre ai già citati copricapi, nel nuovo guardaroba Gucci hanno trovato posto quei richiami fetish a cui il brand ci ha abituato, che stavolta si traducono in sex toys trasformati in gioielli pret-a-porter, in un tripudio alte cinture-bustier in latex, eclettici gioielli da naso, bijoux in metallo, stivali e maxi plateau: un mix di irriverenza e nostalgia da rileggere in chiave contemporanea.

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